da Confronti di giugno 2026
Il coraggio del dialogo contro la semplificazione del conflitto
di Claudio Paravati (direttore di Confronti)
In un mondo fatto di insulti, prevaricazioni, accuse e violenza verbale, come un lumino nell’ombra della spontaneità della valanga social sta questo libro, apparso pochi mesi fa, che consiglio a tutti, Ebrei in guerra. Dialogo tra un rabbino e un dissidente, edito da Feltrinelli. Il testo presenta il dialogo tra Riccardi Di Segni, rabbino capo della comunità ebraica di Roma, e Gad Lerner, scrittore e giornalista di fama.
Tema del dialogo: è facile da intuire; come posizionarsi nei confronti di ciò che è successo, ed è ancora in corso, tra Israele, Gaza, Cisgiordania? Quali sono le idee su Ebraismo, ebrei, Israele?
Rav Di Segni il 25 settembre del 2023 disse, nel Tempio a Roma, per la fine del digiuno di kippur: <<Siamo sull’orlo di una guerra civile>>. Si riferiva, allora, alle tensioni politiche in Israele, alla spaccatura nella società israeliana tra sostenitori da una parte e contestatori dall’altra del governo Netanyahu e si riferiva a come questa dialettica riverberasse anche nella diaspora ebraica in Italia. Poco dopo tutto è cambiato, in peggio purtroppo, come sappiamo, dal 7 ottobre 2023, con il più grande pogrom dalla fine della Seconda guerra mondiale e la successiva devastazione di Gaza.
Leggere il dialogo franco, deciso, senza fronzoli, di Lerner e Di Segni è tempo ben speso: ci ricorda che siamo tutti parte in causa. A volte sullo sfondo, a volte nel centro, emerge chiaro per il lettore il tema di fondo: che tipo di società abbiamo in mente qui dalle nostre parti? Aperta, plurale, che sa valorizzare questa pluralità?
Secondo: il tema del rapporto col Cristianesimo. I due interlocutori ci ricordano, nel loro dialogo, quali giudizi e pregiudizi sono ancora latenti sotto la cenere. Terzo: politica e fondamentalismi, di ogni nuovo genere, si tengono insieme e si posizionano sulla questione. In sole due pagine ci dicono, i protagonisti, più di quanto altri sanno dire in interi articoli, in particolare sul “Sionismo cristiano”, o “Sionismo laico”: rammentano entrambi quanto il fenomeno sia complesso, articolato, e non solo evangelical come ai media piace semplificare, aiutati dalle immagini di Donald Trump in mezzo ai predicatori “fedelissimi”. Rav Di Segni ricorda come sia anche un fenomeno cattolico, e a pag. 87 fa riferimento alle tante persone <<di fede evangelica>>, che sono <<attente, rispettose e affettuose nei confronti della comunità ebraica>>.
Come a dire: non semplifichiamo fenomeni complessi! Tutto il libro è all’insegna di questa impostazione, e cioè non semplificare ma ragionare insieme su ciò che semplice e lineare non è, ma che è complesso, storico, articolato, a volte contraddittorio.
Questo libro è una testimonianza. Lo è nella sua forma stessa: dialogare, anche aspramente, ma dialogare. Lo è nel contenuto: si fa capire, è scritto per essere capito, ma non rinuncia a rimanere nella complessità. Le posizioni tra i due interlocutori alla fine rimangono distanti. Eppure quando si è finito di leggere il libro è come se, seppur nella differenza, l’aver attraversato il dialogo ci abbia comunque mossi, avvicinati.
Si fatica a non pensare che se ci fossero più dialoghi di questo livello qualcosa potrebbe muoversi di più. Nel frattempo leggiamo il libro e prepariamoci a dialogare.