ROMA. Non essere «timidi o irrilevanti nello sconfessare e sconfiggere una diffusa mentalità di corruzione pubblica e privata», che ha impoverito le persone, soprattutto i giovani e i più fragili. È il monito lanciato da Papa Francesco alla 68esima assemblea della Cei. Subito dopo l'apertura del Pontefice i lavori sono continuati a porte chiuse con un dibattito per il quale Bergoglio ha chiesto di fare domande e riflessioni «in totale libertà». Pubblicamente papa Francesco ha indicato le sue «preoccupazioni e interrogativi» sul cammino della Chiesa. Vorrebbe tra vescovi e pastori una «sensibilità ecclesiale» fatta di «umiltà, compassione, misericordia, concretezza, saggezza», sul modello dei sentimenti di Cristo. E vorrebbe una Chiesa capace di una «collegialità» fondata sulla «comunione».
(la Repubblica 19 maggio 2015)
(la Repubblica 19 maggio 2015)