da Il Manifesto del 31/03/2026
La Spagna dice No: chiuso lo spazio aereo agli Usa
Non solo No all’uso delle basi militari. La Spagna ha anche chiuso il suo spazio aereo a tutti gli aerei militari che operano nella «guerra illegale» contro l’Iran. La notizia ieri è rimbalzata sui giornali di tutto il mondo, dopo che la ministra della difesa spagnola, Margarida Robles, ha confermato: «Fin dall’inizio della guerra è stato chiarito all’esercito e alle forze statunitensi che non autorizziamo l’uso delle basi, né, ovviamente, l’uso dello spazio aereo spagnolo per azioni legate alla guerra in Iran», è la dichiarazioni arrivata subito dopo che il quotidiano El País aveva sparato in prima pagina la notizia. Robles ha parlato di una guerra «profondamente illegale e profondamente ingiusta».
Secondo il principale organo di stampa spagnolo, Madrid «non solo vieta l’utilizzo delle basi aeree di Rota (Cadice) e Morón de la Frontera (Siviglia) da parte di caccia o aerei cisterna impegnati nell’attacco, ma nega anche il proprio spazio aereo agli aerei statunitensi di stanza in paesi terzi, come il Regno Unito o la Francia, secondo fonti militari».
IL QUOTIDIANO SOTTOLINEA che ci sarebbero eccezioni a questo divieto: una è in caso di emergenza, che consentirebbe il sorvolo o l’atterraggio in Spagna di un’aeronave. Il secondo tipo di eccezione è per tutte quelle operazioni che rientrano nell’accordo bilaterale con gli Stati uniti: l’appoggio logistico agli 80mila soldati di stanza in Europa che, in linea di massima, non dovrebbero avere a che fare con la guerra in Iran.
Secondo la dettagliata ricostruzione del giornale, nelle settimane precedenti all’inizio del conflitto, Washington e Madrid negoziarono la possibilità di dispiegare sul suolo spagnolo aerei cisterna e portabombe con l’obiettivo di fare pressioni su Teheran, però nel quadro dei negoziati in quel momento in corso. Quando è diventato chiaro che l’operazione statunitense non era sotto l’egida di nessun organismo internazionale (Onu, Nato o Ue), il piano è stato ritirato.
STORICAMENTE UNA SOLA volta, durante la prima guerra del Golfo nel 1991, il governo di Felipe González aveva autorizzato l’uso della base di Morón de la Frontera come piattaforma per attaccare direttamente un paese terzo. Come conseguenza della mancanza di copertura legale per l’azione militare, la quindicina di aerei cisterna già sul suolo spagnolo, necessari per estendere l’azione dei voli militari, vennero fatti decollare per dirigersi a basi in Germania e in Francia.
Le conseguenze dirette di questa decisione spagnola sono due. La prima è che, dovendo aggirare la penisola iberica, gli aerei militari provenienti dall’Inghilterra sono costretti a consumare più combustibile. E la seconda è che la quantità di bombe per aeronave è inferiore: lo spazio per il combustibile è inversamente proporzionale a quello delle bombe che si possono caricare.
UNA FONTE DELL’AERONAUTICA militare anonima ha spiegato al giornale El Periódico che «gli Usa mantengono il diritto di sorvolare le acque internazionali. Lo Stretto di Gibilterra è considerato un passaggio internazionale: è un’area sotto il controllo aereo spagnolo, ma non interamente sotto la sovranità spagnola»; detto in altre parole, gli aerei che aggirano la penisola passano da lì. Secondo questa stessa fonte, gli aerei di riconoscimento a più di 65mila piedi «attraversano uno spazio aereo incontrollabile dal punto di vista pratico»: sono aerei che servono a identificare obiettivi militari per i bombardamenti Israelo-statunitensi. E non possono essere bloccati.
IN RISPOSTA alle affermazioni del quotidiano di destra El Mundo secondo cui almeno 70 voli militari statunitensi avrebbero utilizzato le basi dall’inizio del conflitto, Robles ha dichiarato che i voli in questione erano aerei da trasporto militari e che non si trattava di caccia o aerei per il rifornimento in volo.
Il Partito popolare per bocca della portavoce al Senato Alicia García ha definito la posizione del governo spagnolo come «improvvisata»: «Lo debilita a livello internazionale». Pablo Fernández, deputato di Podemos, insiste che la Spagna deve uscire dalla Nato: «Bisogna cacciare i soldati nordamericani dalle basi spagnole».
La risposta sprezzante della Casa Bianca non si è fatta attendere: afferma di non aver bisogno dell’aiuto spagnolo né di quello di nessun altro paese per l’operazione militare in Iran.