FEDE E RESISTENZA - IL GESU' RESISTENTE
In questa penultima parte di riflessione biblica, vorrei accennare brevemente ad alcuni lineamenti del Gesù storico. Non si tratta, ovviamente, di catturare Gesù di Nazareth a nostro uso e consumo, ma di raccogliere alcuni suoi lineamenti, alcune linee della sua esperienza di fede, storicamente situata.
Si può allora parlare, restando fermamente ancorati al N.T., di un Gesù resistente?
Mi sembra che una risposta corretta vada inserita nell’orizzonte messianico della pratica di vita di Gesù.
Egli è venuto come testimone ed annunciatore del Regno, come testimone ed annunciatore della vita: «sono venuto perché gli uomini abbiano la vita, una vita vera e completa» (Gv, 10, 10). I segni che egli compie per la liberazicne integrale delle persone, le parole che annuncia, le promesse che enuncia, l’orizzonte che egli dischiude, sono in questa precisa direzione. L’esistenza storica quotidiana di Gesù di Nazareth una presa di posizione a favore della vita. Lattuale cristologia lo esplicita in modo egregio.
Quando incontra la vita menomata, instaura una pratica sollevatrice e sanatoria. Nella sinagoga di Nazareth, nella lettura del rotolo di Isaia, Gesù fa la sua autopresentazione:
« Il Sgnore ha mandato il suo Spirito su di me.
Egli mi ha scelto per portare ai poveri la notizia della loro salvezza.
Mi ha mandato per annunziare la liberazione ai prigionieri e il dono della vista ai ciechi, per liberare gli oppressi, per dire a tutti che è giunto il tempo nel quale il Signore salverà il suo popolo» ... « oggi si avvera per voi che mi ascoltate questa profezia» (Lc. 4, 18-21).
Per usare il linguaggio di Belo, qui Gesù si presenta come il profeta di Dio che mette in atto le varie « pratiche » di liberazione. La prassi messianica di Gesù parte di lì.
In questo senso amo parlare di un Gesù poeta. Egli, infatti, è un cantore e suscitatore di vita. Quando egli nel suo « camminare » terreno incontra delle persone, le coinvolge nella corrente della vita, lo invita ad entrare in questa corrente del Regno.
Il Dio che egli presenta non è il Dio dei morti, ma dei viventi.
Direi allora che il Gesù resistente nasce dal futto che, su questa strada della vita, egli viene a cozzare, a urtare contro chi detiene il potere, contro gli schemi ideologici, contro le istituzioni che si sono pervertite in forza e strumento di oppressione.