mercoledì 7 febbraio 2024

LA SIRIA E I SIRIANI COMPLETAMENTE DIMENTICATI DOPO IL TERREMOTO DI 1 ANNO FA

 La Siria nord occidentale abbandonata ad un anno dal terremoto

06.02.24 - Pressenza

È passato un anno dal terremoto che ha colpito la Turchia e la Siria settentrionale; le tende sono ancora l’unico posto dove le famiglie sfollate siriane hanno trovato rifugio.
Un abitante, raggiunto sul web, dice: “Non riesco a credere che siano passati 12 mesi dal terremoto e io, i miei figli e mia moglie siamo ancora qui in questo posto, sotto il tetto di una tenda che abbiamo spostato più volte per sistemarci definitivamente sui ruderi della nostra vecchia casa. È passato come se fosse ieri per quello che comporta di sofferenze. Quante immagini e ricordi ritornano nella mente, compreso il dolore per la morte dei miei fratelli e delle loro famiglie”.
Nella Siria nord occidentale, il numero degli edifici completamente distrutti, dal terremoto di un anno fa, ha raggiunto 1.983 edifici, a cui si aggiungono 4.073 edifici non sicuri per il ritorno degli abitanti e che non potevano essere rinforzati, mentre il numero di edifici che hanno bisogno di essere rinforzati per diventare abitabili è stato di 12.043 edifici, ai quali si aggiungono i 19.446 edifici che necessitano di manutenzione per i lievi danni subiti. Secondo i dati delle Nazioni Unite, 265.000 persone hanno perso la casa e hanno ancora bisogno di alloggi dignitosi.
Ad un anno dal disastro, le persone colpite lamentano che le istituzioni internazionali non si preoccupano della loro situazione e non forniscono loro sostegno per restaurare le loro case.
Più di 20 organizzazioni e gruppi, incluso un gruppo delle Nazioni Unite, hanno visitato il centro di accoglienza nella città di Jenderes negli ultimi nove mesi. Ma queste visite non hanno cambiato assolutamente nulla per gli abitanti del centro colpito dal terremoto; la gente ha vissuto un’estate calda e un inverno freddo e piovoso, passandoli sempre nelle stesse tende.
Negli ultimi quattro mesi gli aiuti alimentari non sono stati distribuiti mentre loro ne hanno un disperato bisogno, a causa del terremoto e della loro incapacità di lavorare e di fornire cibo ai figli.
I mesi successivi al terremoto non hanno portato buone notizie per i siriani nel nord-ovest del Paese, controllato dalle milizie jihadiste. Sebbene la situazione abbia richiesto uno sforzo internazionale per lavorare su progetti di sostegno a favore della popolazione dal terremoto, la comunità internazionale ha abbandonato le proprie responsabilità di fronte al disastro che ha provocato la morte di oltre 5.000 persone e ha causato la distruzione delle infrastrutture e delle case dei residenti, in un ambiente già colpito dalla guerra da più di 13 anni.
Tutto ciò è avvenuto mentre il Programma Alimentare Mondiale ha annunciato la riduzione del suo sostegno per la Siria dall’aprile 2023 al dicembre dello stesso anno, e la cessazione delle sue attività in Siria del 72% a causa della mancanza di fondi.
Il Programma alimentare mondiale ha servito in passato più di un milione e mezzo di persone nella Siria nordoccidentale, tutte rimaste ora e malgrado il terremoto senza aiuti a vivere al di sotto della soglia di povertà per la mancanza di lavoro.
La Banca Mondiale ha stimato, secondo un rapporto sui danni in Siria pubblicato nel marzo 2023, che il terremoto di febbraio che ha colpito sia la Turchia che la Siria ha causato danni materiali diretti in Siria, stimati in circa 5,1 miliardi di dollari USA, distribuiti su Aleppo, che era il governatorato più colpito (2,3 miliardi di dollari), seguito da Idlib (1,9 miliardi di dollari) e Latakia (549 milioni di dollari).
Il successivo terremoto, avvenuto il 20 febbraio, ha causato lievi danni nelle zone di confine di Latakia, Idlib, Hama e Aleppo; mentre Idlib e Latakia sono state le più colpite.
Oltre ai danni della natura, la situazione che attanaglia la popolazione maggiormente è la forte escalation del conflitto con gli scontri tra le forze del regime di Bashar Assad, sostenute dai raid dei caccia russi, e le milizie jihadiste che controllano la regione, con il sostegno della Turchia. Queste battaglie hanno interessato anche le zone gravemente colpite dal terremoto, come Idlib e Jisr al-Shughur, ed hanno causato un’ondata di sfollamenti nei mesi di agosto e ottobre 2023 verso i villaggi e le città di confine con la Turchia, con conseguente difficoltà a reperire cibo e cure mediche.
Solo nel mese di ottobre del 2023, le battaglie e gli attacchi aerei sulle aree colpite dal terremoto hanno provocato la morte di 60 civili e il ferimento di altri 285, la maggior parte dei quali donne e bambini.

Farid Adly