I vescovi fiamminghi approvano la benedizione delle coppie omosex
Il Manifesto 21/9
Luca Kocci
Luca Kocci
I vescovi cattolici fiamminghi del Belgio hanno approvato un rito per la benedizione delle coppie omosessuali.
È un atto che si contrappone a
quanto previsto dalla dottrina cattolica e che l’anno scorso era stato
ribadito dalla stessa Congregazione per la dottrina della fede, l’ex
Sant’Uffizio.
Dalla Santa sede, che non è stata consultata
preventivamente, per ora non ci sono reazioni. Arriveranno presto, tanto
più che la prossima settimana i vescovi belgi sono attesi in Vaticano
per la già programmata visita ad limina, prevista ogni cinque anni.
Durante gli incontri pastorali, spesso le coppie omosessuali chiedono «un momento di preghiera perché Dio benedica e perpetui il loro impegno di amore e fedeltà», spiegano i vescovi fiamminghi.
Durante gli incontri pastorali, spesso le coppie omosessuali chiedono «un momento di preghiera perché Dio benedica e perpetui il loro impegno di amore e fedeltà», spiegano i vescovi fiamminghi.
La nostra decisione,
quindi, contribuirà alla costruzione di «una Chiesa ospitale che non
esclude nessuno» e che «presta attenzione alla situazione delle persone
omosessuali e dei loro famigliari».
Anche se, puntualizzano i vescovi,
«resta chiara la differenza con ciò che la Chiesa intende per matrimonio
sacramentale», ovvero un’unione indissolubile tra un uomo e una donna.
Il rito, elaborato all’interno del coordinamento “Omosessualità e fede” e approvato dai vescovi fiamminghi, prevede una preghiera, alcune letture bibliche e la benedizione della coppia, i cui componenti dichiarano davanti a Dio di «esserci l’uno per l’altro in ogni circostanza della vita» e chiedono «la forza di essere reciprocamente fedeli».
Chi decide di restare solo, spiegano i vescovi, merita «il nostro apprezzamento e sostegno».
Il rito, elaborato all’interno del coordinamento “Omosessualità e fede” e approvato dai vescovi fiamminghi, prevede una preghiera, alcune letture bibliche e la benedizione della coppia, i cui componenti dichiarano davanti a Dio di «esserci l’uno per l’altro in ogni circostanza della vita» e chiedono «la forza di essere reciprocamente fedeli».
Chi decide di restare solo, spiegano i vescovi, merita «il nostro apprezzamento e sostegno».
Altri però scelgono di «vivere in coppia, in
un’unione duratura e fedele con un partner», e anche questa relazione
«può essere fonte di pace e felicità condivisa». «Si tratta di un
messaggio positivo», dichiara alla Reuters il portavoce dei vescovi,
Geert De Kerpel, aggiungendo che non c’è nessuna intenzione di sfidare
il Vaticano e che anzi il rito è in linea con gli appelli di papa
Francesco per una Chiesa più inclusiva.
Resta che la dottrina cattolica non ammette le coppie omosessuali.
Resta che la dottrina cattolica non ammette le coppie omosessuali.
Il catechismo ribadisce che
le singole persone omosessuali vanno accolte con «rispetto, compassione
e delicatezza», ma l’inclinazione omosessuale è «oggettivamente
disordinata» e gli atti omosessuali «in nessun caso possono essere
approvati».
E a marzo dello scorso anno (vedi il manifesto 16 marzo
2021), la Congregazione per la dottrina della fede, al dubium se «la
Chiesa disponesse del potere di impartire la benedizione a unioni di
persone dello stesso sesso», rispose chiaramente «no», spiegando che
«quando si invoca una benedizione su alcune relazioni umane», occorre
«che ciò che viene benedetto sia oggettivamente e positivamente ordinato
a ricevere e ad esprimere la grazia, in funzione dei disegni di Dio
iscritti nella Creazione». E le coppie omosessuali non lo sono.
Le prossime mosse saranno importanti: quale sarà la reazione del Vaticano e se i vescovi fiamminghi, di fronte a una probabile “scomunica”, faranno marcia indietro oppure confermeranno la propria decisione. Che potrebbe essere imitata da altre conferenze episcopali – a cominciare da quella tedesca, dove se ne discute da tempo – e provocare un “effetto valanga".
Le prossime mosse saranno importanti: quale sarà la reazione del Vaticano e se i vescovi fiamminghi, di fronte a una probabile “scomunica”, faranno marcia indietro oppure confermeranno la propria decisione. Che potrebbe essere imitata da altre conferenze episcopali – a cominciare da quella tedesca, dove se ne discute da tempo – e provocare un “effetto valanga".