martedì 6 aprile 2021

UNA SERIE INFINITA DI VIOLENZE

“Io, aggredito ad Asti perché vesto da donna, dico basta all’omofobia”

di Cristina Palazzo
La Repubblica 29/3

«Travestito di merda» gridatogli in faccia perché «devi andare via, qui ci sono bambini». Nicholas Dimola, per tanti Cruella, in quel parco di Asti non ci andava da anni. Ma questo conta poco. « Subisco insulti simili ogni giorno, non li racconto per non passare per vittima ma questa volta sono esploso».
Sui social il giovane crossdresser è molto conosciuto come youtuber e influencer ma questo seguito virtuale non lo protegge dala realtà, «Solo un mese fa hanno affisso dei manifesti con la mia faccia e quella di un 50enne molto conosciuto in zona, con un grande cuore per far credere che ci stessimo sposando». Allora andò dai carabinieri, venerdì scorso nel parco ha invece chiamato la polizia « ma in entrambi i casi mi hanno detto che non avrei risolto molto, perché non c’erano le telecamere. E i testimoni hanno preferito stare zitti: l’unica giustizia che posso avere è che la mia storia finisca sui siti e si conosca. Ci sono stati ben 3 suicidi di ragazzi omosessuali, miei amici, che non hanno avuto la forza di combattere l’ignoranza e la cattiveria di questa città».
Per questo venerdì sera dopo l’episodio al parco Biberach, Nicholas ha deciso di raccontare ciò che era successo su Facebook. Era con una sua amica e un altro ragazzino più giovaneo, si sono seduti sulle altalene «perché i nastri erano strappati, abbiamo pensato si potesse. E a quel punto ho visto quest’uomo che iniziava a fissarmi. Perché? Forse perché avevo un maglione attillato e si vedeva che non avevo seno, non ero vestito in modo appariscente ».
Subito dopo l’uomo si sarebbe avvicinato, dicendogli di andare via «e gridandomi in faccia “travestito di merda, questo è un posto per i bambini”. Mi sono allontanato per tranquillizzarmi ma poi sono tornato » . A quel punto la lite si sarebbe fatta accesa, anche con la moglie dell’uomo e sono volati insulti da entrambe le parti e la zia di Nicholas, che lui aveva avvertito della situazione, ha chiamato la polizia. «Ho deciso di non procedere per le vie legali se mi avesse chiesto scusa, sua moglie lo ha fatto dicendomi che ha un carattere forte, lui invece si è rivolto solo a mia zia». Ha deciso di non denunciare « anche perché mi avrebbero dovuto fare la multa perché mi trovavo nel parco. Ma ho deciso comunque di raccontarlo per sensibilizzare, ce n’è bisogno » . Lo ha fatto sui social dove anni fa fece scalpore per un video in cui prese a calci la finestra della Prefettura «ma fu una bravata, ho però capito quanto potessi avere seguito».
Che la situazione sia critica sono d’accordo all’Asti Pride, che si è mobilitatoi per offrire sostegno olo a Nicholas, « ma a chiunque non solo ad Asti dove negli ultimi anni è nata una solida rete - spiega la presidente Vittoria Briccarello -. È però importante che le istituzioni si facciano sentire, in primis aderendo alla rete Ready ( Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni, ndr) » . Solo il 9 marzo scorso l’Asti Pride ha inaugurato la linea telefonica L’Abbraccio in collaborazione tra gli altri con Nodo Antidiscriminazione e Centro Anti- Violenza L’Orecchio di Venere. Dispiaciuto per l’episodio il sindaco Maurizio Rasero «anche perché la nostra amministrazione si batte da sempre contro ogni forma di discriminazione. Puntiamo a far diventare Asti la città del rispetto e siamo infatti noi ad aver istituito in città il Nodo antidiscriminazione » . Solidarietà anche dai consiglieri, in primis il pentastellato Giorgio Spata « siamo molto sensibili e pronti a segnalare ogni forma di discriminazione».