Ecco io sto alla porta e busso:
se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta
io entrerò da lui
e cenerò con lui ed egli con me. (Apocalisse 3, 20)
Signore, tu stai alla porta e bussi.
Potresti anche entrare senza bussare,
perché tu sei il Signore del mondo.
Ma la tua presenza non si impone: si propone.
Tu sei là, dietro ogni porta,
ma per sperimentare la comunione con te,
occorre che noi sappiamo
ascoltare la tua voce
aprire la nostra porta
apparecchiare la nostra mensa.
Insegnaci, Signore,
ad aprire le nostre orecchie
per distinguere la tua voce
nella Babele di suoni
delle nostre vite convulse;
a spalancare le porte
del nostro cuore,
delle nostre case,
delle nostre chiese,
per accogliere te
e con te il nostro prossimo;
a tenere apparecchiata la nostra mensa,
senza preoccuparci della miseria
di ciò che potremmo offrirti,
perché tu stesso vieni a sfamarci
con il cibo della tua Parola
con il pane e il vino della tua Cena.
Luca Maria Negro
Da: Rete di Liturgia, Testi, idee e proposte per il rinnovamento del culto, a cura della Commissione spiritualità e liturgia della Fcei, n. 9 marzo 2000, n. 77.