Lodovico Poletto
La Stampa 6/4
La domanda è: perché? Perché multare un uomo che si umilia chiedendo la carità in mezzo ad un mercato?
Questa
è la storia di un ex cameriere, rimasto senza lavoro per colpa della
pandemia. E di una pattuglia di agenti della polizia municipale che il
giorno della vigilia di Pasqua, hanno sanzionato un quasi cinquantenne
senza stipendio, con 300 euro di cassa integrazione, che con un cartello
bianco, al mercato di corso Racconigi, seduto su una cassetta della
frutta chiedeva la carità, sperando di non essere riconosciuto da
nessuno. Gli hanno detto di andarsene.
Lui ha domandato perché. Gli
hanno chiesto di mostrare i documenti e poi gli hanno consegnato un
foglio rosa: il verbale da 400 euro. Un mese e mezzo - su per giù - di
cassa integrazione. «Firma?», «Ma anche no». Ed ecco al motivazione:
«Senza motivate e comprovate esigenze contravveniva al divieto di
spostamento all'interno del territorio regionale. Al momento
dell'accertamento il trasgressore effettuava attività di accattonaggio,
all'interno di area mercatale». Insomma: ha violato le norme di un Dpcm.
Motivazione? Aveva fame.
Ma chi è
l'uomo multato? Il suo nome è Andrei, ha 47 anni, è romeno d'origine, e
ha sempre fatto il cameriere. Vita decorosa fino alla pandemia. Poi è
crollato tutto, a lui come a tanti altri. Lo hanno messo in cassa
integrazione. «Appena si riapre, tu torni» gli hanno detto. Per adesso
campa con 300 euro, quando arrivano. Che non gli bastano neanche per
pagare l' affitto: «E così per mangiare vado due o tre volte la
settimana ai mercati. Sto lì con il mio cartello e aspetto che mi
facciano la carità».
È tornato anche
sabato mattina. S'è piazzato vicino a una bancarella di caffè e una del
pane. Niente di anomalo. La solita scena.
Erano
le 11 quando la pattuglia della municipale della Circoscrizione 3 è
arrivata. E gli ha fatto segno di andarsene. Se Andrei ha commesso un
errore è stato quello di dire «no». «Devo mangiare pure io: non facevo
nulla di male. C'è tanta gente come me che chiede la carità in giro per
Torino». Ma a lui la pattuglia in divisa gli ha chiesto i documenti e lo
ha multato. Qualcuno ha reagito: «Anche noi siamo qui, fateci la multa»
raccontano. Non li hanno sanzionati. Se ne sono andati dopo aver
consegnato il verbale. E buona Pasqua a chi ha uno stipendio e a chi
mangia quando può.
Andrei non è
arrabbiato, è deluso. «Mi domando per quale ragione in questa città ce
l'abbiano coi poveri» dice. Come Rachid (a cui è stata sequestrata
l'auto in cui dormiva, sempre dai vigili urbani), per cui alla fine è
anche intervenuta la vice sindaca Schellino.
Come a quelli a cui sono
stati gettati i materassi. «È una guerra a chi ha fame» dice Andrei.
Ieri è andato in via Po a chiedere la carità: stesso giubbotto, medesimo
cappellino di sabato: «Ho fame». —