Una chiesa che va indietro…
Continua la chiesa dalle fulgide dichiarazioni, ma si torna al rosario mariano in molte situazioni funebri. I funerali sono la grande risorsa pastorale e in essi trionfano le liturgie mariane e il vocabolario dei dogmi dell’espiazione e del purgatorio, del Gesù morto in espiazione dei nostri peccati. Tutto fa brodo e i linguaggi liturgici sono molto efficaci e ritorna il pensiero del purgatorio e di un Dio contabile che dà il paradiso subito ai totalmente in regola con tutti i dogmi. Per gli altri basta il purgatorio e un po di suffragio con messe e rosari. Il crocifisso dice che Gesù ha espiato e tornano in auge rosari e riti simili per rassicurare del perdono dimenticando che siamo figli di un PADRE che tutti e tutte attende tra le sue braccia. E’ questo amore accogliente di tutti, opera di Dio solo, ciò che fa seguito alla morte.
Esiste una chiesa diffusa che va indietro. In queste ultime settimane ho ascoltato tante persone come mai e ho partecipato ai riti funebri in parecchie chiese. Mai come in questo ultimo anno chiesa significa tornare indietro secondo i dogmi e i riti che il potere ecclesiastico ha costruito nei secoli e mediante i concili e correlati. C’è poi un modo nuovo di costruire questa chiesa che guarda e va indietro. Come fa, tra altri mille, il cardinale di Torino appena sessantenne: fa il girotondo dei preti che vengono spostati da una parrocchia all’altra (spesso stranieri e responsabili temporanei anche di tre centri ecclesiastici e la cui storia e cultura spesso è estranea al popolo di cui sarebbe pastore. Venga al Pride vestito da cardinale. Allora potrò constatare con gioia che questo passo è compiuto.
don Franco Berbero – luglio 2026