giovedì 2 dicembre 2010

SAREBBE ORA DI ALZARE LA TESTA

Democrazia in Chiesa 

 

Qualcosa si muove, anche in termini di visibilità, nel mondo cattolico, sempre meno convinto della validità delle scelte “politiche” dell’attuale pontefice.

La scelta politica venne dichiarata all’indomani della vittoria di Berlusconi, quando Ratzinger esultò: “Finalmente si comincia a respirare”. Ribadire ed elencare  in questa sede il fangoso tenore di vita del cavaliere, che faceva respirare il pontefice, ci porterebbe ad argomenti ripetitivi che, peraltro, registrano la fuga precipitosa del medesimo che ha preferito chiudere le Camere, proprio nel momento più drammatico della crisi, pur di evitare di dover prendere atto del suo fallimento.

Ma ciò che oggi risulta interessante per il mondo cattolico, non è certamente lo squallore dentro il quale bivacca il cavaliere, bensì la richiesta  del movimento “Noi siamo Chiesa”  di poter intervenire in maniera determinante sulla scelta dell’arcivescovo di Milano, stante la prossima collocazione in pensione del cardinale Tettamanzi. Il timore  del movimento è che il pontefice nomini un arcivescovo del proprio entourage politico, vicino al potere liberista, ma lontanissimo dal popolo credente.

Prendo spunto da questa iniziativa per dilatare l’esigenza di intervento del mondo cattolico e nella scelta delle linee guida spirituali che salga dal popolo attraverso i parroci, superando i gravissimi limiti abusati per generare una linea politica che non può diventare una scelta di campo e una partecipazione alle lotte per il potere on nome e per conto delle esigenze materiale dello Stato Città del Vaticano.

Il popolo deve poter intervenire sia nella scelta del Vescovo che nella composizione del concistoro dei cardinali, che oggi è meno che medievale.

Oggi il pontefice, motu proprio, nomina i cardinali che parteciperanno al conclave, scegliendo rigorosamente fra quelli che hanno dimostrato di condividere e seguire le indicazioni pontificie (fino al punto di “contestualizzare” le bestemmie se pronunciate dal presidente del consiglio che ha promesso finanziamenti alle scuole cattoliche –a pagamento-), falsamente addobbata da una pretesa e fallace infallibilità.

Praticamente il pontefice nel modo adottato da Ratzinger, nomina in vita il suo successore, scegliendo i cardinali che lo “eleggeranno”, magari attribuendo la decisione allo Spirito Santo, che di questi maneggi non vuole certamente saperne.

La Chiesa è Assemblea dei credenti, guidati nella preghiera e nella meditazione dal parroco, aduso alla confessione, a contatto con il peccato, suggeritore del pentimento, primo gradino della scalata del credente verso Dio, in una visione verticale della fede, che diventa anche orizzontale quando affronta i temi della libertà, della solidarietà… dell’Umanesimo.

 

quod omnes tangit ab omnibus tractari et approbari debet

“ciò che interessa tutti da tutti deve essere discusso ed approvato”,

 

così recita  un antico principio canonistico contenuto nel Decretum Gratiani, oggi non più tenuto in alcun conto, al solo scopo di potere influire sulle scelte politiche del popolo dei credenti, gabellando i suggerimenti interessati di un singolo vertice vaticano come se si trattasse, addirittura, della volontà di Dio.

Il popolo dei credenti deve poter scegliere il suo vescovo e anche sollevarlo dalla carica ; saranno i vescovi, poi, a nominare  i cardinali che formeranno il concistoro, a garanzia di una elezione pontificia, che abbia a cuore l’interesse spirituale della Chiesa e non gli interessi terreni dello Stato Città del Vaticano.

 

Rosario Amico Roxas