lunedì 30 marzo 2026

da Adista del 14/03/2026

SPAGNA LAICA: fuori la religione dalle scuole, fuori il concordato dal nostro paese

di Elena Cocuzza


Eliminare <<immediatamente>> l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole e abrogare gli accordi concordatari con la Santa Sede sono le due richieste avanzate, in Spagna, da 68 organizzazioni sociali, sindacali e politiche riunite nella piattaforma della Scuola Laica che il 2 marzo hanno rilanciato la campagna unitaria “Per una scuola pubblica e laica. Religione fuori dalla scuola” (fra le 68 firmatarie, Europa Laica, la Confederazione Spagnola delle Associazioni dei Genitori di Studenti, la Confederazione dei Sindacati dei Lavoratori dell’Istruzione, la Federazione di Insegnamento delle Commissioni Operaie, Izquierda Unida e Podemos).

Nel paese iberico il risorgente dibattito sull’ora di religione è più radicale che in Italia, dove peraltro sta infine avanzando a livello gerarchico la consapevolezza della necessità di un qualche cambiamento: in un dossier redatto da un <<Gruppo per un nuovo insegnamento della religione a scuola>> sostenuto dalla Conferenza episcopale, si afferma che la complessità del panorama attuale <<chiede una prospettiva pluralista e non più mono-confessionale>>.

In Spagna, dove l'organizzazione dell'Irc è molto simile a quella italiana, l'immobilismo è più accentuato, anche a livello ipotetico, perché è ancorato a un passato dove Chiesa cattolica e Stato, sicuramente durante la lunga dittatura franchista, sono il più del tempo andati a braccetto. Da qui lo scossone dell'iniziativa di Escuela Laica: in particolare quel chiedere l'abrogazione del Concordato nel momento in cui è stato confermato che papa Leone si recherà in Spagna a giugno (dal 6 al 12), ma anche l’<<appello ai partiti politici, ai poteri esecutivo e legislativo, al Ministero dell’Istruzione, ai Ministeri dell’Istruzione delle Comunità Autonome, alla comunità educativa e alla società in generale, al fine di rendere efficace l’obiettivo democratico di raggiungere la piena attuazione del principio di laicità nel sistema educativo, nonché di preservare la libertà di coscienza degli studenti e la non segregazione per ragioni ideologiche o culturali in ambito scolastico>>.

La laicità, un luogo sicuro

<<Un’educazione laica, pubblica e inclusiva>>, sostengono d’altronde gli estensori del manifesto-appello, <<è più necessaria che mai>> - nell’attuale <<contesto segnato dalla violazione del diritto internazionale e dal genocidio, dal riarmo e dall’ascesa del discorso d’odio>> - <<per costruire una società che abbia tra i suoi principi la convivenza pacifica, la giustizia sociale e la libertà di coscienza>>.