CELEBRAZIONE PER DOMENICA 9 MAGGIO 2021
L'INCONTRO CHE LIBERA
P. Saluto all'assemblea
G. Fratelli e sorelle, raccogliamoci in silenzio, apriamo i nostri cuori e ridestiamo in noi l'attesa. Sempre noi viviamo al cospetto di Dio: prendiamone coscienza in modo concreto, cercandolo nella vita di ogni giorno, nella Scrittura, nelle persone che incontriamo …
Pausa di silenzio
Lettore: Ho detto all'angelo che presiedeva la porta dell'anno: “Dammi, ti prego, una lampada
affinché con passo sicuro
possa andare incontro all'ignoto”.
Ma l'angelo mi ha risposto:
“Va'pure nell'oscurità e metti la tua mano
nella mano di Dio.
Questo è meglio di una lampada
eb più sicuro di una via conosciuta” (AA.VV Spalanca la finestra, Torre Pellice 2002).
Ascoltiamo ora la lettura del brano tratto dal Vangelo di Luca 13,10-17
10 Gesù
stava insegnando di sabato in una sinagoga. 11 Ecco
una donna, che da diciotto anni aveva uno spirito che la rendeva
inferma, ed era tutta curva e assolutamente incapace di
raddrizzarsi. 12 Gesù,
vedutala, la chiamò a sé e le disse: «Donna, tu sei liberata
dalla tua infermità». 13 Pose
le mani su di lei, e nello stesso momento ella fu raddrizzata e
glorificava Dio. 14 Or
il capo della sinagoga, indignato che Gesù avesse fatto una
guarigione di sabato, disse alla folla: «Ci sono sei giorni nei
quali si deve lavorare; venite dunque in quelli a farvi guarire, e
non in giorno di sabato». 15 Ma
il Signore gli rispose: «Ipocriti, ciascuno di voi non scioglie, di
sabato, il suo bue o il suo asino dalla mangiatoia per condurlo a
bere? 16 E
questa, che è figlia di Abraamo, e che Satana aveva tenuto legata
per ben diciotto anni, non doveva essere sciolta da questo legame in
giorno di sabato?» 17 Mentre
diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, e la
moltitudine si rallegrava di tutte le opere gloriose da lui
compiute.
Predicazione
Il brano della donna curva compare solo nel Vangelo di Luca.
Mi piace citare una frase di Drewermann tratta da un intervista nel suo libro “Parola che salva, parola che guarisce”, alla domanda che gli viene rivolta durante un'intervista: “Chi è dunque Gesù per lei?” egli risponde: “ E' anzitutto uno il quale voleva che gli uomini e le donne imparassero a confidare in Dio, uno che sapeva toccare il corpo di una persona in maniera tale che questi osava di nuovo alzarsi in piedi e camminare diritto nelle vie del mondo”.
Ecco, penso che sia stato proprio questo che è avvenuto quando la donna citata da Luca ha incontrato Gesù. Di questa donna sappiamo poco... senza nome, si dice che “uno spirito maligno, da diciotto anni la teneva ricurva”; in altre versioni si parla di una donna artritica, un riferimento dunque ad una malattia che anche noi conosciamo bene. Questa donna incontra Gesù che le impone le mani e la guarisce. Verrebbe da pensare a Gesù come ad sorta di mago. Ma Gesù va ben oltre.
Egli guarda questa donna sofferente e vede probabilmente non solo la sofferenza fisica, ma anche proprio una persona che ha perso la voglia di vivere, emarginata, angosciata...non considerata, oppressa..
La chiama (vorrei far notare come le azioni che Gesù compie sono importanti) chiama proprio lei: non dimentichiamo che Gesù è in sinagoga, con i capi religiosi, con altri uomini e lui chiama la donna; questo fatto deve aver suscitato un bel trambusto nelle persone presenti soprattutto nei capi così ligi a far osservare tutte le leggi...
Le parla: un'altra azione che rompe gli schemi, rivolgere la parola ad una donna, di sabato, nella sinagoga...perlomeno non così usuale..
La tocca: e qui Gesù supera la misura, abbatte le distanze e avvicina la donna. Questa donna acquista coraggio, voglia di vivere, di alzare la testa, di ribellarsi ad un potere oppressivo e loda Dio.
Colpisce la reazione del capo della sinagoga: quasi paradossale. Si indigna per un'azione “buona”. L'indignazione è per questa guarigione avvenuta di sabato, ma forse mi viene da pensare che ci sia un altro motivo, più nascosto, più intimo a provocare l'indignazione di quest'uomo. Constatare che le persone che venivano in contatto con Gesù riprendevano in mano la propria vita, rivendicavano i propri diritti e non abbassavano la testa di fronte al potere costituito, non era cosa da poco per uno abituato a mantenere le distanze, a esercitare il potere con la forza e non entrare mai in relazione alla pari con le persone. Sarebbe interessante riflettere se nella chiesa e nel mondo cerchiamo di vivere e testimoniare questa “schiena diritta”, un segnale di non adeguamento al ripiegamento di noi stessi o di rassegnazione allo status quo. E' in gioco qualcosa che riguarda ciascuno e ciascuna di noi e il nostro cammino comunitario
Interventi liberi.
G. Fratelli e sorelle, riceviamo dalla mano di Dio questa giornata di riposo. Accogliamo il dono del senso della vita che ci viene da Dio. La consapevolezza d'essere chiamati a percorre la strada di Gesù, si traduca per ciascuno e ciascuna di noi in scelte concrete.
Resta con noi, o Dio, nelle varie stagioni della vita: quando nuove esperienze ci inebriano e ci appassionano, e sentiamo la vita pulsare ma anche quando la fatica e l'incertezza ci spengono il sorriso.
Sovente siamo una terra arida, dura, come la pietra. Anche la Tua Parola non riesce a fecondare, a penetrare. Ma vogliamo ancora fidarci di Te, della Tua promessa. Tu sei più grande anche della Tua Parola
1. Padre celeste, insegnaci a camminare alla tua presenza, tranquillamente senza imbarazzo! Come il tuo profeta Gesù di Nazareth, ad essere sulla via che lui ha percorso, incontrando le persone con la loro storia.
T. Eccoci alla memoria di quella cena che Gesù mangiò, poco prima di essere ucciso, con le sue discepole e i suoi discepoli. Gesù, che non aveva mai vissuto solo per se stesso, prese del pane ne porse a tutti perché mangiassero: ”Prendete e mangiatene tutti: la mia vita è stata messa a disposizione . Ogni volta che spezzerete il pane lo farete in mia memoria. Poi prese la coppa del vino: Prendete e bevetene tutti. Questo vino vi ricordi che la fedeltà al Padre e ai fratelli mi ha preso persino il sangue. Fate questo per tenere vivo il ricordo di me”.
P. Preghiera di condivisione
G. Per iniziare le preghiere spontanee recitiamo il Padre Nostro
Padre nostro che sei nei cieli
Venga il tuo regno e si compia tra noi il Tuo volere
Come in cielo così sulla terra
dacci oggi il pane necessario.
1 E perdonaci i debiti nostri
come noi dobbiamo perdonare ai nostri fratelli e sorelle
2 E non lasciarci cadere nell'ora della prova
ma soltanto liberaci dal male.
Preghiere spontanee
Esortazione Finale
Sorella, Fratello:
ci sia anche in questa settimana
un tempo per pregare.
Cerchiamolo con assiduità
come l'assetato cerca la sorgente.
Aiutiamoci come comunità
a mettere radici di preghiera,
di silenzio e di meditazione
nella nostra vita quotidiana.
Una comunità che non educhi
alla preghiera e alla lettura biblica
è come il contadino
che vuole raccogliere frutti,
ma si è dimenticato di irrigare il campo.
Anche su questa strada ci precede Gesù,
uomo di azione e uomo di preghiera.
Comunità cristiana di Base di Pinerolo, Via città di Gap,13 – a cura di Fiorentina Charrier