sabato 25 luglio 2026

 da Confronti di giugno 2026

Il coraggio del dialogo contro la semplificazione del conflitto

di Claudio Paravati (direttore di Confronti)

In un mondo fatto di insulti, prevaricazioni, accuse e violenza verbale, come un lumino nell’ombra della spontaneità della valanga social sta questo libro, apparso pochi mesi fa, che consiglio a tutti, Ebrei in guerra. Dialogo tra un rabbino e un dissidente, edito da Feltrinelli. Il testo presenta il dialogo tra Riccardi Di Segni, rabbino capo della comunità ebraica di Roma, e Gad Lerner, scrittore e giornalista di fama.

Tema del dialogo: è facile da intuire; come posizionarsi nei confronti di ciò che è successo, ed è ancora in corso, tra Israele, Gaza, Cisgiordania? Quali sono le idee su Ebraismo, ebrei, Israele?

Rav Di Segni il 25 settembre del 2023 disse, nel Tempio a Roma, per la fine del digiuno di kippur: <<Siamo sull’orlo di una guerra civile>>. Si riferiva, allora, alle tensioni politiche in Israele, alla spaccatura nella società israeliana tra sostenitori da una parte e contestatori dall’altra del governo Netanyahu e si riferiva a come questa dialettica riverberasse anche nella diaspora ebraica in Italia. Poco dopo tutto è cambiato, in peggio purtroppo, come sappiamo, dal 7 ottobre 2023, con il più grande pogrom dalla fine della Seconda guerra mondiale e la successiva devastazione di Gaza.

Leggere il dialogo franco, deciso, senza fronzoli, di Lerner e Di Segni è tempo ben speso: ci ricorda che siamo tutti parte in causa. A volte sullo sfondo, a volte nel centro, emerge chiaro per il lettore il tema di fondo: che tipo di società abbiamo in mente qui dalle nostre parti? Aperta, plurale, che sa valorizzare questa pluralità?

Secondo: il tema del rapporto col Cristianesimo. I due interlocutori ci ricordano, nel loro dialogo, quali giudizi e pregiudizi sono ancora latenti sotto la cenere. Terzo: politica e fondamentalismi, di ogni nuovo genere, si tengono insieme e si posizionano sulla questione. In sole due pagine ci dicono, i protagonisti, più di quanto altri sanno dire in interi articoli, in particolare sul “Sionismo cristiano”, o “Sionismo laico”: rammentano entrambi quanto il fenomeno sia complesso, articolato, e non solo evangelical come ai media piace semplificare, aiutati dalle immagini di Donald Trump in mezzo ai predicatori “fedelissimi”. Rav Di Segni ricorda come sia anche un fenomeno cattolico, e a pag. 87 fa riferimento alle tante persone <<di fede evangelica>>, che sono <<attente, rispettose e affettuose nei confronti della comunità ebraica>>.

Come a dire: non semplifichiamo fenomeni complessi! Tutto il libro è all’insegna di questa impostazione, e cioè non semplificare ma ragionare insieme su ciò che semplice e lineare non è, ma che è complesso, storico, articolato, a volte contraddittorio.

Questo libro è una testimonianza. Lo è nella sua forma stessa: dialogare, anche aspramente, ma dialogare. Lo è nel contenuto: si fa capire, è scritto per essere capito, ma non rinuncia a rimanere nella complessità. Le posizioni tra i due interlocutori alla fine rimangono distanti. Eppure quando si è finito di leggere il libro è come se, seppur nella differenza, l’aver attraversato il dialogo ci abbia comunque mossi, avvicinati.

Si fatica a non pensare che se ci fossero più dialoghi di questo livello qualcosa potrebbe muoversi di più. Nel frattempo leggiamo il libro e prepariamoci a dialogare.