lunedì 24 ottobre 2016

In Arabia Saudita

Un giorno tre gruppi si incontrarono per una giornata di festa che risultò per tutti molto piacevole e gradita. E anche, per alcuni aspetti, originale.
Due di questi gruppi anni fa si erano separati, anche con dolore, per motivi ritenuti seri e profondi. Non certo con superficialità. Ora da anni vivono tranquillamente su strade diverse, con crescente stima reciproca e tanta pace.
In loro è cresciuta la consapevolezza che fu necessario separarsi per dar vita a due esperienze diverse. In molti di loro è fiorita la gioia di aver compiuto una scelta positiva perché, secondo loro, separarsi giovò ai membri dei due gruppi di persone, oggi come ieri ugualmente felici e impegnate.
Il terzo gruppo, pieno di zelo, forse non avendo ancora potuto scoprire la fecondità di questa separazione, la reciproca stima e i loro tanti momenti di amicizia e collaborazione, ha cercato di riunirli per "curare una malattia che non c'è", un disagio ormai superato.
Capita spesso non solo in Arabia Saudita: quando viviamo un momento difficile di creatività in casa nostra e facciamo fatica a creare ponti con persone nuove, ci occupiamo più facilmente dei problemi veri o presunti degli altri. In analisi si dice: gli altri come fuga da noi.
E poi è così bello non doverci assumere la fatica del conflitto e andare tutti d'accordo in questa società così frantumata. Il tutto con le migliori intenzioni di questo mondo.

Anonimo Saudita