“Io, aggredito ad Asti perché vesto da donna, dico basta all’omofobia”
di Cristina Palazzo
La Repubblica 29/3
«Travestito
di merda» gridatogli in faccia perché «devi andare via, qui ci sono
bambini». Nicholas Dimola, per tanti Cruella, in quel parco di Asti non
ci andava da anni. Ma questo conta poco. « Subisco insulti simili ogni
giorno, non li racconto per non passare per vittima ma questa volta sono
esploso».
Sui social il giovane
crossdresser è molto conosciuto come youtuber e influencer ma questo
seguito virtuale non lo protegge dala realtà, «Solo un mese fa hanno
affisso dei manifesti con la mia faccia e quella di un 50enne molto
conosciuto in zona, con un grande cuore per far credere che ci stessimo
sposando». Allora andò dai carabinieri, venerdì scorso nel parco ha
invece chiamato la polizia « ma in entrambi i casi mi hanno detto che
non avrei risolto molto, perché non c’erano le telecamere. E i testimoni
hanno preferito stare zitti: l’unica giustizia che posso avere è che la
mia storia finisca sui siti e si conosca. Ci sono stati ben 3 suicidi
di ragazzi omosessuali, miei amici, che non hanno avuto la forza di
combattere l’ignoranza e la cattiveria di questa città».
Per
questo venerdì sera dopo l’episodio al parco Biberach, Nicholas ha
deciso di raccontare ciò che era successo su Facebook. Era con una sua
amica e un altro ragazzino più giovaneo, si sono seduti sulle altalene
«perché i nastri erano strappati, abbiamo pensato si potesse. E a quel
punto ho visto quest’uomo che iniziava a fissarmi. Perché? Forse perché
avevo un maglione attillato e si vedeva che non avevo seno, non ero
vestito in modo appariscente ».
Subito
dopo l’uomo si sarebbe avvicinato, dicendogli di andare via «e
gridandomi in faccia “travestito di merda, questo è un posto per i
bambini”. Mi sono allontanato per tranquillizzarmi ma poi sono tornato »
. A quel punto la lite si sarebbe fatta accesa, anche con la moglie
dell’uomo e sono volati insulti da entrambe le parti e la zia di
Nicholas, che lui aveva avvertito della situazione, ha chiamato la
polizia. «Ho deciso di non procedere per le vie legali se mi avesse
chiesto scusa, sua moglie lo ha fatto dicendomi che ha un carattere
forte, lui invece si è rivolto solo a mia zia». Ha deciso di non
denunciare « anche perché mi avrebbero dovuto fare la multa perché mi
trovavo nel parco. Ma ho deciso comunque di raccontarlo per
sensibilizzare, ce n’è bisogno » . Lo ha fatto sui social dove anni fa
fece scalpore per un video in cui prese a calci la finestra della
Prefettura «ma fu una bravata, ho però capito quanto potessi avere
seguito».
Che la situazione sia critica
sono d’accordo all’Asti Pride, che si è mobilitatoi per offrire sostegno
olo a Nicholas, « ma a chiunque non solo ad Asti dove negli ultimi anni
è nata una solida rete - spiega la presidente Vittoria Briccarello -. È
però importante che le istituzioni si facciano sentire, in primis
aderendo alla rete Ready ( Rete Nazionale delle Pubbliche
Amministrazioni Anti Discriminazioni, ndr) » . Solo il 9 marzo scorso
l’Asti Pride ha inaugurato la linea telefonica L’Abbraccio in
collaborazione tra gli altri con Nodo Antidiscriminazione e Centro Anti-
Violenza L’Orecchio di Venere. Dispiaciuto per l’episodio il sindaco
Maurizio Rasero «anche perché la nostra amministrazione si batte da
sempre contro ogni forma di discriminazione. Puntiamo a far diventare
Asti la città del rispetto e siamo infatti noi ad aver istituito in
città il Nodo antidiscriminazione » . Solidarietà anche dai consiglieri,
in primis il pentastellato Giorgio Spata « siamo molto sensibili e
pronti a segnalare ogni forma di discriminazione».