lunedì 19 ottobre 2026

da Adista del 07/2026

La difesa dei diritti della Palestina

di Maria Elena Lacquaniti (Ambasciatrice di pace della Chiesa Battista e coordinatrice Glam - Commissione Globalizzazione Ambiente della FCEI)


Lo scorso 2 giugno si è celebrato l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana. Tanti eventi hanno accompagnato la giornata, importante anche per gli 80 anni di diritto al voto per le donne. La Repubblica Italiana ha il suo cuore nella Costituzione, quel documento per i Padri e le Madri Costituenti hanno elaborato con saggezza, spirito di solidarietà, memoria storica e fede. Ogni singolo vocabolo ha il suo peso in tutti gli articoli di legge, perché dopo gli anni tristi e luttuosi del ventennio fascista, nulla poteva essere lasciato inespresso. Ne scaturì un documento, intriso di Diritti e di Doveri, dove il diritto al lavoro è un impegno per lo Stato, così come il diritto alla cura che deve essere sostenuto anche con il contributo dei cittadini onesti, onesti perché contribuenti leali. I diritti sono garantiti a tutti senza discriminazioni ed è dovere dello Stato e dei cittadini vigilare affinché ciò sia rispettato. Piero Calamandrei diceva della Costituzione che è un pezzo di carta. Un pezzo di carta se non viene esercitato quello che c'è scritto, se quelle belle formule non garantiscono un indirizzo per tutti, se la giustizia e l'umanità che la arricchiscono rimangono solo parole stampate.

Le parole di Calamandrei mi hanno fatto pensare ai Vangeli. Che ne sarebbe stato del Sermone sul Monte se nessuno dei presenti non avesse sentito il desiderio di seguire Gesù e farsi attore di quel testo tra i poveri, i diseredati, le vedove, le anziane e tutte quelle minoranze a margine di una società allora fondata sulla legge della Torah? Chi avrebbe riscattato il diritto dei deboli se non ci fosse stata testimonianza della promessa dell'Evangelo? Cosa sarebbe stato l'Evangelo se non fosse stato agito tra chi ha conosciuto Gesù e chi lo ha conosciuto per la fede di altri uomini e donne? Quando Martin Luther King incontrò Daisaku Ikeda (buddista, Soka Gakkai) avevano una leva in comune: la religione azione o Vangelo agito. Entrambi rivolgevano lo sguardo attento a scovare le ingiustizie, ognuno solla scia della propria fede, entrambi con la consapevolezza di donare la vita per un bene universale. 

King l’ha donata davvero, come tante e tanti altri. Chi lo voleva azzittire ha perso  miserabilmente: sessanta anni dopo la voce del pastore King esplode in ogni luogo.

Da Calamandrei a King, passando per Ikeda, per affermare un diritto semplice, quantomai lontano dal realizzarsi, il diritto di tutti i popoli alla vita in una società accogliente e pacifica. Quel diritto che in sintesi racchiudono le Costituzioni e i testi sacri. Un diritto calpestato da tutte le guerre e ancor più dalle narrazioni che si fanno delle guerre: rivendicazioni di territori, diritto di difesa, azioni preventive con lo scopo della deterrenza.

La Palestina è ormai il simbolo dei diritti negati e non riconosciuti, del silenzio durato tanti anni quanti la nostra Costituzione. Degli appelli inascoltati. Della sofferenza divenuta cronica e non più percepita. Della precarietà e fragilità della vita. Il simbolo del sopruso che dopo le guerre vede gli assassini e gestire le operazioni di ricostruzione.

Il Cipax conclude con oggi un anno di incontri legati ai diritti. Il diritto alla sanità, all'educazione scolastica, alla salute, diritto ai beni di prima necessità, alla cittadinanza, alla casa e al lavoro. Nessuno di questi diritti è goduto in Palestina, simbolo con il suo dolore di tutti i popoli in sofferenza che chiedono di essere riscattati, riconosciuti, liberati. 

Eccoci così chiamati da quei Padri e Madri Costituenti a non arretrare di fronte ai soprusi perpetrati ma a dare voce a chi non ce l'ha più.

Che sia riconosciuto a questo popolo il diritto di appellarsi al reato di genocidio e di ecocidio, non solo odiosi per la violenza che esprimono ma anche responsabili del mancato diritto alla vita dei viventi in un luogo accogliente e pacifico, oggi e domani.