lunedì 20 luglio 2026

 

da Pressenza del 16/07/2026

Un momento di verità: la fede in tempo di genocidio”: il 20 agosto a Torre Pellice

di Redazione Italia

Il titolo dell’iniziativa che si svolgerà nell’ambito del Sinodo delle chiese metodiste e valdesi – riferisce DallapartediAbele – è tratto dal secondo documento di Kairos Palestine, elaborato dal movimento ecumenico non violento dei cristiani palestinesi, che nell’occasione rinnova l’appello alla giustizia e chiede una urgente risposta cristiana globale interrogando anche le chiese occidentali sulle questioni di fede poste dal presente, che rischia di tradursi nella scomparsa effettiva delle comunità cristiane dalla Palestina”.

L’incontro pubblico è organizzato da DallapartediAbele insieme agli Ambasciatori e Ambasciatrici di Pace (UCEBI), alla Commissione globalizzazione e ambiente (GLAM) della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e al Centro Interconfessionale della Pace (CIPAX), con il patrocinio della locale Chiesa Valdese, del Comune di Torre Pellice e della Fondazione-Centro Culturale Valdese e in collaborazione con Radio Beckwith, che trasmetterà la diretta radiofonica.

I promotori spiegano che al centro dell’incontro saranno “le richieste e l’appello dei cristiani palestinesi che ascolteremo dalla viva voce di Munther Isaac, uno dei principali co-autori del documento Kairos II, pastore luterano, teologo e rettore del Betlehem Institute, che ha accettato con piacere il nostro invito a presiedere la serata come ospite d’onore e che sarà accompagnato dalla moglie”.

A interloquire con lui e a moderare il dibattito che seguirà sarà la giornalista RSI e caporedattrice di Voce Evangelica, Gaëlle Courtens, esperta e profonda conoscitrice del mondo evangelico italiano ed europeo.

La serata fa idealmente seguito ai due incontri online da noi organizzati “Perché non ci ascoltate?” e “Come rispondiamo” – precisa il gruppo DallapartediAbele nel comunicato stampa –. Ci piace inoltre segnalare che nei giorni scorsi diverse importanti organizzazioni protestanti e accademiche hanno preso significative posizioni in merito al documento Kairos II, invitando le proprie chiese a leggerlo e ad ascoltare la voce dei palestinesi”.

In specifico, il gruppo DallapartediAbele riferisce che

Martedì 30 giugno la più grande organizzazione delle chiese presbiteriane, PCUSA, ha votato a stragrande maggioranza a favore del riconoscimento come genocidio della guerra di Israele a Gaza. Inoltre, l’assemblea generale riunita a Milwaukee (Wisconsin) dal 22 giugno al 2 luglio ha invitato i presbiteriani a esercitare pressioni sul Congresso USA affinché imponga un embargo sulle armi destinate a Israele e a boicottare i prodotti israeliani che contribuiscono alla guerra.
La scorsa settimana anche l’American Academy of Religion ha adottato una risoluzione di solidarietà con Gaza che condanna il governo israeliano per il conflitto in corso, definendolo un genocidio. L’associazione di studiosi di scienze religiose, che vanta 6.000 membri in tutto il mondo, ha fatto riferimento alla guerra durante la sua assemblea annuale ad Atlanta, definendola uno “scolasticidio”, ovvero un “tentativo deliberato di distruggere completamente il sistema educativo palestinese”. La mozione è stata approvata dal 98% dei membri, secondo quanto riferisce The New Arab.
Lo scorso 2 luglio la Conferenza della Chiesa Metodista di Gran Bretagna ha ascoltato le voci dei cristiani di Palestina e ha invitato le chiese a riflettere su Kairos II. La mozione chiedeva inoltre al Presidente della Conferenza di scrivere al Primo Ministro e al Ministro degli Esteri del Regno Unito e agli organi di governo delle altre giurisdizioni in cui la Chiesa Metodista di Gran Bretagna è presente, esortandoli a rispettare il diritto internazionale e ad adottare le misure delineate nella dichiarazione Time to Act che recita “Together with others, I hear the call of Palestinian Christians and stand alongside all those living and working for a just peace in Palestine and Israel. I will listen, learn, live, and act in ways that support justice, human dignity, and freedom for all who call the Holy Land home.
Infine, il 12 luglio, dopo un intenso e prolungato dibattito e malgrado le forti pressioni contrarie ricevute, il Sinodo Generale della Chiesa di Inghilterra ha approvato a stragrande maggioranza e in tutti e tre i suoi ordini (laici, clero e vescovi) una mozione che impegna alla solidarietà e all’ascolto dei cristiani palestinesi, a favore della verità, del diritto internazionale e di una revisione delle politiche di investimento della Chiesa.