lunedì 20 aprile 2020

"UNA COSA SOLA"
[Matteo 19,6]


«Pronto? Ciao Antonella, sono Guido, ciao. Ho saputo solo mezz'ora fa. Mi dispiace. Voglio esserti vicino, come mi è possibile, dal momento che il coronavirus ce lo impedisce fisicamente. Ti abbraccio».
«Grazie Guido, mi fa tanto piacere. Soffro molto, sai, eravamo una cosa sola, io e Mario.
"Una cosa sola", mi fa pensare a tanti anni fa, quando giovane, ingenuo, innamorato e prossimo al matrimonio ebbi a chiedere a una coppia di amici sposati se nella vita di coppia si fosse veramente "una cosa sola". Poi fu la vita a farmi capire che "una cosa sola" è una conquista, difficile, da costruire giorno dopo giorno.
Cara Antonella, affermarlo come fai tu con tanta consapevolezza dopo una vita in due è cosa grande. Ma non devi fare riferimento a un qualcosa che hai perduto… "eravamo". "Una cosa sola", vuol dire che finché tu vivi, lui vive ancora e completamente con te, in te. Vuol dire che sei tu che lo fai ancora vivere, che vinci la sua finitudine qui, che devi continuare a vivere anche per lui, con lui. Per il resto, non sappiamo né come né quando, ma la Promessa è proprio che la morte è, lei sì, finita, così che Mario è già oggi nell'abbraccio di Dio. Forza!
È tutto vero, tranne i nomi.
Racconigi, 14 marzo 2020

(da Insonnia mensile di Racconigi, aprile  2020, pag. 6 - contatti@insonniaracconigi.it)