da Internazionale del 03/07/2026
Conseguenze per l’economia
di Financial Times, Libération
Il caldo estremo sta diventando un fattore di rischio strutturale per l'economia, e l'Europa è tra le regioni più esposte. Lo sostiene uno studio della compagnia di assicurazioni Allianz, secondo cui l’Europa ha "un tessuto urbano denso, progettato per trattenere il calore" e una diffusione dei sistemi di climatizzazione che arriva al 19%, rispetto al 90% negli Stati Uniti. L'impennata della domanda ha comunque portato alle stelle i prezzi dell’energia elettrica, mentre le alte temperature riducono la produzione delle centrali a gas e solari.
Che costi avrà tutto questo? La produttività del lavoro diminuisce di circa il 3% per ogni grado in più tra i 30 e i 35°. Allo stesso tempo, il consumo energetico aumenta di circa l'1,2% per ogni grado oltre i 30°, facendo lievitare i costi per le aziende. Questo rischia di ridurre la produzione, gli investimenti e il gestito fiscale. Se i cinque anni più caldi tra il 2014 e il 2024 si ripetessero tra il 2026 e il 2030 si avrebbero perdite complessive del Pil tra il 5 e il 7% in Francia, Germania, Italia e Spagna.
Secondo Robert Marks della società di consulenza Oxford Economics, temperature tra i 30 e i 40° possono causare "notevoli perdite di produttività e compromettere le attività nell'edilizia, in agricoltura, nell'industria manifatturiera, nel commercio al dettaglio, nel settore alberghiero e in altri ambiti che rappresentano in media il 35% dell'economia nell'Europa occidentale”.
In Francia il caldo ha fatto aumentare la mortalità negli allevamenti, in particolare in quelli di suini e pollame. Il ritmo dei decessi è tale che il servizio di smaltimento delle carcasse non riesce a tenere il passo. Per questo è stato permesso ai singoli allevatori di seppellire il bestiame morto nei loro terreni. Oltre all'elevata mortalità, anche la produttività degli animali che soffrono il caldo ne risentirà, in particolare si attendono ricadute sulla produzione di uova.