da Il Fatto Quotidiano del 31/07/2026
Francia e Usa guidano Kiev
Polonia: alert razzi “russi”
di Jo Meg Kennedy
Nella notte tra mercoledì e giovedì, le scale delle 46 metropolitane di Kiev sono state attraversate da 56 mila persone scese sottoterra per cercare riparo tra i binari. Fuggivano da quello che lo stesso ministero della Difesa russo ha definito un “attacco massiccio”, condotto con armamenti impiegati simultaneamente e in direzioni distinte. L’aeronautica ucraina ha contato 284 droni di tipo Shahed, inclusi droni esca, e 74 missili tra cui anche 4 Zircon/onyx, 9 Iskander M/S-400/KN-23, 61 Kh-101 Kalibr.
Due dei 61 missili da crociera Kh-101 hanno però deviato dalla rotta, oltrepassando il confine ucraino-polacco attorno alle 3.40 del mattino, violando lo spazio aereo polacco. Il primo è rapidamente rientrato in Ucraina, dove le esplosioni hanno colpito oltre alla capitale (un uomo ucciso e due feriti), Dnipropetrovsk (sei morti e dieci feriti), Kryvyi Rih (una bambina di 6 anni, due ragazzi di 11 e 17 anni e i loro genitori uccisi, con altri due bambini estratti vivi dalle macerie), Leopoli (34 i feriti tra cui tre bambini di 6, 13 e 15 anni) e Poltava (una persona uccisa). Il secondo missile è invece precipitato in un campo a 2 km dal villaggio di Tarnawa-Kolonia, nella provincia di Lublino, lasciando un cratere di circa dieci metri di diametro. A dirlo è stato l’esercito polacco, che, ha aggiunto di aver rilevato almeno una decina di razzi che sorvolavano l’Ucraina identificandoli come potenzialmente pericolosi per lo spazio aereo polacco.
Siamo solidali con la Polonia e continueremo a rafforzare la nostra prontezza a difenderci da qualsiasi minaccia. Questo incidente è l’ennesimo atto sconsiderato da parte della Russia e una pericolosa conseguenza della sua guerra contro l’Ucraina” ha detto il Segretario generale dalla Nato, Mark Rutte dopo l’attivazione delle difese aeree e terrestri sia polacche che dell’alleanza. A unirsi al messaggio di solidarietà e condanna anche Ursula von der Leyen, Antonio Costa, Emmanuel Macron e Friedrich Merz. Il premier polacco, Donald Tusk, invece si è affrettato a precisare che non c’era motivo di ritenere che il suo Paese fosse stato il bersaglio previsto del missile di Mosca, considerando che una violazione simile avrebbe potuto invece attivare l’art. 5 della Nato per la difesa alleata.
Alla potenziale escalation del conflitto, del lato dell’alleanza, potrebbe contribuire la notizia riportata ieri dal Financial Times sull’aiuto di intelligence Usa e francese a Kiev. Secondo alcuni funzionari ucraini infatti gli Stati Uniti e la Francia avrebbero fornito all’Ucraina l’intelligence che ha contribuito a “mappare i dispiegamenti di difesa aerea russi e a identificare i percorsi che consentono ai droni di eluderli e raggiungere obiettivi in profondità nel territorio russo” all’interno di quella che il nuovo ministro della Difesa, Yevhenii Khmara, definisce una “guerra sistemica”.
L’obiettivo non è più solo provocare incendi alle raffinerie o distruggere i serbatoi di stoccaggio, ma mantenere gli impianti fuori servizio più a lungo rendendo a Mosca ogni attacco più costoso.