sabato 3 ottobre 2026

La Stampa, 28 settembre 2026 

IL DOSSIER, DANILO CECCARELLI, PARIGI

Oltralpe 330 mila vittime dal 1950, negli Usa coinvolto il 4% del clero

Dalla Francia all'Australia l'orrore nascosto nel silenzio

 Gli attivisti di Ending Clergy Abuse in Vaticano al termine di un pellegrinaggio

Lo scoppio dell’affaire di Bétharram nel 2023 in Francia è stato l'ennesimo scossone subito dalla Chiesa cattolica, agitata ormai da decenni da una interminabile serie di scandali per violenze a sfondo sessuale emersi in tutto il mondo. Ma quello partito dal collegio cattolico privato di un piccolo paesino del Sud-ovest della Francia è forse il terremoto più violento degli ultimi anni, per intensità e durata.

Un orrore cominciato negli Anni50 e continuato fino agli anni Duemila, fatto di aggressioni fisiche, stupri e abusi psicoologici perpetrati dai docenti religiosi e laici della scuola ai danni di centinaia di allievi, che spesso si picchiavano anche tra di loro, nella più totale omertà della comunità locale e nell’apparente disinteresse delle istituzioni. Tra le 700 e le 1.500 vittime, secondo una stima dell’Institut Louis Joinet, un'ong che ha indagato sui tanti casi emersi dopo che un ex studente, Alain Esquerre, nell’ottobre del 2023 ha deciso di cominciare a raccogliere le testimonianze su un gruppo Facebook facendo esplodere il caso di quello che é stato ribattezzato come “Il gulag dei Pirenei”.

Il caso ha poi assunto una sfumatura politica quando è stato coinvolto anche Francois Bayrou, leader del partito centrista MoDem ed ex premier del presidente Emmanuel Macron, accusato di essere stato a conoscenza dei fatti che avvenivano nel collegio,

frequentato anche dai figli, ma di non aver agito nonostante negli Anni 90 fosse ministro dell’Istruzione e presidente del Consiglio dipartimentale.

La vicenda di Bétharram ha funzionato come un detonatore, che ha liberato le parole scoprendo molti altri casi simili in altre scuole cattoliche d’oltralpe. Dal collegio di Saint-Pierre du Relecq-Kerhuon in Bretagna, all’istituto Saint-Dominique di Neuilly-sur-Seine, passando per la scuola Saint-François-Xavier d’Ustaritz nei Paesi Baschi. Un’ondata di rivelazioni e denunce che ha travolto anche la figura dell’Abbé Pierre, fondatore dell’organizzazione caritatevole Emmaüs e protagonista della resistenza cattolica francese morto nel 2007. Una figura di spicco inscalfibile fino al 2024, quando la sua stessa associazione benefica ha diffuso un rapporto dal quale dono emersi decine di casi di aggressioni sessuali.

I conti con l’incubo della pedofilia nelle istituzioni cattoliche, però, la Francia ha cominciato a farli già nel 2021, con lo studio pubblicato dalla Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa (Ciase), dal quale sono emersi dati da pelle d'oca: 216 mila vittime dal 1950 ad oggi, che salgono a 330 mila se si prendono in considerazione anche quelle del personale laico negli istituti cattolici. Un fenomeno definito «massiccio» e «sistematico», che è «in calo con il passare del tempo ma sempre presente».

Difficile fare stime precise sulla piaga della pedofilia nella Chiesa dal dopoguerra a oggi. I dati sono spesso incompleti, non tutti gli episodi sono stati denunciati, molti sono troppo vecchi e il numero di inchieste è ancora esiguo per poter fare un bilancio su scala mondiale. In alcuni Paesi, però, sono stati pubblicati dei rapporti che delineano un quadro della situazione dalle tinte più che fosche. Uno dei più importanti è stato quello sugli Stati Uniti, condotto dal John Jay College of Criminal Justice su domanda della Conferenza Episcopale americana. Lo studio nel 2004 ha rilevato che il 4% del clero era responsabile di abusi commessi su minori tra il 1950 e il 2002.

In Australia nel 2017 è stato diffuso un maxi-rapporto sugli abusi nei confronti di minori registrati in diversi ambiti tra cui quello acclesiastico, dove tra il 1959 e il 2010 sono state mosse accuse nei confronti del 7% dei sacerdoti.

In Europa, invece, il fenomeno è stato affrontato in diversi Paesi oltre la Francia. In Irlanda, dove Papa Francesco nel 2018 ha chiesto scusa per i tanti scandali di pedofilia, ci sono state una serie di inchieste negli anni Duemila che hanno portato alla luce un vero e proprio inferno vissuto da migliaia di bambini. In Germania, invece, tra il 1946 e il 2014 ci sono stati almeno 3677 ragazzini violentati da sacerdoti, stando ad una ricerca delle università di Mannheim, Heidelberg e Giessen uscita nel 2018. Esempi di un problema su scala mondiale che la Chiesa cattolica sta cercando di arginare dopo un silenzio durato per troppo tempo.

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Articolo molto preciso e veritiero (f. b.)