da L’Eco del Chisone del 03/06/2026
Stazione di Posta – Una “casa” che parla di rispetto, speranza e futuro
di Sofia D’Agostino
Con l’inaugurazione del dormitorio femminile al secondo piano della Stazione di Posta, si è completata la realizzazione di quella che molti degli intervenuti hanno definito la “Casa” della Solidarietà.
Particolarmente condivisa la riflessione del vescovo Derio Olivero, che ha sottolineato come la Stazione di Posta non sia soltanto un luogo dove trovare un letto o un pasto, <<ma un segno tangibile di rispetto e speranza, dove ogni donna e ogni uomo – al primo piano c’è il dormitorio maschile – possa ritrovare serenità e guardare al futuro>>.
Un traguardo reso possibile dall’impegno di tante realtà pubbliche e private: enti, fondazioni, volontari, club di servizio e singoli cittadini. Un intero territorio ha contribuito a costruire e oggi sostiene la Stazione di Posta che, come ha ricordato Rocco Nastasi, direttore della Caritas e anima di questo progetto, è stata la prima in Italia e attira l’interesse di realtà provenienti da diverse parti del Paese, desiderose di replicarne il modello.
<<Questa Casa è una bella testimonianza di cosa significhi restare umani e della civiltà di questo territorio>>, ha aggiunto ancora il vescovo Olivero.
Una felice sorpresa il dormitorio: luminoso, spazioso, con pareti decorate e ambienti che restituiscono davvero il senso di una casa. Le camere che ospitano le otto donne, tutte dotate di servizi e docce, sono ampie e incorniciate da tende dai colori delicati; i pavimenti, pur realizzati in altro materiale, trasmettono il calore del legno. I letti, donati dalle suore Giuseppine di Pinerolo, contribuiscono a superare l’idea tradizionale di dormitorio, rendendo gli spazi accoglienti e familiari. Un buon luogo da cui ripartire, per tornare a guardare il futuro senza paura.