Il Dio bastardo dei padroni
"Che Dio bastardo si sono creati quei perfidi padroni a
loro
immagine e a propria somiglianza! un Dio cinico e pigro che nasconde
il suo volto per starsene tranquillo, in
pace,
fuori dal mondo.
No,
il mio è un Dio che sente e soffre, un Dio che col
ribelle
galileo fa visita ai tuguri più immondi, un Dio che
prende
alloggio nelle tendopoli dei profughi.
É
il Dio che rischia il naufragio sui barconi sconnessi e
traballanti
in mezzo al mare, è il Dio dei vinti che annega
con
le loro speranze mal riposte.
«Beati
voi, che non avete neanche il fiato per fare un altro
passo...
beati voi miti, voi che cercate solo la pace, beati voi
puri
che non avete mai mentito, voi onesti che non avete
mai
rubato...»
Ma
è mai possibile che i prepotenti non si rendano conto
che
il loro è un finto Dio? che è un idolo fasullo, un feticcio
comodo
e vile che mai potrà salvarli?
Un
vero Dio, amici e nemici, chiede conto alle coscienze
e
non ai portafogli; non si lascia abbindolare da incensi e rituali;
non si accontenta per i suoi figli prediletti degli avanzi
dei
banchetti dei ricchi".
Gilberto Squizzato, Sussurri e grida, Gabrielli Editori, pag. 40.
Di questo libro sto preparando una breve presentazione.
F. B.