Curzio Maltese su "Il Venerdì" del 10 luglio fa una riflessione che merita
attenzione:
"Ma davvero? Davvero questo signore, che costa ai contribuenti un piccolo
salario di 30 mila euro al mese, si sente in diritto di rispondere con tale
arroganza all'opinione pubblica? Davvero è normale che un giudice riceva a cena
uno sul quale deve giudicare? Il giudice costituzionale Mazzella , otre che
responsabile di corruzione di testi, inviterebbe a cena anche spacciatori e
rapinatori? Berlusconi, che ricusa i giudici perché hanno partecipato una volta
ad un corteo sindacale (quindi comunisti), ora porgerà le sue scuse alla
giudice Gandus? Si potrebbe andare avanti con le domande, ma si sa che non
risponderanno mai. Perché la differenza fra l'Italia e gli altri Paesi civili
non è che in Italia abbiamo la corruzione e gli altri non l'hanno. La
differenza è che, quando li beccano, quelli si vergognano, chiedono scusa e si
dimettono. Quando li scoprono in Italia,, si dichiarano perseguitati politici,
insomma mostrano le corna. E trovano comprensione, simpatia e consensi.
Il Paese non sarà cambiato quando non ci sarà più Berlusconi, ma quando uno
come il giudice Mazzella sentirà il bisogno di restituire la poltrona,
stipendio e andarsene a casa. Dove, in effetti, da privato cittadino, sarà
libero di invitare chi gli pare".