giovedì 15 ottobre 2026

da Il Manifesto del 02/10/2026                      

Armi a Kiev, Conte boccia anche il «lodo Bettini». Allarme Pd 

di Andrea Carugati 


Il leader 5 stelle: «Il negoziato non si fa inviando materiale bellico». Primarie? «Avevo proposto un terzo nome, ma hanno detto no».

 

Armi a Kiev e scelta della leadership continuano a dividere il campo progressista. Ieri Giuseppe Conte da un lato ha addossato a Schlein il rifiuto di trovare un «terzo nome» in grado guidare la coalizione; dall’altro ha detto no anche all’ipotesi di mediazione su Kiev avanzata da Goffredo Bettini, ribadendo che per il M5S l’invio di armi si deve fermare. Anche se si apre una fase negoziale.

«Ho dichiarato sin dall’inizio la disponibilità a concordare un nome terzo rispetto a quello dei segretari per la scelta di un leader. Ma non c’è stata disponibilità a valutare questa strada e quindi oggi abbiamo di fronte le primarie», ha detto ieri il leader 5 stelle. In passato aveva citato il «metodo delle regionali» per la scelta del leder nazionale, ma mai così esplicitamente. Ed è chiaro che il rifiuto è arrivato da Schlein, visto che nel Pd in molti non volevano le primarie.

«Ovviamente non un nome qualsiasi, un nome autenticamente progressista, non una figura morbida, non un compromesso al ribasso. E una figura competitiva», il ritratto che ha fatto ieri del possibile federatore. Ma ormai anche Conte sembra convinto, salvo colpi di scena, che quella delle primarie sia la strada inevitabile. Saranno divisive? «Dipende da come le interpretiamo noi leader, i nostri quadri dirigenti, attivisti. Il clima spetta a noi e deve essere di concordia».