Una scuola per una Costituzione della Terra
03-01-2020 - di: Domenico Gallo
Nel
corso della storia dell’umanità si sono spesso verificati disastri
ambientali, economici e politici: carestie, epidemie, alluvioni,
siccità, guerre, con il loro carico inesorabile di distruzione e di
morte, ma, almeno fino al 1945, nessuno aveva messo in dubbio che
l’avventura dell’uomo sulla terra potesse avere termine. Con
l’esplosione della bomba atomica di Hiroshima il 6 agosto 1945,
l’umanità si è scoperta mortale ed è stato uno shock. Per reazione è
nata e si è sviluppata quella che Gunther Anders ha chiamato la
“coscienza nucleare”. Si è diffusa in tutto il mondo la consapevolezza
che l’uso delle armi nucleari avrebbe condotto l’umanità al disastro e
alla sua estinzione. Ciò ha portato alla nascita di un vero e proprio
tabù dell’uso delle armi nucleari che ha costretto le Potenze nucleari a
non fare mai ricorso a questa categoria di armi.
Peraltro,
se il disastro della guerra nucleare è stato fino ad oggi scongiurato
perché nessuno ha osato premere quel bottone, una minaccia più occulta
insidia la vita dell’uomo sulla terra. L’Amazzonia brucia, l’Australia
brucia, la California brucia, la terra geme per la temperatura che
aumenta e il deserto che avanza; intere città e migliaia di isole sono
destinate a essere sommerse al rompersi del chiavistello delle acque;
quando i ghiacci dell’Artico si scioglieranno, è previsto che i mari
salgano di sette metri sull’asciutto; questa prospettiva ci annuncia la
morte dell’ambiente che da millenni ospita la vita dell’uomo sulla
terra.
«Se
nei prossimi anni non ci sarà un’iniziativa politica di massa per
cambiare il corso delle cose, se le si lascerà in balia del mercato
della tecnologia o del destino, se in Italia, in Europa e nelle Case
Bianche di tutti i continenti il fascismo occulto che vi serpeggia verrà
alla luce e al potere, perderemo il controllo del clima e della società
e si affacceranno scenari da fine del mondo, non quella raccontata
nelle Apocalissi, ma quella prevista e monitorata dagli scienziati».
Così recita l’appello-proposta per una Costituzione della Terra
pubblicato su il Manifesto del 27 dicembre (https://ilmanifesto.it/perche-la-storia-continui-proposta-per-una-costituzione-della-terra/)
. Nel 72° anniversario della promulgazione della Costituzione italiana,
Raniero La Valle, Luigi Ferrajoli, Valerio Onida, il vescovo Nogaro,
Riccardo Petrella e molti altri hanno lanciato il progetto politico di
una Costituzione per la Terra proponendo una Scuola che elabori il
pensiero e prefiguri una nuova soggettività politica del popolo della
Terra, «perché la storia continui».
«L’inversione
del corso delle cose – prosegue il documento ‒ è possibile. Essa ha un
nome: Costituzione della Terra. Il costituzionalismo statuale che ha
dato una regola al potere, ha garantito i diritti, affermato
l’eguaglianza e assicurato la vita degli Stati non basta più, occorre
passare a un costituzionalismo mondiale […]. La Costituzione del mondo
non è il governo del mondo. Nasce dalla storia, ma deve essere prodotta
dalla politica, ad opera di un soggetto politico che si faccia potere
costituente. Il soggetto costituente di una Costituzione della Terra è
il popolo della Terra. […] Salvare la Terra non vuol dire solo mantenere
in vita “questa bella d’erbe famiglia e d’animali”, cantata dai nostri
poeti, ma anche rimuovere gli ostacoli che “di fatto” impediscono il
pieno sviluppo di tutte le persone umane». Occorre una politica dalla
parte della Terra che dovrebbe essere perseguita da un vero e proprio
partito della Terra: «ciò a cui comunque oggi siamo chiamati è a
prendere partito, a prendere partito non per una Nazione, non per una
classe, non “prima per noi”, ma a prendere partito per la Terra, dalla
parte della Terra».
Per
avviare questo processo occorre elaborare un pensiero politico comune.
«Una “politica interna del mondo” – conclude il documento – non può
nascere senza una scuola di pensiero che la elabori. […] Perciò quello
che proponiamo è di dar vita a una Scuola che produca un nuovo pensiero
della Terra e fermenti causando nuove soggettività politiche per un
costituzionalismo della Terra. […] Pertanto i firmatari di questo
appello propongono di istituire una Scuola che prenda partito per la
Terra, e a questo scopo hanno costituito un’associazione denominata
“Comitato promotore partito della Terra”. Il compito è oggi di dare
inizio a una Scuola, “dalla parte della Terra”, alle sue attività e ai
suoi siti web, e insieme con la Scuola ad ogni azione utile al fine che
“la storia continui”; e ciò senza dimenticare gli obiettivi più urgenti,
il risanamento del territorio, la rifondazione del lavoro, l’abolizione
del reato di immigrazione clandestina, la firma anche da parte
dell’Italia del Trattato dell’ONU per l’interdizione delle armi nucleari
e così via».
Questo
progetto può sembrare utopistico ma, all’alba del nuovo anno, è proprio
di utopia che abbiamo bisogno per attrezzarci ad affrontare il futuro.
Da Volerelaluna