mercoledì 7 febbraio 2024

Comunità cristiana di base di via Città di Gap, Pinerolo

NOTIZIARIO DELLA CASA DELL'ASCOLTO E DELLA PREGHIERA

N° 109 febbraio '24

Qui con un "clic" puoi sfogliare l'intero notiziario

https://www.sfogliami.it/fl/289861/rxh3gecxmzc5ke8qu2bx1xem3hktudv




In evidenza:

     INCONTRI COMUNITA' IN SEDE E SU MEET

- 2, 9, 16, 23/2 + 1/3 h17: gr. bib. in sede

- 6, 13, 20 e 27/2 h18: gr. bibl. on line

- 11/2 h10: eucarestia on line 

- 18/2 h10: eucarestia in sede e on line

- 22/2 h18: momento di preghiera on line 

- 25/2 h10: eucarestia on line + assemblea 

     RECENSIONI E SEGNALAZIONI

- F. Barbero, Il Giubileo di ogni giorno

- F. Colagrande, Le favolose avventure…

     SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE

- Mia cara chiesa 

- Il discorso della montagna del dialogo...

- Nella chiesa gerarchica si fanno… 

    DALLA NOSTRA COMUNITA'

- Questa comunità

APPUNTAMENTI COMUNITA' IN SEDE (v.Città di Gap) E SU MEET

NB: invitiamo tutte/i a partecipare ai tre consueti incontri comunitari settimanali:

- Gruppi biblici: il martedì dalle h18 solo on line (colleg. dalle h17:45 meet.google.com/qpe-wfjz-cdp) e il venerdì dalle h17 solo in presenza, presso la sede di via Città di Gap n.13, a Pinerolo.

- Eucarestie: tutte le domeniche, esclusa la prima del mese; on line la seconda e la quarta alle h10 (link dalle 9:45 meet.google.com/vpu-vkkh-wfm); in presenza e on line la terza alle 10 (solito link).

     VENERDI' 2 FEBBRAIO h17 – Gr. biblico in presenza: I Corinzi, cc.9-10.

     MARTEDI' 6 h 18 e VENERDI' 9 FEBBRAIO h 17 – Gruppi biblici: I Corinzi, cc.11-12.

     DOMENICA 11 FEBBRAIO h10 – Eucarestia solo on line (prepara Manuela B.).

     MARTEDI' 13 h 18 e VENERDI' 16 FEBBRAIO h 17 – Gruppi biblici: I Corinzi, cc.13-14.

     DOMENICA 18 FEBBRAIO h10 – Eucarestia in presenza (presso la sede di via Città di Gap, 13 a Pinerolo) e on line (collegamento a partire dalle ore 9:45): prepara Sergio Sp.

     MARTEDI' 20 h 18 e VENERDI' 23 FEBBRAIO h17 – Gruppi biblici: I Corinzi, cc.15-16.

     GIOVEDI' 22 FEBBRAIO h18 – Incontro di preghiera (prepara Maria Grazia B.).

     DOMENICA 25 FEBBRAIO h10-10:45 – Eucarestia breve on line (prepara Walter P.).

     DOMENICA 25 FEBBRAIO h10:45/11:30 – Assemblea di comunità on line

     MARTEDI' 27 FEBBRAIO h18 e VENERDI' 1 MARZO h17 – Gr. biblici: II Corinzi, cc.1-2.

NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI

Corso biblico di Torino

L'incontro mensile del corso si svolgerà venerdì 16 febbraio dalle ore 16:45 alle ore 18:30, presso il saloncino della libreria Claudiana (a Torino, in via Principe Tommaso, 1). Si proseguirà la lettura del libro degli Atti. Per informazioni contattare Anna Campora (3487136965) e/o Maria Zuanon (3497206529).

Gruppo amicizia islamo-cristiana

In occasione dell'annuale Giornata mondiale della fratellanza umana, venerdì 9 febbraio alle 17:30, a Pinerolo nei locali della Biblioteca Alliaudi (via C. Battisti, 11), il Gruppo per l'Amicizia islamo - cristiana organizza un incontro dal titolo "Pluralismo religioso ed orientamento giuridico. Punti di forza e punti di debolezza".

Il tema sarà trattato dal punto di vista giuridico dal prof. Roberto Mazzola (Università del Piemonte orientale), dal punto di vista politico dall'avv. Alberto Avetta (membro del Consiglio regionale piemontese) e dal punto di vista religioso dal Pastore Giuseppe Ficara (Chiesa valdese di Pinerolo).

RECENSIONI E SEGNALAZIONI

Franco Barbero, Il Giubileo di ogni giorno. Conversazioni su Giubileo e dintorni

Esiste un Giubileo che è ancora sempre da realizzare compiutamente. Infatti il "sogno di Dio" è solo sempre parzialmente realizzato quando, come succede spesso oggi, esso non è addirittura contraddetto o negato.

Ma questo particolare Giubileo, ridotto essenzialmente a mercato del tempo e immagine spettacolare, è un vero diversivo e una sostanziale negazione del Giubileo Biblico (..) Le pagine diventano pungenti là dove sui temi delle indulgenze, del purgatorio, del suffragio, del diavolo, dei divorziati /e, degli omosessuali, delle seconde nozze... l'Autore documenta la possibilità di operare delle "svolte" che sono richieste da tempo da una consistente parte del popolo cattolico e sono perfettamente  ispirate  al messaggio delle Scritture. (...) Si avverte in queste dense pagine la lunga e costruttiva esperienza della comunità cristiana di base di Pinerolo in cui è stato costante lo sforzo di nutrire il cammino di fede dentro una ricerca biblica che non si limitasse alla dimensione critica dell'arsenale dogmatico cattolico.

Nell'ultima parte (...) Franco Barbero affronta uno degli argomenti sui quali spesso ha riflettuto in questi anni, cioè il dialogo e la collaborazione tra le religioni del mondo.

(Associazione Viottoli, Pinerolo 1999, pp.126)

Fabio Colagrande, Le favolose avventure di Sinodino

Sinodo, una parola che spesso troviamo sulla bocca di preti, vescovi, una parola che viene dal greco "camminare insieme". Papa Francesco ha richiamato tutti ad un grande cammino di riflessione, ascolto, racconto e sogno per il futuro che durerà alcuni anni e punta al rinnovamento del modo di essere Chiesa

Ma il Sinodo è l'eterno desaparecidos e se c'è dorme all'interno delle nostre comunità. In una recente prefazione al nuovo libro di Padre Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica, il papa scrive: "In questo tempo di crisi dell'ordine mondiale, di guerra a grandi polarizzazioni, di paradigmi rigidi, di gravi sfide a livello climatico ed economico, abbiamo bisogno della genialità di un linguaggio nuovo, di storie e immagini potenti, di scrittori, poeti, artisti capaci di gridare al mondo il messaggio evangelico, di farci vedere Gesù".

Ed è su questa linea che è uscito una accattivante e divertente libro, che non vuol dire non serio, come diceva Chesterton, che come dice il direttore dell'osservatorio Romano, Andrea Monda, nella prefazione "entra nel processo sinodale con tutte e due le gambe, anzi, a gamba tesa perché si rende conto che neanche è partito e già si è trovato il modo, fuori e dentro, la Chiesa di spegnerlo, di addormentarlo.

In venti scene teatrali, l'autore Fabio Colagrande, ci fa entrare attraverso un personaggio Sinodino, nel mondo della Chiesa, per ridare slancio, svegliare e svecchiare dal clericalismo, dal chiacchiericcio e dall'ipocrisia.

Un testo divertente che fa riflettere e dare voce e spazio al popolo di Dio con un linguaggio nuovo e in un certo modo geniale.

Per questo bisogna dire un grazie all'autore che ci fa prendere coscienza che "questa del sinodo è l'ultima chiamata per una Chiesa che, soprattutto in Occidente ha perso la presa sulla realtà, Il mordente, la capacità attrattiva. Che però è un aspetto cruciale, perché, come ripete spesso Papa Francesco, citando il suo predecessore, "la chiesa non procede per proselitismo ma per attrazione".

(Ancora Editrice, Milano 2023, pp.154, €16)

SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE (dal blog di F. Barbero)

Mia cara chiesa

Cara mia chiesa, voglio dirti che ti amo tanto. Benedico ogni giorno Dio di avermi chiamato alla fede e spesso anche di avermi collocato in questa chiesa. In te ho conosciuto tantissime donne e molti uomini pieni di fede. Da loro poi ricevuto un sacco di bene e forti testimonianze. In questa chiesa ho ricevuto il dono meraviglioso del ministero che, dopo ben 62 anni, mi ha più appassiona come il primo giorno. In te ho incontrato la Scritture e me ne sono innamorato... senza, in verità che la cosa ti facesse tanto piacere. Anzi…

Ma, come ogni amore sano e adulto, la relazione con te è sempre stata un amore difficile, profondo e sincero ma contrastato. So che questa esperienza è comune a milioni di donne e uomini. Ora voglio parlarti a cuore aperto. Ho l'impressione - anzi, molto di più, la constatazione - che col passare dei secoli tu ti sei progettata e strutturata come la torre di Babele: "Faremo una torre alta fino al cielo… Così diventeremo famosi e non saremo dispersi nel mondo" (Genesi 11).

Hai imboccato cara mia chiesa, una direzione pericolosa in cui prevale l'interesse a rendere la torre sempre più alta, a tenerla insieme solida e compatta, a sorvegliare tutto e tutti dall'alto, a cingerla di mura, a chiudere le finestre e sbarrare le porte. Ma, a guardarla troppo dall'alto, la realtà appare diversa. Non arrivano più alla sommità le voci calde e commosse delle donne e degli uomini, non si sentono più Il rumore dei loro passi, il chiasso delle strade, le canzoni d'amore, le grida di dolore e i palpiti dei cuori. Di lassù si perde il più e il meglio della vita. Là ci si occupa della stabilità della torre, di illuminarla, di rafforzare e ringiovanire le sue pareti, di renderla sempre più grande, alta, visibile, stupefacente. Si pretende di farne l'arca della salvezza, il luogo della verità, il trono di Dio e anziché a Dio hai cominciato a pensare al potere...

Mia cara chiesa: il mito di Babele nasce bene e finisce male. Vedo per te questo sogno di Dio: non una torre che si innalza ma uomini e donne sparsi nel mondo a parlare e testimoniare il Tuo amore. L'isolamento più pericoloso è quello che noi cristiani possiamo costruirci da soli quando, malati di narcisismo, vogliamo ad ogni costo difendere il nostro vecchio palazzo, il nostro vetusto castello e non sappiamo vedere il paesaggio più spazioso che Dio ha costruito e sta costruendo per le sue creature. Quando si ha una cura ossessiva del palazzo, le persone reali passano in secondo ordine... fino a scomparire. Resta solo il palazzo e chi gli gira intorno riverente ed ossequioso. Per questo motivo che anche questo Giubileo del 2000 temo ti esponga alla tentazione di ubriacarti di te.  Le tue gerarchie sono prese dall'enfasi, sono sbronze di gloria, fanno sfoggio di potenza e ricevono l'omaggio e i finanziamenti dei grandi di questo mondo.

Mia cara chiesa, quanto saresti più bella, più viva se, anziché piangere per ogni pezzo della torre che si rompe e difendere coi denti ogni mattone dogmatico, tu sapessi vedere il Dio della vita che apre spazi più ampi e demolisce le torri in cui ci imprigioniamo, per orientarci verso case più umane ed abitabili. Accogli il plurale voluto da Dio, l'arcobaleno delle lingue, delle pelli, delle razze delle religioni delle teologie lasciati smantellare la Torre, lasciati aprire gli occhi come fu per Agar…

Mia cara chiesa, ricordi Abramo?

Vattene, emigra, esci dal "paese" conosciuto dalla tua cultura, dalla "patria" delle tue sicurezze e delle tue potenti alleanze, dalla "casa" e dal castello delle tue tradizioni che rischiano di annullare soffocare la parola di Dio.  E non fare come il faraone che si buttò nell'inseguimento per acciuffare quelli che cercavano le sponde della Libertà. Ormai non ti chiediamo più il permesso di partire quando intravediamo nuovi orizzonti, nuovi cammini al di là dei recenti ecclesiastici.

Vattene, staccati dall'illusione di essere il centro del mondo; staccati dalle illusioni che i tuoi dogmi siano la fotografia della verità, dalla presunzione di possedere sempre l'ultima parola su ogni questione. Abbiamo imparato a distinguere accuratamente tra le parole umane che passano e la parola di Dio che resta.

Vattene dalle menzogne che continui a raccontare secondo le quali Gesù avrebbe vietato il ministero alle donne, prendi congedo dall'altra solenne menzogna per cui ministero e celibato sarebbero inseparabilmente congiunti dalla volontà di Gesù; vattene dalle tue leggi disumane presentate come la volontà di Dio. Vattene dall'idolatria del diritto canonico, dalle leggi che tu hai codificato nei secoli; vattene dall'accerchiamento e dal cattivo uso delle tue tradizioni, luoghi di esperienze storicamente situate e non mummie da trasportare intangibili da un millennio all'altro.

Vattene dalla moda delle confessioni spettacolari di alcuni tuoi peccati del passato; vattene da questi pentimenti che non conducono a conversione e lasciano il fondato sospetto che si tratti di comportamenti diplomatici e di operazioni di facciata.

Vattene dall'ossessione sessuale, dalle tue sessuofobie... per cui continui a temere Il piacere, ad avere paura delle donne, a guardare con diffidenza e offendere con i linguaggi pelosi della comprensione omosessuali, lesbiche, separati e separate, Divorziati e divorziati e conviventi anziché benedire Dio che dona all'umanità mille forme d'amore e può far rifiorire questo amore là dove esso si era spento.

Vattene dalle miriadi di ambigue apparizioni mariane, dalle preziose teche della Sindone e dal sangue di San Gennaro, dai mille luoghi in cui si alimentano superstizione e Spirito idolatrico.

Vattene da una struttura di potere come il papato per riscoprire un Ministero che sia davvero servizio; vattene dal balbettio dei potenti in cui fai sempre la prima donna; vattene dalla prigionia dei tuoi comportamenti imperiali e abbraccia il sogno di Dio…

Vattene dall'occupazione di tutti i video del mondo; vattene dalla retorica pauperistica che ti dispensa dal diventare chiesa povera; vattene della mania di sentenziare E impara ad ascoltare.

Mia cara chiesa, vattene da questo Giubileo di troppe vane parole.  Hai organizzato, soprattutto con i finanziamenti dei potenti tanti pellegrinaggi, ma tu non sei più la chiesa pellegrina verso il regno perché sei troppo appesantita dei concordati, dal mercato del tempio, dalle tue sicurezze.  Il tuo tesoro terreno ti ha rapito il cuore e ha bloccato i molti tuoi passi.

Mia cara chiesa prendi la strada di Abramo e Dio camminerà davanti a te, Sarà il tuo compagno di viaggio.

Io non ho nulla da insegnarti, ma ho soltanto voluto dirti quale eco trovano nel mio cuore le parole bibliche rivolte ad Abramo, per la mia e la tua conversione. Penso, oggi più che mai, che il dialogo e la preghiera siano le grandi strade per la mia conversione…

Mia cara chiesa che cosa posso sperare per te? Che cosa posso augurarti di più fecondo e salutare del dono dello smarrimento? 

Quello sarà quello sarà il giorno in cui, libera dai lacci del potere dai tarli della presunzione, ti butterai tra le braccia di Dio unica salvezza, e li troveranno in te la loro casa gli esclusi e i poveri del mondo.

Franco Barbero (da "Il dono dello smarrimento", 2000)

Il discorso della montagna del dialogo interreligioso

Quando entri in un dialogo interreligioso, non pensare prima ciò che tu devi credere.

Quando tu dai testimonianza della tua fede non difendere te stesso o i tuoi interessi costituiti, per quanto ti possano apparire sacri. Fa come gli uccelli del cielo che cantano e volano e non difendono la loro musica e la loro bellezza.

Quando dialoghi con qualcuno, guarda il tuo interlocutore come un'esperienza rivelativa, come tu guarderesti - o ti piacerebbe guardare - i gigli del campo.

Quando intraprendi un dialogo intrareligioso cerca di rimuovere la trave dal tuo occhio, prima di rimuovere la pagliuzza dall'occhio del tuo vicino.

Beato te, quando non ti senti autosufficiente mentre sei in dialogo.

Beato te, quando credi all'altro perché tu credi in Me.

Beato te, quando affronti incomprensioni da parte della tua comunità o di altri a causa della tua fedeltà alla verità.

Beato te, quando non attenui le tue convinzioni e tuttavia non le presenti come assolute.

Guai a voi teologi e accademici quando trascurate ciò che gli altri dicono perché lo considerate imbarazzante o non sufficientemente "scientifico".
Guai a voi praticanti delle religioni, quando non ascoltate il grido dei piccoli.

Guai a voi autorità religiose, perché impedite il cambiamento e la (ri)conversione.

Guai a voi, gente religiosa, perché monopolizzate la religione e soffocate lo spirito che soffia dove vuole e come vuole…

Raimundo Pannikar (da "Il dialogo intrareligioso", ed. Cittadella)

Nella chiesa gerarchica si fanno trattamenti diversi

Nel mio libro "Una fede da reinventare" che 60 anni fa inviai alla Cittadella, mi fu negata la pubblicazione, (La Claudiana me lo pubblicò in una edizione molto curata) toccavo punti troppo delicati. Qualche volta nel dialogo ecclesiale si eccede dalle due parti come documentai nel mio libro a pagina 98 con estrema chiarezza.

Sant'Antonio da Padova nel 1895 fu punito, per aver usato un linguaggio "rovente" riferendosi a personaggi della chiesa istituzionale: "… Le vedette della chiesa sono tutte cieche, prive della luce della vita e della scienza; cani muti che hanno un ranuncolo diabolico nella bocca e per questo sono incapaci di latrare. Vendono fantasmi… Sono cani senza alcuna vergogna, perché la loro fronte si è mutata in fronte di prostituta… Il prelato servo del peccato, invaso dallo spirito di superbia; leone ruggente e orso affamato, così il principe sul popolo umile… ecc. (da una predica della domenica nona dopo pentecoste) ... Nonostante questa punizione Antonio da Padova fu poi fatto santo….

La chiesa ufficiale quando vuole, è estremamente tollerante. Non usò la stessa "misura" con chi espresse un pensiero diverso e violento come nel caso di don Bosco che scrisse: "Il papa è Dio in terra. Gesù ha posto il papa al di sopra dei profeti… del precursore… degli angeli. Gesù ha posto il papa sullo stesso piano di Dio" (Giovanni Bosco, Meditazioni Vol. 1, pp.89-90).

Non ci risulta che il magistero si sia pronunciato contro questa "approssimazione teologica"! Quando si dicono certe cose la tolleranza esiste.

Certo, nel caso di don Bosco con le sue farneticanti "verità" portava alla gerarchia una ventata di consensi…. molto utili alla chiesa ufficiale… Parlando con chiarezza teologica è evidente che sul piano storico e sul piano teologico qui don Bosco pronuncia alcune bestemmie una dopo l'altra, ma c'erano interessi economici che facevano comodo sia al Vaticano sia a don Bosco. Sono vicende ben documentate nel libro "Don Bosco e i Valdesi" (ed. Claudiana) dove non sai se ridere o piangere quando don Bosco entra in temi teologici. I suoi interessi erano di tutt'altro genere e le sue amicizie erano finalizzate a un genere tutto economico per realizzare il suo progetto che tanto bene e tanto male ha fatto a migliaia di giovani.

Franco Barbero 10/01/2024

Lettura autocritica

"La Bibbia ebraica è l'esempio supremo del più insolito dei fenomeni, una letteratura nazionale di autocritica. Altre civiltà antiche narrarono le loro vittorie. Gli israeliti narrarono i loro fallimenti. E' di questo che si parla nei libri mosaici e profetici".

da Jonathan Sacks, "Non nel nome di Dio", ed. Giuntina, p.65

Se la gerarchia avesse ascoltato

Dossier seminari, Gribaudi editore, pp.371 lire 2.200.

60 anni fa un gruppo di amici e teologi, in gran parte preti fecero riflessioni e proposte sulla vita interna ai seminari, sull'assenza dell'esperienza del lavoro, sul distacco totale dalla famiglia di origine. Bisognava in qualche modo passare da un cuore di carne ad un cuore di pietra. Il sistema era tutto autorità e obbedienza.

Esattamente alcuni argomenti e problemi di cui si discute ancora oggi. Totalmente assente il discorso uomo - donna, il discorso affettivo, sessuale. La condanna sistematica degli omosessuali e omo-transessuali, Don Vittorino Merinas ed io e altri teologi eravamo convinti della necessità di profonde riforme; una equipe fece proposte che non furono ascoltate.

Chi legge oggi dopo 60 anni queste proposte e riflessioni, si domanda come la chiesa tutta sarebbe cambiata se si fosse attuata una riforma vera e propria della struttura seminariale.

Non ho più modo di leggere l'intero volume, ma posso dirvi che la gerarchia non seppe ascoltare. Molte cose sono cambiate là dove persone lungimiranti crearono spazi esterni e di dialogo con altre realtà ecclesiali, e dando molto rilievo all'ascolto avvennero alcuni cambiamenti. Sono riflessioni oggi ovvie e lo erano per noi già 60 anni fa.

Se le gerarchie sapessero ascoltare le proposte!!!

Franco Barbero

Con fiducia

"E' tutto il popolo di Dio che deve svegliarsi dal sonno dell'ignoranza, dell'acquiescenza passiva tipico di epoche ormai tramontate: capire che ha il diritto, e prima ancora la responsabilità, di pensare con la propria testa e di diventare, all'interno e all'esterno delle comunità di fede, un modello di emancipazione, libertà e solidarietà planetaria. Libri come questi di padre Ortensio costituiscono gli irrinunciabili strumenti di tale esodo verso la Terra promessa all'intera umanità. Dopo la lettura proviamo ad incarnare il messaggio nella fatica delle lotte quotidiane"

Augusto Cavadi

Le vie di salvezza non solo la salvezza

Credo che non molleremo le inutili contese sulla salvezza finché non capiremo che le vie di salvezza sono tante, ma la Salvezza è Dio solo.

Gesù non è la salvezza, è il profeta che Dio ci ha donato perché ci insegnasse una delle vie della salvezza, ma il salvatore è solo Dio.

La contesa è in questo confondere i profeti che indicano la salvezza e la Salvezza che è Dio solo.

L'Unico Dio che invochiamo con nomi diversi è la sola salvezza, che nel suo amore, ci ha inviato molti profeti, su infinite strade e in tempi diversi perché ci additino le vie della salvezza.

Franco Barbero

Non parlare mai di Dio come se questo fosse un oggetto

"Questa chiara luce della teologia di Tillich è la sua preoccupazione amorosa e pastorale di aiutare l'uomo di oggi a cercare Dio non al di là della sua storia, non al di sopra o al di fuori del mondo, né in un paese lontano e straniero né in un tempo lontano ed estraneo, ma nella realtà del mondo e della sua vita, come la sua ultima vera realtà. Il tentativo teologico di Tillich può riassumersi in questa sola frase: "La più profonda di tutte le esigenze è che noi apprendiamo a parlare di Dio in maniera tale che non appaia come un oggetto al di sopra di tutti gli altri oggetti, né come un semplice simbolo, ma come ciò che è veramente reale in tutto ciò che tende alla realtà".

Heinz Zahrnt (da "Alle prese con Dio", ed. Queriniana, 1969, p.377-378)

Tutto nelle tue mani

O Dio che mi accompagni con la Tua presenza e con la Tua assenza, ricordami ogni giorno che sono stato chiamato a lavorare nella vigna del mondo come piccolo manovale del Tuo regno.

Tieni vivo e vigile il mio cuore: il lungo cammino dei giorni ha bisogno del Tuo alito di vita, di quel caldo soffio che, senza costringere, invita a decidersi per il viaggio.

Ti prego, Dio della vita, di aiutarmi a valorizzare i giorni che mi sono dati.

Insegnami a collocare tutto nelle Tue mani, questo presente e il futuro, sapendo che sei il Dio dei vivi e non dei morti.

Con Te vivremo nella pienezza della vita.

Franco Barbero

DALLA NOSTRA COMUNITA'

Questa comunità

·      Come il nostro corpo ha bisogno di pane e companatico per vivere, per lavorare e per generare nuove vite sperando in un mondo senza affamati, cioè più dedito alla condivisione che all'accumulo, così ha bisogno del nutrimento sociale, spirituale per trovare la forza di una svolta epocale e radicale.

    In un mondo che molte volte è governato dall'orgia delle cose e dalla religione dell'io, dalla corsa al denaro, dalla cultura dell'intelligenza artificiale, si può correre il rischio di dimenticare il bisogno di questa fame del "noi" e di questa pratica della condivisione. La fede in Dio indica, nella testimonianza di Gesù la direzione di un cammino veramente nuovo. 

    Scrivo queste poche righe per far crescere in me e in altri la consapevolezza che Dio, in questo rinnovamento del mondo e della persona ci nutre ogni giorno, ci accompagna nel cammino.

    Le apparenze che dominano lo scenario mondiale possono essere schiave della visibilità più che di una vita davvero concentrata sui valori morali della fraternità e della giustizia… Dio continuerà ad essere per i nostri cuori e le nostre esistenze quotidiane il nutrimento che alimenta in noi la fiducia in Lui e l'impegno per un mondo più giusto…. Dio ci dà una piccola spinta per ogni passo di amore, condivisione, impegno per la pace. Tocca a noi trovare un po' di tempo, un po' di silenzio - in questo oceano di chiacchiere

·      E' un momento vitale per la comunità: l'approccio a Paolo di Tarso e alle sue lettere è molto stimolante. Ho notato che i due gruppi biblici procedono bene.

·      Per problemi di udito, per un intervento di cataratta, ancora da fissare... e poi una visita all'ospedale di Pinerolo sarò assente dai gruppi (Fiore che mi accompagna sarà anche lei assente) - per qualche giorno. Cari fratelli e care sorelle, sarete ugualmente nei miei pensieri e nel mio cuore, sicuro che anche voi mi porterete nel vostro cuore con la preghiera. Un abbraccio a ognuno e ognuna di voi con tanto affetto.

Franco Barbero

Il nostro notiziario

Grazie alla spedizione via e-mail abbiamo ridotto il numero di copie cartacee del notiziario. Per ricevere il notiziario via e-mail contattare Francesco (320-0842573).

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