Lezioni di umanità
Il papa scomunica tutte le ultradestre
La Francia laica si riscopre figlia primogenita della chiesa. Le folle strette attorno al papa Leone a Parigi, a Lourdes e a Metz testimoniano di una realtà che spesso non si vede: la chiesa è viva anche nel paese più laico d'Europa, così come lo è altrove. Il papa non ha evitato nessun problema: l’eutanasia, l’aborto nellacostituzione, gli abusi... Ma ha dato, con il suo stile sereno, pacato e fermo, un'immagine di unità della chiesa e di dialogo senza esclusioni. La direzione è quella di confermare lepredilezioni di papa Francesco su pace, poveri, migranti e società aperta, declinate con il suo metodo dell'ascolto e dell'unità. Inquesta maniera prende in contropiede le società europee – come quella francese ma non solo - estremamente polarizzate, dove tutto viene strumentalizzato a scopo politico-mediatico e immerso nella polemica perenne.
Papa Leone non cede alla tentazione dello schierarsi, un obbligo che sembra imposto a tutti e nel quale i politici europei cadonospesso. Leone resta libero e positivo (no panic, come dice), ascolta tutti e poi ripete il suo messaggio: «Ho predicato il vangelo: se questo è politica, l'ho fatta, non per immischiarmi nella politica francese. L'ho fatto per insegnare ciò in cui la Chiesa crede». Il papa sa bene che le sue parole possono essere manipolate a scopo elettorale. Ma la Francia ha vissuto un momento inedito a cui non è abituata: trovarsi unita attorno al pontefice. Le controversie si sono sopite e tutti erano contenti,anche gli islamo-gauchistes Insoumis di Mélenchon, il quale ha pronunciato parole di encomio per Leone XIV.
Una Francia rasserenata e pacificata che si è riversata sui Champs Elysées senza che ciò abbia creato confusione o disordine: qualcosa di mai visto da quelle parti.
Alla messa di Parigi erano presenti i maggiori leader politici e candidati presidenziali, inclusa Marine Le Pen, salvo i socialisti in omaggio alla separazione tra Stato e chiesa, rimasti in imbarazzato silenzio. Nell’organizzazione della visita tutto è stato fatto per ricordare le radici cristiane di Francia: i santi francesi elencati nelle litanie a Saint Denis, i canti medievali a Notre Dame e così via. Papa Leone ha apprezzato ma allo stesso tempo ha ricordato la prospettiva europea insistendo sui valori della storia europea e delle istituzioni europee, come segni di unità e di apertura. Un'Europa benedettina in omaggio al santo patrono voluto da Paolo VI «messaggero di pace e maestro di civiltà»; un’Europa di Robert
Schuman che affermava, come ha citato Leone: «Il cristianesimo ha insegnato l'uguaglianza di natura di tutti gli uomini, figli dello stesso Dio, redenti dallo stesso Cristo, senza distinzione di razza, colore, classe o professione».
Il messaggio di papa Leone non si lascia manipolare nemmeno da chi utilizza le "radici cristiane" come messaggio politico-identitario. Alla domanda sull'estrema destra ha risposto: «Non si tratta di un'autentica espressione del cristianesimo. I valori del vangelo non riguardano l'odio e la divisione ma la comprensione, la compassione e l'accompagnamento». Il papa vuole parlare e farsi ascoltare da tutti, senza escludere nessuno in una Francia molto cambiata dai tempi di Schuman, come esemplificato dai 6-7 milioni di musulmani e dalla grande comunità ebraica. L'incontro interreligioso è
stato prova di questo. Leone chiede alla sua chiesa di essere segno di unità e pace in un mondo frammentato e diviso.
Il suo messaggio più forte e continuamente ripetuto quello della pace e del dialogo. A chi chiede se è giusto parlare con la Russia proprio nei giorni in cui il cardinal Matteo Zuppi è a Mosca, ribadisce che la chiesa parla con tutti e si rivolge a tutti, senza paura.
Anche l'Europa secondo Leone è cambiata: «Si trova di fronte a una nuova tappa della sua lunga storia di incontri, con l'arrivo sul continente di tanti uomini e donne in fuga da teatri di guerra e persecuzione o in cerca di una vita migliore lontano dalla povertà e dalla miseria».
Per Leone l’Europa deve «superare l'opposizione tra le identità» e darsi «la missione di costruire la pace». Un messaggio in linea con i suoi predecessori, che invita a non avere paura. Molti vorrebbero un papa a loro immagine e somiglianza ma, se lo stile dei papi è diverso, l'annuncio è lo stesso.
Mario Giro, Domani, 30 settembre 2026
COMMENTO DI DON FRANCO BARBERO
Le parole di scomunica non bastano.
Bisogna passare ai fatti