"La dignità è un'altra cosa rispetto a mettere fine alla propria vita. Non giudichiamo le persone, ma il gesto in sé è da condannare.....Il suicidio rappresenta per la chiesa cattolica la morte nel peccato; è quindi immeritevole di benedizione. Il gesto di Brittany, osserva ancora monsignor Carrasco, è in sé da condannare. Una morte così non ha assolutamente nulla di degno. La chiesa ricorda che ci sono cose che si possono fare e altre no....."
Questa dichiarazione del presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha dell'incredibile.
Monsignore, ma chi è lei per sostituirsi alla coscienza e dichiarare che si tratta di "una morte nel peccato"?
Vuol lasciare a Dio ciò che gli compete e vuole imparare a rispettare la dignità della libertà umana?
don Franco Barbero