Mentre il Parlamento arranca fra unioni civili e specifiche formazioni sociali, il Comune di Bologna compie un altro passo verso la parità effettiva fra coppie etero e coppie gay, e lo fa proprio sul terreno più minato, cioè il trattamento dei figli: «l'autocertificazione di famiglia omogenitoriale», questo il nome tecnico, da quest'anno permetterà al compagno o alla compagna omosessuale del genitore biologico di andare a prendere il bambino nelle scuole comunali (nidi e materne), di parlare con gli insegnanti, di firmare le autorizzazioni richieste per gite e altre attività didattiche. In altre parole, una volta compilato il modulo, il genitore acquisito avrà le stesse prerogative del partner nei rapporti col personale della scuola: il documento dovrà essere compilato e firmato da entrambi i componenti la coppia, che devono dichiarare "di voler condividere nel ruolo genitoriale assunto le relative funzioni a favore del/ la minore, esercitandone le conseguenti responsabilità". Il sindaco di Bologna Virginio Merola lo ha annunciato' alla Festa dell'Unita: «Vogliamo riconoscere a tutti gli stessi diritti. Il modulo per nidi e materne servirà a superare, gli avvilenti problemi quotidiani delle famiglie arcobaleno». Elisa Dal Molin, dell'associazione Famiglie Arcobaleno, un figlio di tre anni e mezzo iscritto a una scuola dell'infanzia comunale bolognese e una compagna di vita con cui non si è ancora sposata perché sta aspettando «che facciano una legge qui in Italia...», ha contribuito all'elaborazione del testo del documento: «Fino all'anno scorso il genitore non biologico doveva avere la delega per qualsiasi cosa, dall'andare a prendere il bimbo a scuola alla firma per ogni modulo o per autorizzare una gita, o una particolare attività scolastica. Ora, potrà agire più liberamente». A Bologna le famiglie omogenitoriali sono una ventina e, aggiunge la Dal Molin, non hanno mai avuto problemi con le famiglie etero: «I loro bimbi vengono a casa nostra e i nostri vanno a casa loro, ci aiutiamo a vicenda». Come dire che la società e più avanti della politica, sicuramente di quella nazionale, perché almeno a Bologna le istituzioni locali si sono sempre mosse dimostrando grande apertura su questi temi, dal registro in comune per le coppie omosex al riconoscimento dei matrimoni gay celebrati all'estero. Esulta l'Arci Gay: «E' un'altra boccata d'ossigeno per le coppie omosessuali - commenta il presidente nazionale, Flavio Romani -: niente di tragico, ma prima era un continuo correr dietro alla burocrazia. E' anche un segnale culturale, proprio mentre in Parlamento si cincischia sulla legge».
Franco Giubilei
(La Stampa 4 settembre)
Franco Giubilei
(La Stampa 4 settembre)