domenica 18 ottobre 2026

da Il Manifesto del 13/10/2026 

NAQAB

Demolite le case di 250 palestinesi cittadini israeliani

 

Che le politiche israeliane di sfollamento dei palestinesi siano una costante sull'intero territorio della Palestina storica è stato confermato ieri dalla demolizione di almeno cinquanta abitazioni nel quartiere di Abu Wadi, a Dahiya. Insieme alle case è stata distrutta anche una moschea e 250 palestinesi sono stati lasciati senza un tetto sulla testa e senza una soluzione alternativa.

Non è successo a Gaza, a Gerusalemme o in Cisgiordania, ma in Nagab, la regione meridionale dello Stato di Israele, e le vittime sono persone con cittadinanza israeliana. Non è una novità: fin dal 1948 le comunità palestinesi, per lo più beduine, sopravvissute alla Nakba sono prese di mira con pratiche e politiche di marginalizzazione e discriminazione.

La famiglia colpita ieri, gli Abu Wadi, vivono in quelle terre dal 1917 coltivando i campi, attività che da tempo è messa in pericolo dalle ruspe dello Stato che arriva e distrugge. Pagano le tasse ma non ricevono alcun servizio pubblico, compreso l'allaccio alle reti idrica ed elettrica: Dahaiya è uno dei villaggi beduini che Israele non ha mai riconosciuto pur se precedenti al 1948.

Dove quelle 250 persone dovrebbero andare non è dato sapere: Tel Aviv ha imposto il trasferimento di 60 residenti nel quartiere 10 della township di Rahat in palazzi che però non sono stati nemmeno costruiti.