mercoledì 18 marzo 2015

Chi ha paura delle nuove famiglie

E' costume di alcuni stilisti, quando, lontano dalle sfilate, ci si dimentica di loro, di esprimere idee bizzarre, stupidine, o scorrette per una moltitudine e correttissime per un'altra, e subito eccoli ricomparire sui giornali e far esplodere la rete in ogni suo angolino, talvolta pro ma soprattutto contro.
Domenico Dolce e Stefano Gabbana, che testimoniano spesso il loro orgoglio gay in stile stilista (cioè soci ma non più coppia), onorati recentemente dalla Scala che ha consentito loro di sfilare nei suoi intonsi saloni, forse nella smania di visibilità, sono scivolati in un pensiero poco gay che, essendo loro gay, gli ha regalato una copertina di Panorama, prime pagine sui quotidiani e un tumulto di hashtag e tweet, da "Sono stato favorevolmente colpito da questa affermazione» (Vittorio V) a «Le mie magliette D&G finiranno nella spazzatura!» (Martina Navratilova).
Secondo il duo (o forse uno dei due), che ha dedicato la penultima sfilata alla famiglia e l'ultima alla loro adorata figura della Madre (con modelle vistosamente incinte), i figli nati dalla fecondazione in vitro sono "chimici" e "sintetici', per quanto in carne ed ossa e con tutte le altre caratteristiche di quelli veri, compresa la cacca (che nella produzione chimica e sintetica forse verrebbe evitata).
Figuriamo i gay, oggi impegnati in tanti a sposarsi e metter su famiglia (non in Italia naturalmente). Il primo ad assalire D&G è stato Elton John coniugato con David Furnish e con lui padre di Zachary ed Elijah, comunque nati da donna e da seme maschile, non da una macchina stampa figli. Il cantante, seguito da altre celebrità non si sa quanto gay, ha proferito una minaccia terribile in quanto di genere mercantile, «Non indosserò mai più nulla di Dolce e Gabbana! Come osano definire sintetici i miei meravigliosi bambini?» Lo ha seguito, nell'idea di boicottaggio, un ricco corteo di personaggi famosi da Ricky Martin (4 figli) a Courtney Love. Tutti pronti a rinunciare ad abiti che forse erano un po' troppo giovanili per loro. Purtroppo quel che ingenuamente i due uomini hanno detto, viene pensato e detto da mezzo parlamento italiano, che ha fatto di tutto per ostacolare i ″figli chimici″ anche delle coppie eterosessuali, arrivando ad approvare con grande ritardo una legge sulla fecondazione artificiale talmente maldestra da essere stata smantellata dai giudici.
Natalia Aspesi

(Repubblica 16 marzo)