sabato 30 maggio 2020

CELEBRAZIONE EUCARISTICA DELLA COMUNITA' DI VIA CITTA' DI GAP: 31 MAGGIO 2020 ORE 10


EUCARESTIA DEL 31 MAGGIO 2020


SIGNORE TIENI ACCESA LA NOSTRA LAMPADA!!

P. Saluto all’assemblea

Momento musicale

T. Eccoci, o Dio, insieme per celebrare le tue lodi!

1)Se riusciamo ad incontrarci,
nonostante le traversie della vita,
nonostante i nostri egoismi,
nonostante il coronavirus che ci trattiene in casa,
nonostante tutto,
è solo grazie alla Tua presenza che ci aiuta a trovare il modo di stare insieme.

T. Lode a Te, Dio della Vita!

2) Benedetto sei Tu che continui ad alimentare la lampada del nostro cuore,
che continui ad ascoltarci,
come fai da sempre con tutte le persone più fragili che chiedono il tuo aiuto,
ma soprattutto che non ti stanchi di sorreggerci
e ci inviti a vivere i nostri giorni,
sapendo che possiamo contare su di te, SEMPRE!

G. Ora ascoltiamo la Parola di Dio, cercandola tra le righe delle Scritture.

Dal Vangelo di Matteo cap.25,1-13. 
«Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci ragazze le quali, prese le loro lampade, uscirono a incontrare lo sposo. Cinque di loro erano stolte e cinque avvedute; le stolte, nel prendere le loro lampade, non avevano preso con sé dell'olio; mentre le avvedute, insieme con le loro lampade, avevano preso dell'olio nei vasi. Siccome lo sposo tardava, tutte divennero assonnate e si addormentarono. Verso mezzanotte si levò un grido: "Ecco lo sposo, uscitegli incontro!" Allora tutte quelle ragazze si svegliarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle avvedute: "Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono". Ma le avvedute risposero: "No, perché non basterebbe per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene!" Ma, mentre quelle andavano a comprarne, arrivò lo sposo; e quelle che erano pronte entrarono con lui nella sala delle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi vennero anche le altre ragazze, dicendo: "Signore, Signore, aprici!" Ma egli rispose: "Io vi dico in verità: Non vi conosco". Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora (Matteo 25, 1-13).
Riflessione

Intanto spero che la traduzione parli delle dieci ragazze, senza dirci se sono vergini o no. Sono giovani donne. Qui non si tratta di un requisito fisico, ma viene sottolineata la loro giovinezza. Se poi riusciamo a superare il disagio di quella porta perentoriamente chiusa allo scoccar della mezzanotte, il nostro intimo parteggiare per quelle escluse, tagliate fuori dalla festa e a superare lo "scandalo" di questo olio non condiviso, allora possiamo entrare nel cuore della provocatoria parabola che stiamo leggendo.

Il centro di questa pagina evangelica è un forte appello alla nostra personale responsabilità
Attorno a questo "insegnamento" centrale si avvolgono altre preziose riflessioni. Ma non dobbiamo lasciar cadere questo richiamo alla responsabilità personale nel generico.
Il Vangelo vuole interpellarmi in prima persona: io, nel cammino della mia vita, imparo a diventare responsabile? Accetto la fatica di questo itinerario psicologico ed evangelico?
Solo in Matteo troviamo questa parabola che l'evangelista narra riflettendo sulla vita della sua comunità in cui, nell'attesa della venuta del regno di Dio, c'è già il rischio di addormentarsi e, per giunta, di restare "senza olio", senza il nutrimento necessario per affrontare il lungo cammino.

Questa pagina, in verità, è talmente riferita alla vita della comunità da essere letta più come allegoria che come parabola.
Il contrasto tra le ragazze sagge e quelle stolte è segnalato appositamente per descrivere quello che Matteo scopre nella sua comunità dove troppi ormai si sono rilassati. Quella "porta chiusa" del versetto 10 non ha il tenore di un castigo, ma il significato di un invito alla vigilanza, un'esortazione vibrata e "risvegliante".

Erano trascorsi appena 50- 60 anni dalla morte-risurrezione di Gesù e, archiviata l'illusione della venuta imminente del regno di Dio, l'attesa diventava faticosa. Queste dieci ragazze sono l'immagine della comunità che, sulla parola di Gesù, attende che si realizzino le promesse di Dio, qui simboleggiato dallo sposo. Anche se Dio tarda a realizzare le promesse, bisogna vegliare: avere occhi (le lampade), amore (l'olio) e udito pronto a percepire nel cuore della notte i segni che annunciano la sua presenza.

L'attesa di cui ci parla la parabola è piena di aspettative e spesso lo sposo, cioè la novità, non arriva. C'è un ritardo che può precipitare tutti nella più tenebrosa notte. La parabola che con uno scenario piuttosto strano fa arrivare lo sposo a mezzanotte, ci dice che occorre avere tanto olio: l'olio della fede, della fiducia, della speranza, della solidarietà, della perseveranza.
Sono convinta che questa parabola di Gesù sia diventata per la comunità di Matteo anche una allegoria in cui i vari soggetti si riconoscono ora vigilanti ora dormienti, parli ancora molto a noi sia come parabola del tenere accesa la fiaccola, sia come invito a leggere la nostra fragilità che spesso oscilla tra la veglia e la sonnolenza.
Fiorentina C.

Riflessioni comunitarie.

Momento musicale

PREGHIERA EUCARISTICA

1)In questi giorni, in cui siamo costretti a fermarci di più,
speriamo di riuscire a capire
che solo Tu sei l’olio per la nostra lampada,
che ci tiene in vita,
che ci permette di non soccombere all’angoscia,
che ci dona la capacità di inventare modi nuovi per starci vicini,
per continuare a relazionare tra di noi e a condividere quel poco che
siamo e che abbiamo
2)Solo tu puoi continuare ad amarci nonostante la nostra piccolezza.
Ti chiediamo perdono, o Dio della Vita.
Il tuo Amore, il tuo sorriso
e la tua mano sostengano i nostri giorni,
nonostante il nostro duro cuore.
1)Donaci la capacità di continuare a sognare,
anche in questi tempi incerti,
proprio perché solo Tu mantieni accesa
la Speranza nel nostro cuore.
2) Grazie per la Tua Parola che scopriamo fra le tante parole della Bibbia. La Tua Parola ci interroga, ma allo stesso modo ci sostiene. L'alberello della nostra vita senza il Tuo calore e la Tua acqua si seccherebbe.

P.Ora, ricordando la vita e le scelte di Gesù spezziamo il pane, dividendolo fra di noi, come possiamo.
Con questo gesto ci impegniamo a condividere il nostro tempo, il nostro denaro, i nostri sorrisi, le nostre speranze con chi ha meno di noi.

T. Gesù, in quella cena che aveva tanto atteso di vivere con i suoi amici e le sue amiche, vedendo ormai vicina l'ora in cui la congiura avrebbe prevalso, concentrò nel semplice gesto del pane spezzato e del vino condiviso tutto il suo insegnamento e disse: "Prendete e mangiate: la mia vita è data per voi e per l'umanità. Quando farete questo pasto, lo farete per non dimenticarvi di me".
Poi prese la coppa del vino e, porgendone a bere a tutti/e, disse: "Prendete e bevete: la mia vita ha pagato fino allo spargimento del sangue la dedizione alla causa di Dio, dei fratelli e delle sorelle. Dio vi garantisce una Alleanza eterna, perfetta: Egli non ritirerà mai il suo Amore dall'umanità.
Fate questo pasto, ve lo raccomando, per non dimenticarvi di me e di tutto quello che vi ho detto e che ho fatto".

CONDIVISIONE DEL PANE E DEL VINO

” Padre nostro”

Preghiere spontanee

BENEDIZIONE FINALE

PREGHIAMO

Non possiamo semplicemente pregarti, o Signore, di porre fine alla guerra; Perché sappiamo che hai creato il mondo tale
Che l'uomo deve trovare la propria via verso la pace
In se stesso e con i suoi vicini.

Non possiamo semplicemente pregarti, o Signore, di porre fine alla fame; Perché ci hai sempre fornito le risorse
Con le quali nutrire il mondo intero
Se solo le usassimo saggiamente.

Non possiamo semplicemente pregarti, o Signore,
Di sradicare il pregiudizio,
Perché ci hai già donato gli occhi
Con i quali vedere il bene in tutti gli uomini
Se solo li usassimo rettamente.

Non possiamo semplicemente pregarti, o Signore, di por fine alla disperazione, Perché ci hai già dotato di un profondo intelletto con il quale
Scoprire cure e rimedi, Se solo lo usassimo costruttivamente.

Ti preghiamo invece, o Signore,
Per l'energia, la risolutezza e la forza di volontà,
Per agire anziché pregare solamente,
Per trasformarci anziché desiderare semplicemente.

(Jack Riemer, Likrat Shabbat)

(M.Grazia Bondesan

per la Comunità cristiana di base di Via città di Gap Pinerolo)