Licenziamenti Embraco, la politica si sfila
Mariachiara Giacosa
La Repubblica 3/5
Sono
arrivate le lettere di licenziamento per gli operai dell'ex Embraco.
Portano la data del 30 aprile e sono firmate dal curatore fallimentare
Maurizio Gili: il licenziamento, è scritto, sarà valido dal 22 luglio,
data oltre la quale non è stato possibile ottenere una proroga e "vista
l'impossibilità di ricorrere a misure alternative.
Non
si tratta di un fulmine a ciel sereno, per i 400 operai dell'ex Embraco
di Riva di Chieri che ancora sabato, Primo Maggio, sono scesi in piazza
per chiedere al governo di affrontare la loro situazione ormai
drammatica. E' infatti al palo il progetto Italcomp, che dovrebbe
rilanciare lo stabilimento piemontese insieme a quello di Acc a Mel, nel
Bellunese: manca il sostegno delle banche e il socio privato in grado
di far decollare l'operazione.
E
nonostante le promesse del ministero del Lavoro, per il momento, non si è
nemmeno concretizzata per gli operai la possibilità di usufruire della
cassa Covid, che consentirebbe di posticipare i licenziamenti di qualche
mese, in attesa che i contorni di Italcomp diventino più preciso.
Ancora venerdì sindacati e Regione Piemonte avevano lanciato l'ennesimo
appello annunciando due emendamenti da presentare in Parlamento per
consentire ai lavoratori di Embraco di accedere a ulteriori
ammortizzatori sociali. Al momento però, nulla si è mosso, e le lettere
di licenziamento in arrivo in queste ore gettano ancora più nello
sconforto gli operai che da oltre tre anni aspettano una soluzione che
non arriva.