da Il Fatto Quotidiano del 06/10/2026
Cresce il mercato di armi in Italia: su l’export in Ue (per l’Ucraina). E boom di importazioni da Israele
di Giacomo Salvini
Nei primi sei mesi del 2026 cresce il mercato delle armi in Italia: le esportazioni sono aumentate del 15% rispetto allo stesso periodo del 2025 e le importazioni addirittura del 31,3% in confronto all’anno precedente. Sulle vendite fuori dai confini, il periodo gennaio-giugno di quest’anno certifica il boom di esportazione verso Paesi europei che si spiega, con ogni probabilità, coi programmi comuni di riarmo in linea con gli impegni assunti con la Nato e per portare avanti il piano Rearm Europe voluto da Ursula von der Leyen. Sul capitolo delle importazioni, invece, le tabelle mostrano un aumento sostanziale degli acquisti di armi e munizioni provenienti da Israele, che crescono del 118% rispetto allo scorso anno.
A certificarlo sono i dati ufficiali forniti dalla Italian Trade Agency che fa parte dell’Ice, l’agenzia controllata dal ministero degli Esteri di Antonio Tajani e delle Imprese di Adolfo Urso che si occupa del commercio estero e che analizza i dati Istat sui flussi commerciali di merci dall’uscita dall’Italia. Le cifre si riferiscono ai primi sei mesi del 2026 – da gennaio a giugno – e riguardano tutti i settori del commercio, in questo caso quello delle armi e delle munizioni. Valori che possono dipendere dalle commesse nei primi 180 giorni dell’anno.
Relative al periodo gennaio-giugno 2026, le esportazioni di armi italiane verso l’estero sono cresciute fino a un miliardo e 166 milioni, rispetto al miliardo e dieci milioni dello stesso periodo dello scorso anno: un aumento del 15,4%. Probabile quindi che, alla fine dell’anno, continuerà il trend di crescita delle esportazioni di armamenti verso l’estero che va avanti dal 2021 (a fine 2025 era arrivato a 2,3 miliardi). Sulla vendita di armi verso l’estero, la crescita maggiore riguarda i Paesi europei: la Germania registra un +187% rispetto allo stesso periodo 2025, il Regno Unito +51% e la Francia +43%. Resta invece più o meno stabile il commercio di armi verso gli Stati Uniti, al primo posto della classifica anche se con una tendenza di calo negli ultimi quattro anni.
Il motivo, spiega una fonte a conoscenza della questione, potrebbe essere riconducibile ai programmi comuni di riarmo europeo che spesso avviene tramite consorzi di più Paesi e tramite le cosiddette “filiere integrate”, ovvero la vendita di componenti e semilavorati per produrre insieme armamenti complessi. Ma l’aumento dell’export intra-europeo potrebbe essere relativo anche al sostegno militare diretto all’ucraina da parte di questi Paesi, rispetto all’Italia soprattutto al capitolo legato alle munizioni. Basti pensare agli aiuti diretti di Paesi come Germania e Polonia che aiutano Kiev direttamente rispetto a Roma.
Non è un caso che – per quanto resti il quinto Paese per esportazioni di armi italiane superata dalla Germania e quasi raggiunta da Slovacchia e Taiwan – la vendita di armi all’ucraina nei primi sei mesi del 2026 sia dimezzata passando da 83 a 42 milioni di euro. Dati in calo dal 2024 quando l’export di armi e munizioni italiane verso l’ucraina era arrivato al picco – 185,3 milioni – per iniziare a scendere negli anni successivi: 161,5 milioni nel 2025 e probabilmente una cifra inferiore anche nel 2026.
il blocco dell’export di armi dopo il 7 ottobre, non si è interrotto l’interscambio da Israele. Anzi: le importazioni di armamenti e munizioni di Tel Aviv verso Roma sono aumentate. Nei primi sei mesi del 2026, secondo i dati dell’Ice, l’acquisto di armi israeliane è più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2025 passando da 22,9 a 49,6 milioni. Una cifra che porterà – alla fine dell’anno – a una crescita di acquisti continua dal 2023 in avanti: quell’anno gli acquisti valevano 16,6 milioni, 50,2 nel 2024 e 72,2 a fine 2025. Quasi triplicando gli ordini in tre anni.
Ora in sei mesi sono stati raggiunti gli acquisti di armamenti di tutto il 2024. Nel 2026, quindi, Tel Aviv diventa il secondo fornitore di armi e munizioni all’Italia, solo dopo la Germania. Seguono Svizzera, Francia, Regno Unito e Stati Uniti. Nel 2022, Israele era al sesto posto tra i maggiori esportatori di armi verso l’Italia.