mercoledì 22 aprile 2020

IN DIALOGO CON GUIDO ALLICE

  Caro Guido,
la questione della morte espiatrice di Gesù occupa uno spazio straordinariamente vasto nella letteratura del Testamento cristiano. Penso che mettere sul conto di Gesù una simile interpretazione della sua vita e della sua morte, sia una deformazione successiva. Trovo che l'accanimento esegetico spesso è stato prigioniero della litanica ripetizione della formula magica. Da solo due secoli raccogliamo i frutti delle feconde ricerche alle quali tu fai un prezioso e dettagliato elenco.
Io, personalmente, sono convinto che sia possibile individuare un inizio di tale "dottrina" nel percorso delle religioni arcaiche che, per quanto ne so, sono tutte attraversate e contaminate in profondità dal "proteggersi dall'ira di Dio", una delle vie per liberarsi dai sensi di colpa e dai mali incombenti. Il sacro ha nei tempi antichi  (e ora no?)una finestra sempre aperta per cercare vittime da sacrificare allo scopo di ristabilire l'equilibrio dei conti tra bene e male con il divino. I cristiani, come la maggioranza della tradizione ebraica, sono eredi di questo "patrimonio" -che non è mai stata l'unico - che ha prevalso ed è servito ad avviare un processo di "esaltazione" della funzione  e poi della persona di Gesù fino alla sua messianicità e divinizzazione.
Il venerdì santo non a caso registra l'adorazione della croce. Per me oggi, due sono le testimonianze che raccolgo dalla "rivoluzione epistemologica". Noi dobbiamo congedarci da ogni residuo di contrattualità con Dio. Non c'è nessun pareggio da raggiungere nei nostri rapporti con Dio perché essi sono totalmente "squilibrati ": Dio è totale gratuità, amore , perdono.
Il suo amore non è condizionato dalla nostra risposta. E' un amore senza condizioni  e senza esclusioni.

Inoltre la tragedia delle tradizioni paolina e giovannea , a mio avviso, è quella di aver creato la necessità di un mediatore- salvatore -espiatore nella persona di Gesù. Non ho nessun bisogno di un mediatore attraverso il quale o nel quale ottengo la salvezza. Gesù non è il mediatore...è il testimone di una salvezza che Dio mi dona gratuitamente. La mia figliolanza è il dono del Suo amore. Sono grato a Dio, gratissimo a Dio, che ha fatto dono a me, all'umanità, a tanti credenti di un profeta come Gesù che ha testimoniato con la  vita, pur con i limiti della sua cultura, la gratuità dell'amoroso mistero di Dio. Le chiese, purtroppo, hanno creduto di prendere in subappalto la salvezza... E' storia che ben conosciamo.

Caro Guido, apprezzo sempre moltissimo lo spirito e la sostanza delle tue ricerche. Il mio ritardo è dovuto ad una mole di lavoro quotidiano che non riesco più a smaltire.

Un abbraccio a te e a tua moglie Elsa.

Franco