da Il Manifesto del 23/09/2026
La Linke fa paura, tra espropri e accuse di antisemitismo
di Sebastiano Canetta
Appena due giorni dopo aver conquistato il Municipio Rosso la Linke è già nel mirino di tutti gli altri partiti. Il primo a sparare ad alzo zero è il cancelliere Friedrich Merz, deciso a smontare con un’apposita legge anti-esproprio il piano della Sinistra di «socializzazione» degli alloggi di proprietà dei colossi grandi immobiliari annunciato dalla sindaca in pectore di Berlino, Elif Eralp.
I SECONDI SONO I VERDI seguiti a stretto giro dalla Spd; entrambi pronti ad accodarsi alle infamanti accuse di «antisemitismo» rivolte al partito della sinistra per la sua presunta vicinanza all’ala ultra-radicale della galassia pro-pal, spiccate dalla Cdu, dal Consiglio centrale degli Ebrei e dall’ambasciatore israeliano in Germania.
E tutti insieme all’unisono battono il chiodo della criminalità organizzata dopo che – oltre alla foto di un membro del clan maafioso Rummo presente alla festa post-voto della Linke a Neukölln – è spuntata anche aa chat tra il deputato della Linke Ferat Kocak e Firas Remmo, figlio del boss dell’omonima famiglia.
Così Elif Eralp ma anche i co-leader nazionali della Sinistra, Luigi Pantisano e Ines Schwerdtner, sono costretti a trincerarsi in difesa. Viene affidata al capogruppo parlamentare, Sören Pellmann, la replica sul tema più preoccupante per l’aspirante sindaca di Berlino che ha incentrato la campagna elettorale sullo slogan «parlare con tutti» ma con tutt’altre intenzioni.
«Kocak ha temporaneamente sospeso le sue funzioni parlamentari. Si ritirerà dalla commissione Interni del Bundestag in attesa che venga fatta piena luce sul suo caso» fa sapere il capogruppo della Linke, Sören Pellmann, senza la minima idea di come potrà andrà a finire: «Aspettiamo, vedremo». Sempre per tutelare il partito nelle prossime settimane «Kocak eviterà qualunque apparizione pubblica».
DI CONTRO IL DEPUTATO si difende sottolineando di non conoscere Firas Remmo e di aver risposto al suo messaggio «soltanto per cortesia», tuttavia deve ammettere come «qualunque contatto con persone associate alla criminalità organizzata è ingiustificabile».
E ANCORA KOCAK è il protagonista dell’altro fronte aperto contro la Linke. L’immagine con lui a fianco di un sostenitore del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp) diffusa dai media alimenta l’altra grande imputazione alla Sinistra: l’antisemitismo.
Per i Verdi il link è conclamato e il Fplp in Germania è un’organizzazione classificata come gruppo terroristico. A sentire la capogruppo dei Grünen al Bundestag, Katharina Dröge, «il deputato della Linke ha ripetutamente attirato l’attenzione per la sua vicinanza a gente che glorifica il terrorismo, mette in discussione lo Stato di Israele ed è coinvolto in episodi di antisemitismo»; mentre il governatore del Baden-Württemberg, Cem Özdemir, il vicepresidente del Parlamento, Omid Nouripour e l’eurodeputato Sergey Lagodinsky, sempre dei Verdi, lanciano un monito al loro stesso partito: «Nessuna alleanza a Berlino con chi non prende le distanze in modo inequivocabile dall’antisemitismo».
Sullo stesso spartito suonano le note dell’ex segretario Spd e ministro degli Esteri, Sigmar Gabriel, intervenuto ieri in diretta tv per mettere in guardia i socialdemocratici da costruire una coalizione con un partito che tollera la retorica islamica al loro interno». Per Gabriel la visita di Firas Remmo all’evento della Linke «non può essere una coincidenza».
Eralp, si dissocia tagliando corto: «Per antisemitismo e violenza non c’è posto nel mio partito». Ma non basta all’ambasciatore israeliano a Berlino, Ron Prosor, secondo cui la sua vittoria elettorale «rappresenta una minaccia immediata all’esistenza della comunità ebraica nella capitale tedesca. Nella Linke c’è un antisemitismo sfrenato». Tocca a Kerstin Wolter, leader della Sinistra di Berlino, ribattere al diplomatico. «Il diritto di Israele a esistere e la protezione della vita ebraica sono le nostre posizioni ufficiali. Critichiamo apertamente le politiche del governo israeliano, ma questo fa parte delle regole della democrazia».
TUTTO MENTRE contro la Linke spinge anche il cancelliere Merz. Ieri ha annunciato il rapido varo di varare una norma contro l’esproprio delle grandi società immobiliari. Le prime bozze di legge sono già allo studio ai ministeri della Giustizia dell’Interno.