L'UCRAINA sarà peggio dei Balcani: 2-3 milioni di armi al mercato nero
Marco Pasciuti Il Fatto Quotidiano 30 luglio
L'ultimo blitz è di pochi giorno fa. Una tonnellata di esplosivo, droni d'attacco, lanciagranate, fucili d'assalto, granate e munizioni. Gli uomini dei Servizi ucraini di sicurezza interna, dell'Ufficio investigativo statale e della polizia, li hanno sequestrati in una maxi operazione in cui hanno smantellato sette canali di vendita clandestina. Il traffico di armamenti nel Pase invaso dalla Russia è un moloch che inghiotte forniture militari sottratte al fronte e rivendute al mercato nero che ora rischiano di finire in Europa, superando per quantità quelle che arrivano dalla santabarbara dei clan criminali del continente, la regione dei Balcani. Dopo i conflitti nella ex Jugoslavia, i Balcani occidentali sono stati inondati da armi e da lì arriva la gran parte di quelle trafficate nell'UE.
Quell'esperienza mostra che gran parte del surplus ucrainoi è destinata, con ogni probabilità, a finire sul mercato illegale dei paesi vicini. Il rischio derivante dalla situazione ucraina è di un ordine di grandezza superiore a quello rappresentato dai Balcani, che resteranno la rotta principale: la Procura di Palermo ha rilevato tracce di una compravendita di droni d'attacco partiti dal fronte russo-ucraino e destinati a sbarcare in Puglia e sulle forniture ucraine ha messo gli occhi la ndrangheta: se ne sta occupando la Direzione nazionale antimafia.