Profughi accolti e profughi respinti
Vincenzo Oliveri, Loreto (Ancona)
Polonia e Ungheria aprono le porte ai profughi ucraini, che a decine di migliaia fuggono dai territori della guerra. Un atteggiamento totalmente diverso rispetto a quello usato per altri profughi, quelli provenienti dal medio oriente che per mesi hanno affollato la frontiera tra Bielorussia e Polonia con il desiderio di raggiungere l'Europa libera e che invece sono stati respinti in maniera dura, tutt'altro che nel segno della solidarietà umanitaria. Così come sta avvenendo per altri paesi dell'est, quelli con i confini affollati di disperati che tentano il tristemente famoso "game" per toccare l'Europa, ma che vengono rimpallati da un territorio all'altro, cancellando ogni loro speranza e destinandoli a improvvisati campi profughi, privi di qualsiasi assistenza e aiuto.
Contemporaneamente c'è chi, forse in preda a un soprassalto di demagogia d'altri tempi, reclama sanzioni per "strangolare la Russia", dimenticando che oltre Putin, che comunque finirà per trovare una sua via d'uscita (vedi il caso del presidente dell'Afghanistan all'arrivo dei talebani), esiste un popolo russo che ha diritti uguali a quelli del resto d'Europa, del resto del mondo. A meno che anche questa richiesta non faccia parte di quel catalogo delle "guerre asimmetriche" di cui l'opinione pubblica quasi sempre non ha consapevolezza, ma che piacciono tanto ai circuiti internazionali attenti a passare per buoni.
Domani 2 marzo