Il potere religioso e il virus della violenza
Adista 1/8
Secondo l'analisi di Marcelo Barros, la tendenza a intrecciare la fede con logiche di dominio rappresenta una deviazione profonda dal messaggio evangelico originario.
I punti chiave del pensiero di Barros
- La strumentalizzazione del divino: Barros evidenzia come storicamente le istituzioni ecclesiastiche abbiano spesso assimilato l'idea antica di associare la forza di Dio al potere politico dei sovrani o degli imperi. Questo legame ha finito per legittimare dinamiche patriarcali, coloniali e di sottomissione.
- Il "virus della violenza": Il teologo definisce la violenza e l'intolleranza come un vero e proprio "virus" che infetta le religioni quando queste pretendono di detenere l'egemonia o l'esclusività della verità, scivolando nell'arroganza dottrinale.
- Il volto del Dio liberatore: Al contrario del "Dio onnipotente" usato per giustificare la dominazione, Barros propone il volto di un Dio che sceglie di trasformare l'umanità esclusivamente attraverso l'amore e la non-violenza attiva.
- Il vero dialogo interreligioso: Citando l'ispirazione del vescovo Pedro Casaldáliga, Barros sottolinea che il dialogo tra fedi non deve essere un esercizio intellettuale o narcisistico. Le religioni devono invece superare le barriere dogmatiche per unirsi nel contrasto alle ingiustizie sociali, alla violenza e alla devastazione ecologica.
In sintesi, per Barros sconfiggere il "virus della violenza" all'interno delle religioni richiede una radicale decostruzione delle strutture di potere e un ritorno a una spiritualità accogliente, plurale e schierata dalla parte degli oppressi e della giustizia.