A Pistoia un parroco attacca il decreto Salvini.
Don Paolo Tofani, prete della provincia di Pistoia, ha duramente attaccato i provvedimenti del governo in materia di immigrazione: “E’ inutile fare il presepe e poi ostentare segni cristiani se poi non viviamo quello che Gesù ci ha insegnato cioè l’accoglienza, l’amore, la misericordia”. D
Davide Falcioni 17 dicembre
"Bisogna ricordarsi che la famiglia di Gesù fu costretta, visto l'infanticidio ordinato da Erode, ad emigrare in Egitto, come ci dice il Vangelo. Ma non lo avrebbe potuto fare se ci fosse stata una legge sui migranti come c'è oggi in Italia". L'ennesimo attacco di un uomo di chiesa al governo arriva dalla Toscana, dove Don Paolo Tofani, sacerdote di San Piero ad Agliana, in provincia di Pistoia, nell'omelia della messa di ieri ha pronunciato parole durissime nei confronti dei provvedimenti adottati dall'esecutivo soprattutto verso i migranti e i poveri. Il parroco in particolare si è soffermato sulla "legge Salvini", cioè del Decreto sicurezza. "Ho detto che è inutile fare il presepe e poi ostentare segni cristiani se poi quando ci inchiniamo alla grotta di Betlemme non viviamo quello che Gesù ci ha insegnato cioè l'accoglienza, l'amore, la misericordia, la disponibilità al servizio. I simboli contano se c'è dietro una vita".
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