Questo è il canone per la celebrazione eucaristica di domani preparato da Walter Primo e Francesco Giusti.
La celebrazione inizierà alle ore 10:00.
Ci si potrà collegare già a partire dalle 9:45.
Il link per collegarsi è:
meet.google.com/ehv-oyaj-iue
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DAVANTI A TE OGNI GIORNO
P. Saluto all’assemblea
L. Dio dei padri e Signore di misericordia, che tutto hai creato con la Tua parola, che con la Tua sapienza hai formato l’uomo e la donna perché dominino sulle creature fatte da Te e governino il mondo con santità e giustizia e pronunzino giudizi con animo retto, dammi la sapienza che siede in trono accanto a Te e non mi escludere dal numero dei Tuoi figli e delle Tue figlie, perché io sono tuo servo e figlio della Tua ancella, uomo debole e di vita breve, incapace di comprendere la giustizia e le leggi. Se anche uno fosse il più perfetto tra gli uomini, mancandogli la Tua sapienza, sarebbe stimato un nulla. (Sapienza 9, 1-6)
SILENZIO
LETTURE BIBLICHE
Esodo 34,5-7
5 Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. 6 Il Signore passò davanti a lui proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di grazia e di fedeltà, 7 che conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione.
Matteo 13:27-29
27 Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania?
28 Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla?
29 No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano.
30 Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura.
Luca 13,6–9
«Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: «Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest'albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?». Ma quello gli rispose: «Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l'avvenire; se no, lo taglierai»
RIFLESSIONE
Non è stato semplice scegliere un tema per la nostra riflessione di oggi perché la guerra, così presente e descritta quasi come inesorabile, indirizza i pensieri irrimediabilmente verso il bisogno di una soluzione immediata, rapida, di svolta radicale che conduca alla pace. Subito.
Mi sono fermata a ripensare alle nostre eucarestie, dove in molte e molte occasioni è emerso il tema della guerra e sempre abbiamo ribadito smarriti la nostra piccolezza, la nostra debolezza di fronte ai grandi eventi storici e nel contempo riconosciuto la fondamentale importanza dell’impegno quotidiano, del piccolo gesto che costruiscono ed aprono strade alla speranza ed a un futuro diverso.
La speranza operosa. Essa è il contrario della fretta e si radica nella pazienza.
Ho scelto questi tre brani, esempi e fonti inesauribili di molteplici temi profondi, dai quali vorrei trarre lo spunto per una piccola riflessione appunto sulla pazienza. Essa fin dall’Esodo è annunciata come una peculiarità di Dio, il quale è descritto come lento all’ira e che conserva il suo favore per mille generazioni.
Le due parabole evangeliche vestono di concretezza la pazienza. Ispirate al mondo contadino ci spiegano come ci voglia tempo sia per poter vedere un albero portare frutto, sia per poter discernere. Esercitare la pazienza significa fare tutto ciò che possiamo e poi compiere un passo indietro, mettersi in secondo piano ed attendere con fiducia il tempo dei frutti e con esso la possibilità di discernere.
La fretta si è infilata nelle nostre giornate e nei nostri rapporti pian piano, aiutata da tecnologie che offrono risposte immediate ad ogni richiesta, ad ogni curiosità e domanda. Nel modo del lavoro, la fretta, il “tutto subito e bene” soddisfano il principio che “il tempo è denaro”, agitano l’animo umano nel profondo, insinuando in noi l’idea di inadeguatezza davanti ai compiti da assolvere. Si parla di disumanizzazione del lavoro.
Si diventa immediatamente impazienti se una risposta non giunge “in tempo reale”. Così si dice. Ma che cosa è il tempo reale? Qui si tratta di un eufemismo per dire “immediatamente”, ma il tempo reale non può essere altro che quello dell’uomo, con slanci, lentezze, cadute e riprese. Complesso, composito come lo è l’essere umano.
Nei nostri rapporti interpersonali non sempre è facile adeguarci ai tempi dell’altro, rispettando ritmi diversi dai nostri ed offrendo una seconda possibilità. Il periodo di pausa estivo offre l’opportunità per un tempo più lento e per valorizzare la nostra pazienza, la nostra capacità di attendere Gesù con il suo esempio ci indica la traccia da seguire e ci offe parabole che parlano della misericordia del Padre perché anche noi si provi a guardare oltre il nostro orizzonte limitato.
Dio conosce i suoi figli, il nome di ciascuno è scritto sul palmo della Sua mano, Egli non ci chiede la fretta ma ci offre la Sua pazienza e si adegua ai nostri tempi aspettando con fiducia i nostri frutti.
Il Dio che si rivela nell’Esodo è rassicurante ed accogliente. Elimina la paura dell’errore, per lasciare spazio all’umana possibilità di sbagliare, nella consapevolezza che per mille generazione Lui ci attende, ci accoglie, facendo festa ed uccidendo il vitello grasso ad ogni nostro ritorno.
INTERVENTI LIBERI
T. O Dio, che conosci il numero dei nostri anni e percepisci anche i palpiti dei nostri cuori, accompagna i nostri giorni con il Tuo amore.
1. Rimettiamo anche oggi tutta la nostra vita davanti a Te, anzi nelle Tue mani. La Tua compagnia non viene mai meno.
2. Tu sei il custode che non s’addormenta, sei il pastore che guida i nostri passi donandoci acqua che disseta e cibo che nutre.
1. Tu hai in serbo per noi l’olio prezioso che tiene accese le nostre piccole lampade e profuma i nostri giorni di speranza.
2. Sii Tu, o Dio, lampada per i nostri passi quando le tenebre, il freddo e le nebbie rischiano di farci smarrire la giusta direzione.
T. Tu, o Dio, che fai nascere i nostri amori, custodisci e accompagna i nostri giorni.
Donaci di gustare la dolcezza dei Tuoi doni e costruire insieme sentieri di solidarietà.
G. Eccoci ora alla memoria di quel pasto che Gesù condivise con i suoi discepoli.
T. Egli, dopo aver alzato gli occhi a Te, Dio dal quale proviene ogni dono, sciolse il suo cuore in parole di lode al Tuo nome e Ti glorificò. Le sue mani divisero il pane tra quegli uomini e quelle donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea. “Prendete – disse – e mangiatene tutti. Questa è tutta la mia vita: dare gloria a Dio e condividere ogni bene che Egli ci ha dato. Se farete questo, allora davvero vi ricorderete di me, porterete la memoria di me nel mondo”. Poi prese la coppa del vino e di nuovo alzò gli occhi e il cuore in un inno di lode a Te, o Dio suo, e disse: “La mia vita è stata messa a disposizione fino al sangue, senza tirarmi indietro.
Fate anche voi così: siate disponibili a condividere. Il ricordo di me vi spinga alla disponibilità”.
PREGHIERA DI CONDIVISIONE
Preghiere spontanee
PADRE NOSTRO
1. Benedetto sei Tu, Dio commosso e appassionato, che adorni i nostri occhi con le lacrime per esprimere il dolore e non soffocare la gioia.
2. Benedetto sei Tu, che ami la vita. Tu hai seminato ovunque la nostalgia di Te e hai deposto nel mondo i segni del Tuo amore.
1. Benedetto sei Tu, Dio innamorato, che non Ti stanchi mai delle Tue creature e ci avvolgi, ci attendi, ci perdoni.
Preghiera finale
O Dio, roccia dei nostri cuori feriti, parapetto sull’erto sentiero e parete sull’abisso, mano amica nell’intrico dei sentieri fallaci, sii per noi la luce che non si spegne mai. Tu, lontano come le irraggiungibili stelle, sei più vicino del soffio del vento. Da Te riceve forza la nostra debolezza e nel Tuo nome ci rimettiamo in cammino.
Amen
Manuela Brussino
per la Comunità Cristiana di Base di Pinerolo
Canone tratto dal libro delle preghiere eucaristiche pag 28 – 02.08.2026