giovedì 26 agosto 2021

SUPERARE LA EMARGINAZIONE DELLE DONNE

 Fare teologia alla “luce del popolo”

"Oggi le donne soffrono sempre più a causa di innumerevoli forme di violenza, fino alla morte-e quasi sempre si tratta di reati ignorati dallo Stato.

Si può sostenere che la condizione di spossessamento sia la condizione delle donne in due terzi del mondo e questo, secondo Judith Butler, è proprio ciò che accade quando le popolazioni perdono la loro terra, la loro cittadinanza, i loro mezzi di sussistenza e si ritrovano esposte alla violenza militare e giuridica. Invero l'uccisione sistematica delle donne è l'uccisione degli innocenti e non l'uccisione di nemici. L'uccisione degli innocenti è al servizio della spinta a controllare mediante la paura, ovvero a terrorizzare la popolazione creando un'immaginazione pubblica segnata dalla paura. Come sta rispondendo la teologia questa crescente tragedia di genere? 

Se la teologia fallisce nel volgersi verso questa popolazione vulnerabile come categoria privilegiata fra le persone che vengono presunte nel teologizzare, allora la teologia fallisce nel suo sforzo per far progredire il regno di Dio. Vale la pena ripetere l'avvertimento di Althaus Reid: così come sistemi politici ed economici sfruttano le persone, la teologia fa lo stesso. E’ facile…: La teologia ha letteralmente buttato fuori le persone sui marciapiedi della Chiesa per secoli. Naturalmente si trattava di poveri. Le donne in teologia sono la rappresentazione ontologica androcentrica della povertà: povertà di ragione; povertà di spiritualità; povertà di indipendenza; povertà di rappresentazione di genere divina.la teologia sistematica ha fatto altresì di me, di mia madre e delle mie nonne delle senzatetto.

Nei prossimi decenni i/le teologi/teologhe dovranno dedicarsi a queste sfide, se vorranno rimanere fedeli alla loro intuizione pionieristica, ovvero fare teologia come se i popoli poveri e oppressi avessero importanza".

Nancy Pineda, Concilium 3/2018 Queriniana