mercoledì 30 agosto 2023

IL PERCORSO DOGMATICO DELLA MARIOLOGIA

 

Benedetto XVI, nell'Udienza Generale del 2 gennaio 2008, disse: "Dopo ampia discussione, nel Concilio di Efeso del 431... venne solennemente confermata, da una parte, l'unità delle due nature, quella divina e quella umana, nella persona del Figlio di Dio (cfr DS, n. 250) e, dall'altra, la legittimità dell'attribuzione alla Vergine del titolo di Theotokos, Madre di Dio (ibid., n. 251).

Dopo questo Concilio si registra una vera esplosione di devozione mariana e furono costruite numerose chiese dedicate alla Madre di Dio". Non possiamo fare a meno di domandarci: "Come mai Gesù non fece sì che questa devozione cominciasse da subito? Perché insegnò ai discepoli a pregare il Padre nostro e non anche la Madre nostra? Come mai dai discorsi di Gesù non trapela assolutamente la posizione eccelsa di Maria, "Madre di Dio"? Eppure l'occasione ci sarebbe stata.

Nel Vangelo, Gesù tratta la madre persino con un certo distacco, quasi a non volerla coinvolgere nella sua missione, unica e irripetibile. Quando la madre nell'episodio della Nozze di Cana, essendo lei incapace di provvedere ai bisogni dei commensali, si rivolge a Gesù, lui risponde: "Che vuoi da me, o donna?" (Gv 2,4). Quando dicono a Gesù: "Ecco: tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e chiedono di parlarti" (Mt 12, 48), egli risponde: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?...

Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi mi è fratello, sorella e madre" (Mt 12,49 -50). E dire che proprio la madre aveva fatto la volontà del Padre, ma lui non dà agli apostoli l'impressione che si tratti di persona eccezionale. È una mamma, nient'altro che una mamma.

A tal punto una semplice mamma da non capire neppure ciò che il figlio dodicenne diceva: "Figlio, perché hai fatto questo? Ecco, tuo padre ed io, addolorati, ti cercavamo!". Ma egli rispose loro:

"Perché mi cercavate? Non sapevate che io mi devo occupare di quanto riguarda il Padre mio?".

Essi però non compresero ciò che aveva detto loro" (Lc 3,48 - 50). Gesù parla di sé, parla del Padre, mai della madre: "Chi ha visto me, ha visto il Padre. Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me" (cf Gv 14). In Giovanni (solo in Giovanni) Gesù, sulla croce, ha un pensiero per la madre straziata dal dolore: "Gesù, dunque, visti la madre e presso di lei il discepolo che amava, dice alla madre: "Donna, ecco tuo figlio!". Quindi dice al discepolo: "Ecco tua madre!". E da quell'ora il discepolo la prese in casa sua". (Gv 19, 26-

27). E da quell'ora, per parecchio tempo, nessuno diede grande importanza a Maria.

Renato Pierri

 

Nota personale

È ovvio che la "devozione mariana" è una superstizione creata e dogmatizzata dalla gerarchia. Fino a Medjugorje e altre più recenti. Ci portiamo dietro una dogmatica vergognosa che coinvolge molti/e cristiani in buona fede e mente rispetto al dato storico. Non si tratta di sbarazzarsi di Maria, della sua fede. Si tratta di pregare solo Dio come faceva Gesù. Rosario, santuari e apparizioni sono un fardello religioso che non ha nulla in comune con la fede adulta.

 

                                                        Franco Barbero, 19 agosto