venerdì 1 maggio 2026

da Confronti di Aprile 2026

Chiesa cattolica romana e Anglicanesimo divisi alla radice sui ministeri alle donne

di Luigi Sandri 


Un documento vaticano, frutto di un lungo cammino post-sinodale, riassume l’iter cattolico verso la possibilità delle diacone, rinviando però al futuro l’eventuale “Sì”. E una parte dell’Anglicanesimo ortodosso, riunitosi in Nigeria, si è staccato da Canterbury perché ora retto da una vescova. 

L’ordinazione di donne nei “ministeri alti” (diaconato, presbiterato ed episcopato) è tornata a essere pomo di insanabile discordia, ma anche di possibile pace per la Chiesa cattolica romana, e per quella anglicana, sempre che l’una e l’altra, simili per certi aspetti e diverse per altri, sappiano fare le scelte opportune nel momento di prova e di grazia che le sta visitando: aperto dunque a cieli nuovi e terre nuove ma, anche, esposto a una sorda incomprensione del kairos, il tempo opportuno che le sta visitando, e che non potrebbe, senza provocare lacerazioni drammatiche, essere rinviato sine die

LA LACERANTE DISCUSSIONE SULLE DIACONESSE 

Dicasterium pro Doctrina fidei [Ddf, già Congregazione]. Per una Chiesa sinodale. Comunione, partecipazione, missione. Gruppo di studio n. 5. La partecipazione delle donne alla vita ed alla missione della Chiesa”. Questo il titolo del Rapporto finale reso noto il 10 marzo. Di che si tratta? Si parte dalle due sessioni – 2023 e 2024 – dell’unico Sinodo voluto da Francesco sul tema “Per una Chiesa sinodale”, precisato dai tre sostantivi. Al fine, poi, di approfondire alcuni aspetti che, vista la rilevanza dei temi, il Sinodo non aveva potuto fare, Bergoglio aveva creato una decina di Gruppi di studio, che hanno poi lavorato soprattutto nel 2025. Uno di essi, il quinto, per la gestione e il coordinamento, era stato affidato al Ddf. Nell’insieme, comprese varie appendici e note, il Rapporto finale è di 82 pagine.