da Il Fatto Quotidiano del 19/09/2026
Le guerre: “La minaccia non è la Russia, ma l’ottusità dell’intellighenzia europea”
Lettera dell’Avv. Stefano De Bosio alla Redazione del Fatto Quotidiano
Caro Direttore, cerco di astrarre dalle passioni del momento. La Russia sovietica (che includeva l’Ucraina, già Rutenia; quest’ultima, guarda caso, non comprendeva i territori, Crimea e Donbass, oggi “occupati”), con Yalta, si era incamerata parte dell’occidente, incluse le più importanti città, fino al 1918, dell’austria-ungheria (Praga e Budapest) e della Prussia (Lipsia, Berlino). Nel 1956 e 1968, rispettivamente, i cittadini ungheresi e boemi si ribellarono al giogo e l’esercito sovietico occupò il cuore dell’Europa centrale. Nessuna reazione da parte dell’occidente. Nessuna minaccia di guerra. Nel 2022 l’esercito della Russia (ormai non più sovietica ma capitalistica), a parte un diversivo iniziale volto a far spostare a nord l’esercito ucraino, occupa una parte dell’ucraina che era stata anche formalmente russa fino agli anni Cinquanta (Crimea), storicamente russa e “sovietica” fino al 1991, salvo alcuni lontani periodi di feroce occupazione turca. L’occidente, e l’Unione europea, dunque, non si sono sollevati quando la Russia ha invaso militarmente il cuore dell’occidente, ma si sollevano quando la Russia cerca di riprendersi con la forza un territorio sostanzialmente russo (dal punto di vista culturale, economico e storico) e semmai, guardando alle minoranze, più turco che ucraino.
Si tratta di schizofrenia? La spiegazione secondo
me è la seguente: esiste un pensiero regressivo (costitutivo della cosiddetta “Intellighenzia” occidentale, che i nostri “giornaloni” e oggi la Commissione europea impersonano, sia pure con le dovute eccezioni), che più o meno consapevolmente, favorisce ciò che distrugge la nostra civiltà (relativamente) aperta. Lo Stato sovietico (rimasto stalinista) era distruttivo per la nostra civiltà. Dunque il pensiero regressivo ha accettato se non favorito l’espansione militare di esso, nel cuore dell’occidente. Lo stesso pensiero regressivo favorisce l’assetto statuale ucraino, che è riuscito, dal 1991 al 2022, a rendere l’Ucraina lo Stato più povero (PIL pro capite) dell’Europa, persino più della Moldavia: trionfo degli oligarchi, Stato debolissimo in balia di bande, distruzione della capacità industriali, nazionalismo, minoranza calpestate, iper-regolamentazione. Non che la Russia sia un paradiso, ma sicuramente, nello stesso periodo, è migliorata – e di molto – rispetto ai tempi sovietici e, sia pure sotto una dittatura, è comparativamente “aperta” e prospera. Dunque, il pensiero regressivo mira a “ucrainizzare” la Russia, allo stesso modo in cui, negli anni 50-60-70 avrebbe “sovietizzato” tutta l’Europa, se avesse potuto. Se poi riesce a scatenare una guerra con la Russia, fa ancora prima.
A me pare che, purtroppo, il comportamento dell’”intellighenzia” europea sia, dunque, dal 1956 (ma sarebbe meglio dire del 1914) a oggi, coerente nella pervicace ricerca della distruzione del mondo.
Come salvarsi? Fare il contrario esatto di quanto raccomandano i “giornaloni” e/o Von der Leyen & C.