Comunità cristiana di base di via Città di Gap, Pinerolo
NOTIZIARIO DELLA CASA DELL'ASCOLTO E DELLA PREGHIERA
N°79 maggio '21
https://flipbookpdf.net/web/site/9dfb496eac3fb0bf54c168b4a9b358f4e47cf53f202105.pdf.html
In evidenza:
INCONTRI DI COMUNITA' IN VIDEOCONFERENZA
- 1-2/5: seminario nazionale CdB
- 4, 11 e 25/5 + 1/6: gruppi biblici
- 9, 16, 23 e 30/5: eucarestie
- 30/5: assemblea comunitaria
RECENSIONI E SEGNALAZIONI
- A. Prosperi, Un tempo senza storia…
SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE
- Il nostro no all'interferenza CEI al DDL Zan
- Corso formazione biblico – teologia dell'ABSI
- Una pagina straordinariamente attuale
- Come si è arrivati al dogma
- Armi nucleari: appello associazioni cattoliche
DALLA NOSTRA COMUNITA'
- Questa comunità
APPUNTAMENTI DI COMUNITA' IN VIDEOCONFERENZA
NB: per partecipare alle eucarestie della domenica cliccate su meet.google.com/vpu-vkkh-wfm; per i gruppi biblici del martedì cliccate su meet.google.com/qpe-wfjz-cdp (link attivi da 15' prima)
SABATO 1 (pomeriggio) e DOMENICA 2 MAGGIO (mattina) – Seminario nazionale Cdb (vedi articolo più avanti)
MARTEDI' 4 MAGGIO h 21 – Gr. biblico: Mc 10,32-52 (prepara Francesco G.)
DOMENICA 9 MAGGIO h 10 – Eucarestia: predicazione di Fiorentina C..
MARTEDI' 11 MAGGIO h 21 – Gruppo biblico: Mc 11 (prepara Fiorentina C.)
DOMENICA 16 MAGGIO h 10 – Eucarestia: predicazione di M.Grazia B., Giorgio e Grazia V
DOMENICA 23 MAGGIO h 10 – Eucarestia: predicazione di Anna C. e Valter P..
MARTEDI' 25 MAGGIO h 21 – Gruppo biblico: Mc 12 (prepara Ines R.)
DOMENICA 30 MAGGIO h 10 – Eucarestia: predicazione di Emanuela.
DOMENICA 30 MAGGIO h 11:30 – Assemblea comunitaria
MARTEDI' 1 GIUGNO h 21 – Gruppo biblico: Mc 13 (prepara Gilda P.)
ALCUNI APPUNTAMENTI con F. Barbero (in videoconferenza)
MERCOLEDI' 5 MAGGIO ore 17:30 – Presentazione libro "Senza chiedere permesso", organizzato in collaborazione con la CdB di Piossasco.
VENERDI' 7 MAGGIO ore 21 – Iniziativa a difesa della legge Zan.
GIOVEDI' 13 MAGGIO ore 20:45 – Incontro su "Usi e abusi dei testi biblici sulla omosessualità". Chi desiderasse partecipare contatti Maria Grazia B. (giorgio.grazia@gmail.com).
LUNEDI' 17 MAGGIO ore 21 – Veglia di preghiera contro l'omotransfobia organizzata dalla comunità valdese di Verbania e dalla cdb di Pinerolo – via Città di Gap. Per informazioni contattare Maria Grazia B. (giorgio.grazia@gmail.com).
NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI
Seminario nazionale delle Comunità di base (1-2 maggio)
"Tramonto del cristianesimo o tempo di rigenerazione?"
Sabato 1 e domenica 2 maggio si è svolto il seminario nazionale delle comunità cristiane di base. E' stato il nostro primo seminario nazionale in videoconferenza perché purtroppo, a causa dell'emergenza sanitaria che ci condiziona da più di un anno, non è ancora possibile proporre un incontro in presenza.
L'esperimento comunque è pienamente riuscito: i contatti sono stati circa 200, corrispondenti a circa 300 partecipanti, dato che circa la metà hanno usato in coppia la stessa connessione.
Le relazioni di Lidia Maggi, Marinella Perroni e Franco Barbero hanno stimolato un dibattito qualificato e stimolante.
Ricordiamo che sul sito delle cdb italiane sono disponibili audio, video e testi di commento del seminario (al link https://www.cdbitalia.it/seminario-cdb-2021/) e dei 5 incontri preparatori (al link https://www.cdbitalia.it/seminario-cdb-2021-incontri/)
E' disponibile sul sito anche la presentazione generale del seminario e del percorso di avvicinamento (al link: https://www.cdbitalia.it/seminario-cdb-2021-presentazione/)
Ricordiamo che l'8 maggio alle ore 11 si svolgerà l'assemblea di "Costituente Terra", iniziativa a cui come movimento nazionale CdB abbiamo aderito.
Nella sezione "Spunti di spiritualità" sono riportati due documenti proposti dalle comunità cristiane di base italiane ("Solidarietà ai migranti" e "il no all'interferenza della Cei sul ddl Zan") e approvati al termine del seminario nazionale.
Riportiamo inoltre l'appello contro le armi nucleari proposto da alcune associazioni cattoliche italiane e a cui abbiamo aderito come movimento ("Armi nucleari: appello associazioni cattoliche").
Ricordiamo infine che, rispondendo alla convocazione di "Noi Siamo Chiesa", giovedì 6 maggio si sono incontrati in videoconferenza 14 gruppi di base per parlare del Sinodo dell'Italia. Anche le Cdb hanno partecipato con tre loro rappresentanti: vi terremo aggiornati su questo notiziario.
Francesco Giusti
RECENSIONI E SEGNALAZIONI
Adriano Prosperi, Un tempo senza storia. La distruzione del passato
Queste pagine sono, al medesimo tempo, un'apologia della storia, ma anche un allarme sulla perdita di memoria collettiva in questa Italia in cui il peso dell'oblio sembra più forte che altrove. Come ritrovare il ruolo della memoria e della storia?
A pagina 62 l'Autore si esprime in modo talmente lucido ed efficace che voglio riportare alcune righe:
"Quello che ci interessa qui è il rapporto che connette la memoria con la sua mancanza o con la sua deliberata cancellazione. L'oblio può essere la benefica nebbia che il tempo fa calare sui cattivi ricordi: ma può avere la forma del terribile malanno che nelle sue forme estreme trasforma l'essere umano in un tronco vivente, una presenza vegetale. E' tra questi due estremi che sembra destinata a fissarsi la condizione umana dei tempi nostri.
E davanti all'oblio che avvolge sempre più il passato prossimo nella memoria sociale si tende sempre più spesso a evocare l'Alzheimer, come se ne fosse l'aspetto culturale o la dimensione collettiva. Così l'ha definito di recente lo scrittore triestino Claudio Magris che ha giustamente sottolineato come l'ignoranza del passato si risolva nell'incapacità di affrontare con adeguate difese i problemi del presente. E il presente altro non è che l'inizio del futuro. Non per niente è proprio la dimensione del futuro quella che sembra assente nella prospettiva delle giovani generazioni."
Acquisire la dimensione storica è una delle difficoltà più ricorrenti dentro la cultura presentista con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno. Abbonda la cronaca, scarseggia la storia; abbonda la dogmatica, si ignora la storia dei dogmi.
Recensione a cura Franco Barbero
(In libreria per Einaudi edizioni, Torino 2021, pp. 122, € 12)
SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE
Le Comunità cristiane di base italiane, riunite in modalità online – causa pandemia – per il loro Seminario nazionale, si uniscono alle molte persone, di varia sensibilità politica e di vario orientamento spirituale, che hanno levato la loro voce sdegnata per il comportamento di quei Paesi mediterranei, Italia compresa, che pochi giorni fa hanno lasciato morire in mare centrotrenta persone, rifiutando di soccorrerle.
Questo comportamento, inumano e pilatesco, è non solo immorale ma, anche dal punto di visa del Diritto internazionale, gravissimo.
Esso disonora l'Europa che non può continuare a perpetuare una politica di scaricabarile per non affrontare davvero il problema dei migranti. Sappiamo bene che si tratta di una questione complessa, che non ha soluzioni semplici.
Proprio per questo, essa dovrebbe essere posta al primo posto dell'agenda dell'Unione europea, chiamata ad uno sforzo corale per avviarla a soluzione dignitosa e realistica.
O tutti insieme – Nord e Sud del mondo – troviamo una soluzione, o tutti insieme saremo travolti. Sarebbe un ben illusorio conto immaginare che l'Europa possa infine lasciare al loro destino quanti e quante fuggono da guerre, ingiustizie e oppressioni, ritenendo così di salvarsi dal naufragio. La nostra salvezza è la loro, e la loro, la nostra.
Comunità cristiane di base italiane, 2 maggio 2021
Il nostro no all'interferenza della CEI sul DDL Zan
Le Comunità cristiane di base italiane, riunite in modalità online – causa pandemia – per il loro Seminario nazionale, esprimono il loro turbamento e il loro dissenso per la presa di posizione della Presidenza della Conferenza episcopale italiana contro il ddl Zan.
Il comunicato della CEI ci indigna come cittadini, che vedono ancora una volta un'ingerenza dell'Episcopato italiano nell'approvazione di leggi di uno Stato laico, nei lavori del Parlamento, ora chiamato ad esprimersi sul ddl Zan, che prevede misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità. Ma ancor più il comunicato ci indigna come credenti.
La preoccupazione della CEI si concentra sul contrasto alla "violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere". Sarebbe questo in punto critico della legge, secondo la CEI: dove si parla di contrasto alla violenza che colpisce omosessuali e trans, perché favorirebbe "l'intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna" e "l'unicità della famiglia, costituita dall'unione dell'uomo e della donna".
Della sofferenza inflitta dalla Chiesa gerarchica nei secoli a omosessuali e trans non se ne parla: la Gerarchia non ha bisogno di fare nessuna autocritica, può invece mettersi in cattedra a spiegare e ribadire la dottrina.
Se ci sono persone che si innamorano di altre che hanno il loro stesso sesso, persone che non si identificano con il genere registrato alla nascita, che vivono una vita di solitudine, angoscia, derise, discriminate, vittime di violenza, a volte spinte al suicidio, la Chiesa è pronta ad accoglierle, purché non scombinino la dottrina.
Se questo significa per loro mutilarsi di una parte di sé, negare la propria identità, impedirsi di raggiungere la felicità con la persona che amano, pazienza, purché la dottrina sia salva! E per salvare la dottrina si arriva a contrastare una legge che vuole difenderle dalla discriminazione e dalla violenza.
Questo ci indigna profondamente come credenti e come seguaci di quel Gesù di Nazareth, che tra dottrina e persona umana ha sempre saputo da che parte mettersi e che ci ha chiesto di portare la sua Buona Novella agli scartati e alle scartate, non un messaggio che li inchioda all'infelicità.
Quanto alla difesa della famiglia tradizionale e del modello unico di famiglia, come può una coppia gay, che si ama e che si sente famiglia, costituire un problema per la famiglia tradizionale? La famiglia tradizionale va sì difesa, ma dalla crisi in atto, che nessuno vuole e di cui non è certo responsabile la comunità LGBT. È altro l'aiuto che serve da parte della Chiesa, non certo il contrasto ad una legge, come il ddl Zan, che della famiglia non si occupa affatto.
Esprimiamo, dunque, il nostro aperto dissenso, come cittadini e come cristiani, contro la posizione della CEI.
Naturalmente, sia nel Parlamento che nel Paese ogni persona può – in scienza e coscienza – valutare come meglio ritiene il ddl Zan. Le Cdb, da parte loro, invitano a sostenerlo, perché esso rappresenta uno strumento per la difesa delle persone LGBT e della loro dignità. Il documento della CEI, mentre accusa il ddl Zan di favorire l'"intolleranza", è di fatto, al di là delle parole formali di rispetto espresse verso le persone LGBT, esso stesso discriminatorio verso quella comunità.
Facciamo appello alla libertà di coscienza di tutti i cattolici perché, anche nelle parrocchie e nelle associazioni cattoliche, si levino parole chiare contro la presa di posizione dell'Episcopato, che non rappresenta il mondo cattolico nella sua interezza e complessità.
Comunità cristiane di base italiane, 2 maggio 2021
Percorso biennale di formazione biblico-teologica on line dell'ABSI (Assoc. Biblica della Svizzera Italiana)
Alla luce delle attività molteplici condotte dal 2003 ad oggi, sia a livello seminariale, convegnistico che a livello editoriale dall'Associazione Biblica della Svizzera Italiana (www.absi.ch - Canale YOUTUBE "Associazione Biblica della Svizzera Italiana"), formuliamo la seguente domanda: chi tra voi sarebbe seriamente interessato ad un ampio corso di formazione biblico-teologica essenzialmente online?
Tale corso sarebbe caratterizzato dalla centralità di Antico e Nuovo Testamento in un quadro di interdisciplinarietà con altre materie teologiche e di apertura interreligiosa ed interculturale. Chi fosse realmente interessato, scriva, entro il prossimo 5 maggio a: info@absi.ch indicando le proprie coordinate personali (nome e cognome, indirizzo elettronico e cartaceo, recapiti telefonici).
ll quadro di riferimento biblico-teologico e culturale di questo corso, sul quale stiamo raccogliendo adesioni iniziali per approfondirne articolazione e prospettive, rientra nelle direttrici espresse, a titolo di esempio illustrativo, nel volume Alle radici della comunità cristiana. Liturgia, catechesi, carità per vivere insieme, (San Lorenzo, Reggio Emilia, pp. 148), pubblicato, come è noto, nel novembre 2020. Ci muoveremmo secondo il respiro formativo che l'Associazione Biblica della Svizzera Italiana ha cercato di attuare in centinaia di iniziative dal 2003 ad oggi.
Attendiamo le possibili, auspicabili adesioni di chiunque sia interessato... Un cordialissimo saluto
Ernesto Borghi
Una pagina straordinariamente attuale
La domanda decisiva: si è disposti a interpretare i dogmi della propria chiesa (ogni chiesa ha i suoi!) alla luce della esegesi critica, e non viceversa? O si fa improvvisamente appello, ad esempio, ai «limiti» del metodo storico-critico quando si entra in conflitto con la dottrina ecclesiale stabilita (cattolica, ortodossa o protestante)?
Non si può ignorare che nella teologia evangelica - per quanto riguarda, ad esempio, il peccato originale, l'inferno e il diavolo, ma anche la cristologia e la Trinità - un biblicismo e un dogmatismo astorici e inclini al compromesso dominano il campo più di quanto il proclamato progressismo non voglia ammettere. Bultmann viene lodato, ma di fatto altrettanto ignorato quanto Harnack; si esalta la sua interpretazione esistenziale e si reprime la sua demitizzazione. Nella teologia cattolica, a sua volta, si ammette solo malvolentieri che determinate asserzioni del concilio di Trento, ad esempio sui sacramenti, o persino del Vaticano I, sull'infallibilità del papa e dei concili, non possono venire suffragate dal Nuovo Testamento e dalla storia della Chiesa antica. Per paura della risorta inquisizione romana (J. Ratzinger) si osa presentare, nel migliore dei casi, delle curiose pseudo- soluzioni (un'infallibilità «moderata» o «fallibile»); viviamo in una «Chiesa invernale», disse poco prima della sua morte lo stesso Karl Rahner.
Non di rado proprio là dove non si parte per principio, in dogmatica, dall'alto è dato osservare un tipico salto nel modo di procedere: un dogmatico cattolico o evangelico, equipaggiato esegeticamente, incomincia a salire, un passo dietro l'altro la montagna, arriva però poi a un punto in cui non sembra più possibile proseguire il cammino della conoscenza teologica, ma improvvisamente il nostro teologo si trova, come trasportato da un aereo, sulla «vetta» e di là parla del Dio trinitario e dei suoi «misteri» come se nel frattempo avesse, per così dire, visto il cielo dall'interno. In questo modo non si ignorano certo più i risultati della critica storica, ma li si trascura dal punto di vista speculativo, invece di accogliere la provocazione dell'esegesi e della storia dei dogmi e di modificare la propria teologia - anche in relazione ai ricordati grandi dogmi.
(tratto da Hans Kung, Teologia in cammino, Mondadori 1987, p. 219)
La liturgia di questo mese di maggio presenta le feste della Trinità e del Corpus Domini.
Piovono da ogni parte predicazioni e commenti, ma non vedo un biblista e un teologo che faccia seriamente la storia: come si è arrivati al dogma, se c'è un fondamento biblico, come è avvenuto il dibattito nei secoli, quale è il dibattito in corso nelle chiese oggi. Tutti fanno disegnini attorno al dogma… Se leggessero Kung, le sue opere dal 1965 ad oggi avrebbero una lezione di solidità straordinaria. Ben più avanti e in profondità dello stesso Spong.
Armi nucleari: appello associazioni cattoliche
Le Comunità cristiane di base italiane, riunite in modalità online – causa pandemia – per il loro Seminario nazionale, aderiscono all'appello congiunto di Acli, Azione Cattolica Italiana, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Movimento dei Focolari Italia e Pax Christi
L'Italia ratifichi il Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari
Il 22 gennaio 2021, al termine dei 90 giorni previsti dopo la 50esima ratifica, il "Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari" è diventato giuridicamente vincolante per tutti i Paesi che l'hanno firmato.
Questo Trattato, che era stato votato dall'Onu nel luglio 2017 da 122 Paesi, rende ora illegale, negli Stati che l'hanno sottoscritto, l'uso, lo sviluppo, i test, la produzione, la fabbricazione, l'acquisizione, il possesso, l'immagazzinamento, l'installazione o il dispiegamento di armi nucleari.
Il nostro Paese non ha né firmato il Trattato in occasione della sua adozione da parte delle Nazioni Unite, né l'ha successivamente ratificato. Tra i primi firmatari di questo Trattato vi è invece la Santa Sede.
In Italia, nelle basi di Aviano (Pordenone) e di Ghedi (Brescia), sono presenti ordigni nucleari (B61), una quarantina circa. E nella base di Ghedi si stanno ampliando le strutture per poter ospitare i nuovi cacciabombardieri F35, ognuno dal costo di almeno 155 milioni di euro, in grado di trasportare nuovi ordigni atomici ancora più potenti (B61-12).
Il nostro Paese si è impegnato ad acquistare 90 cacciabombardieri F35 per una spesa complessiva di oltre 14 miliardi di euro, cui vanno aggiunti i costi di manutenzione e quelli relativi alla loro operatività.
Le armi nucleari sono armi di distruzione di massa, dunque, in quanto tali, eticamente inaccettabili, come ci ha ricordato anche papa Francesco in occasione della sua visita in Giappone domenica 24 novembre 2019, a Hiroshima:
«Con convinzione desidero ribadire che l'uso dell'energia atomica per fini di guerra è, oggi più che mai, un crimine, non solo contro l'uomo e la sua dignità, ma contro ogni possibilità di futuro nella nostra casa comune. L'uso dell'energia atomica per fini di guerra è immorale, come allo stesso modo è immorale il possesso delle armi atomiche, come ho già detto due anni fa. Saremo giudicati per questo. Le nuove generazioni si alzeranno come giudici della nostra disfatta se abbiamo parlato di pace ma non l'abbiamo realizzata con le nostre azioni tra i popoli della terra».
Il 22 gennaio 2021 autorevoli esponenti della Chiesa cattolica di tutto il mondo, tra i quali il cardinal Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, e mons. Giovanni Ricchiuti, arcivescovo della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e presidente di Pax Christi Italia, hanno sottoscritto a loro volta un appello in cui «esortano i governi a firmare e ratificare il Trattato delle Nazioni Unite sulla proibizione delle armi nucleari», sostenendo in questo «la leadership che papa Francesco sta esercitando a favore del disarmo nucleare». Altri vescovi italiani si sono espressi pubblicamente in questa direzione e anche numerose sedi locali delle nostre associazioni e dei nostri movimenti.
A tutti questi appelli, unendoci convintamente alla Campagna nazionale "Italia ripensaci", che ha registrato una vasta e forte mobilitazione su questo argomento, aggiungiamo ora il nostro e chiediamo a voce alta al Governo e al Parlamento che il nostro Paese ratifichi il Trattato Onu di Proibizione delle Armi Nucleari.
La pace non può essere raggiunta attraverso la minaccia dell'annientamento totale, bensì attraverso il dialogo e la cooperazione internazionale.
«La pandemia è ancora in pieno corso; la crisi sociale ed economica è molto pesante, specialmente per i più poveri; malgrado questo – ed è scandaloso – non cessano i conflitti armati e si rafforzano gli arsenali militari. E questo è lo scandalo di oggi» (Papa Francesco, messaggio Urbi et Orbi 4 aprile 2021, giorno di Pasqua).
E' per paura (preghiera)
È per paura di essere criticati ed emarginati che rinunciamo ad essere profeti.
È per paura di perdere consenso che mettiamo da parte la coscienza critica.
È per paura di affrontare gli oppressori che permettiamo ai potenti di chiudere la bocca agli
esclusi.
È per paura di essere perseguiti che non denunciamo le ingiustizie e i corrotti.
È per paura di creare polemica che lasciamo un fratello sotto attacchi ingiusti.
È per paura di perdere le nostre sicurezze e privilegi di oggi che non rischiamo il nuovo che viene dalla lotta e dall'impegno, per un mondo differente e giusto.
Carlos Alberto Libanio Christo, domenicano
Anno nuovo… vita nuova?
Per anni sono stato un nevrotico. Ero ansioso, depresso ed egoista. E tutti continuavano a dirmi di cambiare. Ciò che mi faceva più male era che anche il mio migliore amico continuava a dirmi quanto fossi nevrotico. Anche lui continuava a insistere che cambiassi. E io ero d'accordo anche con lui, e non riuscivo ad avercela con lui. E mi sentivo così impotente e intrappolato.
Poi, un giorno, mi disse: "Non cambiare. Rimani come sei. Non importa se cambi o no. Io ti amo così come sei; non posso fare a meno di amarti". Quelle parole suonarono come una musica per le mie orecchie: "Non cambiare. Non cambiare. Non cambiare... Ti amo". E mi rilassai. E mi sentii vivo. E, oh meraviglia delle meraviglie, cambiai! Ora so che non potevo cambiare davvero finché non avessi trovato qualcuno che mi avrebbe amato, che fossi cambiato o meno.
Anthony De Mello, "Il canto degli uccelli" (da "Qualevita", n.190)
DALLA NOSTRA COMUNITA'
- Saremo migliori dopo la pandemia? Credo che la domanda sia molto diffusa da tempo. Ma non per tutti e tutte la domanda ha lo stesso significato. Per molti tutto sarà "meglio" se ritorniamo alla normalità.
- Esiste un "culto della normalità" estremamente ambiguo. In questa normalità vengono accettate come irremovibili, scontate, insuperabili le crescenti disuguaglianze, l'abbandono delle persone più vulnerabili e tutte le leggi del dio mercato e delle industrie delle armi.
- Esiste la normalità del girare la testa dall'altra parte di fronte al migrante, allo straniero, al "diverso" da noi.
- In questo senso io mi sento e mi propongo, come cittadino e come cristiano, di essere assolutamente una persona anormale. La fede vissuta diventa un percorso di costruttiva dissociazione dalle logiche imprigionanti e disumanizzanti che governano il mondo delle multinazionali e delle armi.
- In nome di una fede nel Dio della Liberazione, di cui Gesù è stato per noi un testimone fedele, ritengo che il più grande peccato sia l'indifferenza.
- Spero, invece, che questo periodo di isolamento fisico abbia attivato in molte persone una nuova visione della realtà in cui, riconosciuta la comune fragilità, diventiamo più responsabili gli uni degli altri, più capaci di amare e di condividere.
- Il cammino comunitario, il confronto con il messaggio delle Scritture e l'aiuto reciproco costituiscono per me e per molti fratelli e sorelle una risorsa straordinaria per resistere alla tentazione di appiattirsi nell'egoismo e nell'indifferenza.
- Da solo, da sola nessuno e nessuna di noi può ogni giorno aprire il cuore e convertire la propria vita alle proposte del Vangelo. Insieme è possibile ed è addirittura tanto impegnativo quanto affascinante.
Franco Barbero
Il nostro notiziario
Grazie alla spedizione via e-mail abbiamo ridotto il numero di copie cartacee del notiziario. Per ricevere il notiziario via e-mail contattare Francesco (320-0842573).
- Franca Avaro: 339-8426075
- don Franco Barbero: 0121-72857; e-mail: donfrancobarbero24@gmail.com
- Fiorentina Charrier: 339-4018699; e-mail: francoefiore3@gmail.com
- Ada Dovio: 340-4738130
- Francesco Giusti: 320-0842573; e-mail: fragiu0168@gmail.com
- Franca Gonella: 338-5622991; e-mail: francagonella49@gmail.com
- Ines Rosso: 339-8310247
