da Adista del 27/06/2026
Il lato oscuro della visita del papa in Spagna: la reticenza sugli abusi
Pace e migrazioni sono stati i temi che hanno contraddistinto il recente viaggio del papa in Spagna: esposti nella loro reale complessità e con indubitabile chiarezza, davanti a folle sempre presenti e plaudenti, sono le imprescindibili sfide indicate da Leone XIV per un futuro dell'umanità che sia sostenibile, degno e vissuto secondo le indicazioni evangeliche.
Parole e temi attesi, quelli del pontefice, nell'attuale tesissima contingenza storica, ma non accompagnati da altri, altrettanto attesi, riguardanti più direttamente la vita ecclesiale in Spagna, in primis gli abusi sessuali commessi su minori da membri della Chiesa, a partire da preti e religiosi. E sono tanti: quando, un paio di anni fa, il “Defensor del Pueblo” Angel Gabilondo ha pubblicato il rapporto commissionatogli sull’argomento dal Parlamento, la Spagna emerse come il Paese con il maggior numero di vittime al mondo: l’1,13% dell’attuale popolazione adulta, 440.000 persone circa.
In particolare, la comunità autonoma di Catalogna - secondo il database che El Pais ha iniziato a costruire nel 2018, il più completo - registra, afferma il quotidiano, <<il maggior numero di casi di pederastia del clero: 236 accusati e almeno 506 vittime. Il più antico è datato 1941 e il più recente nel 2024. Per provincia, 176 di questi casi si sono verificati a Barcellona, 22 a Tarragona, 20 a Lérida e 11 a Girona. Nelle restanti cinque, la provincia è sconosciuta. Per istituzioni, l’arcidiocesi di Barcellona è quella con il maggior numero di abusi, 44. A essa seguono gli ordini dei Maristi (36), dei Gesuiti (31), La Salle (18), dei Piaristi o Scolopi (10) e dei Claretiani (9). Negli Agostiniani, l’ordine a cui appartiene il papa, non ce n’è nessuno. In totale, in almeno 31 di questi casi ci sono accuse o sospetti di insabbiamento>>.
Le parole che non ti dico
Eppure in Catalogna il papa non ha mai pronunciato la parola pedofilia, neanche nell’abbazia di Montserrat, simbolo della Chiesa e identità della Catalogna, ma anche simbolo dello scandalo degli abusi sessuali ecclesiastici. E’ stato in questo luogo che è emerso uno dei casi più gravi di questa comunità autonoma, scoperto da El Pais nel gennaio 2019: gli ultimi tre abati del monastero, <<quelli precedenti a quello attuale>>, ricorda oggi il quotidiano, <<hanno insabbiato abusi per decenni e sono emerse accuse contro tre frati con almeno 15 vittime. Nessuno di loro ha ricevuto un risarcimento, tranne l'ultima conosciuta, a seguito di una condanna giudiziaria nel 2024, secondo i dati di Miguel Hurtado, la prima vittima a venire alla luce. (…) L’abbazia stessa si è scusata pubblicamente e ha ammesso gli abusi in un rapporto del 2019>>. Neanche l’attuale abate, Manuel Gasch i Hurios, in carica dal 2021, <<ha menzionato la questione nel suo discorso>> al papa, precisa l’articolo.
Non che papa Prevost abbia taciuto l’argomento. Durante la permanenza a Madrid, davanti ai vescovi nella sede della Conferenza episcopale, ha parlato di <<coloro che sono stati feriti proprio da coloro che dovevano prendersi cura di loro, anche da membri del clero>>, una <<piaga>>, una <<ferita aperta>>.