da L’Eco del Chisone del 07/10/2026
Pinerolo Il vescovo celebra in cattedrale
di PA.MO.
Appuntamento per far emergere "la verità della vita”.
Da domenica 11, la messa delle 18 in cattedrale sarà celebrata dal vescovo Derio Olivero.
Non è così consueto che il vescovo di una Diocesi si riservi la celebrazione di una messa festiva settimanale in cattedrale: «È così, di solito, i vescovi vanno a celebrare la messa nelle varie comunità e parrocchie in occasioni speciali: una visita pastorale, le Cresime, la festa patronale.
Sono sempre occasionali, eccezionali».
Perché invece serve un appuntamento settimanale sempre nella stessa chiesa?
«L'eccezionalità resta in superficie invece è nella ripetizione, nella consuetudine e nella quotidianità che si può fare un percorso. Penso alla messa appunto: ci si conosce sono sempre più o meno le stesse persone, ma nasce un dialogo e un confronto - spiega il vescovo Derio.
In sostanza emerge la verità della vita, anche la messa viene messa alla prova nelle modalità in cui viene celebrata. Conosci le reazioni dei fedeli, costruisci insieme a loro relazione: è importante».
Quindi la liturgia non è sempre uguale?
«Eh no! La liturgia è importante, ma si possono migliorare molte cose: per esempio i canti, oppure piccoli gesti. Le nostre messe sono molto celebrali, usiamo poco il corpo che pure è importante. La messa deve essere sinestetica, coinvolgere tutti i sensi: è sempre stato così nella storia: canti, profumi, suoni, gesti».
La celebrazione settimanale della messa come termometro della relazione e della sensibilità dei fedeli, dunque?
«Sì. Termometro è un'espressione che può funzionare. Per dire della voglia di essere complici, il migliorare la realtà, di ricevere anche magari delle critiche costruttive».
Una pratica, diciamolo, per i vescovi che si mettono in gioco…
«Mettersi in gioco è una cosa che la Chiesa deve fare oggi. Il rito, quale è la messa, deve accendere e non spegnere le persone che ne prendono parte».
C’è un'urgenza di autenticità?
«Sì, il processo è: corpo, emozioni, relazione e apertura al trascendente. Bisogna passare da lì questo è il modo in cui noi umani ci porgiamo verso il trascendente».
A volte basta un piccolo gesto che squarcia la verità della vita.