sabato 9 maggio 2026

Questo è il canone per la celebrazione eucaristica di domani preparato da Anna Campora e Ines Rosso.

La celebrazione inizierà alle ore 10:00.

Ci si potrà collegare già a partire dalle 9:45.

Il link per collegarsi è:

meet.google.com/ehv-oyaj-iue

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Credere fuori dal tempio


P. Saluto all’assemblea


G. Assaporiamo insieme la gioia di essere donne e uomini che cercano amore e solidarietà.

T. O Dio di Gesù, Tu hai deposto e acceso
nei nostri cuori e nelle nostre menti
il fuoco della vita e la torcia dell’amore.
Ci hai regalato le ali dei sentimenti
perché possiamo volare audaci verso la libertà.
Tieni vivi in noi la consapevolezza dei Tuoi doni
e il desiderio di una vita semplice e solidale.

G. Ricorda sorella, ricorda fratello: il giorno in cui non sei più in cammino... la tua vita è finita.

T. O Dio, Tu che cammini nelle vie del mondo
e cerchi ospitalità nei nostri cuori,
bussa a casa nostra e fai udire la Tua parola.


LETTURE BIBLICHE

Geremia 7: 1-11


1Questa è la parola che fu rivolta dal Signore a Geremia: 2“Fermati alla porta del tempio del Signore e là pronunzia questo discorso dicendo: Ascoltate la parola del Signore, voi tutti di Giuda che attraversate queste porte per prostrarvi al Signore. 3Così dice il Signore Dio di Israele: Migliorate la vostra condotta e le varie azioni e io vi farò abitare in questo luogo. 4Pertanto non confidate nelle parole menzognere di coloro che dicono: Tempio del Signore, tempio del Signore, Tempio del Signore è questo!
[...] 8ma voi confidate in parole false e ciò non vi gioverà: rubare, uccidere, commettere adulterio[…] 10Poi venite e vi presentate alla mia presenza in questo tempio che prende il nome da me e dite: Siamo salvi! Per poi compiere ogni abominio. 11forse è una spelonca di ladri ai vostri occhi questo tempio che prende il nome da me?

Marco 11: 15-17

15Andarono intanto a Gerusalemme. Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e comperavano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe 16e non permetteva che si portassero cose attraverso il tempio. 17Ed insegnava loro dicendo: Non sta forse scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti? Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri!”

Riflessioni
Le due letture rimandano l‘una all’altra. Il riferimento è al culto e al Tempio. La cacciata dei mercanti dal Tempio è un brano riportato dai quattro evangelisti con poche differenze, viene ricordato che il tempio è luogo di preghiera e è stato trasformato in “spelonca di ladri” e “covo di briganti”. Gesù ebreo, come spesso viene presentato nei Vangeli, ha come riferimento la tradizione profetica. Geremia come il Gesù dei Vangeli non pensano di eliminare il Tempio o il culto, ma ne denunciano l’uso improprio.

Uso improprio è quello non religioso di luoghi definiti religiosi, santuari, pellegrinaggi, sagre in concomitanza con feste di madonne e santi patroni etc., una considerazione scontata ma si tratta di una lunga tradizione purtroppo ancora assai viva sicuramente nella chiesa cattolica. Siamo usciti da poco dall’ anno giubilare e basta questo riferimento a completare l’analisi.

Uso improprio è anche la trasformazione dei templi in luoghi a scopi puramente strumentali che alimentano e sostengono abitudini consolidate spesso prive di aderenza ad una scelta di fede. Una scissione tra culto e fede vissuta oggi sempre più accentuata.

Dio è altro dal Tempio, dai vari templi delle tante religioni che si contendono “il possesso del vero Dio”. I templi di pietra sono spesso luoghi di separazione, alimentano conflitti, sono la metafora della diversità come esclusione, quando non di sopraffazione. Se il tempio è luogo di preghiera, Gesù che ha sempre pregato il Padre in luoghi appartati e in solitudine ci dice anche attraverso gli evangelisti, che si prega perché non venga meno la nostra fiducia in Dio, per poi riprendere il cammino tra la gente e far loro conoscere chi è veramente il Dio che è accanto, che guarisce, solleva e perdona. Questa è la fede, è il vangelo, la buona notizia, non offerte, non culto menzognero verso un Dio di cui i potenti ritengono di essere gli esclusivi interpreti e in nome del quale caricano di pesi insopportabili la povera gente.

Noi che, chi prima chi poi, abbiamo rivendicato uno spazio diverso per trovare alimento alla nostra fede, sappiamo che è fuori dal tempio che siamo chiamati a fare la nostra parte. Siamo convinti che il Dio di tutti che sinceramente invochiamo con lingue diverse non è il Dio che interviene, e non offre sicurezze se ci rifugiamo nei templi e in un culto esibito che si esaurisce alla porta del tempio stesso.

Credere fuori del Tempio può essere difficile, spesso ci si può sentire soli o una piccola minoranza, sappiamo che si può essere anche in buona compagnia nel tentare con i non credenti e i credenti di altre religioni, di costruire piccoli pezzi di Regno in cui l’umano venga salvaguardato, convinti anche se fragili, che il nostro credere non può che coincidere con la fiducia in un Dio che solo tramite noi, rinnova le sue promesse, giorno dopo giorno.

Questa riflessione sul tempio non può non tenere conto della conclusione di quel dialogo serrato con la samaritana al pozzo, la donna sorpresa e confusa per l’incontro con un giudeo dal quale si sente attratta ma nello stesso tempo diversa perché come samaritana adorava Dio non a Gerusalemme. Proprio a lei Gesù , da grande profeta quale è dice parole di libertà e coraggio: “Credimi: viene il momento in cui l’adorazione di Dio non sarà più legata a questo monte o a Gerusalemme; viene un’ora, anzi è già venuta in cui gli uomini adoreranno il padre guidati dallo Spirito e dalla verità di Dio” (Giovanni 4,21-24).

E quando gli uomini non questo o quel popolo, non imprigionati in dottrine o culti lontani dalla vita adoreranno guidati dallo Spirito, allora forse, impareremo a capirci a rispettarci ad accettarci e lavorare insieme per un mondo più giusto. Gesù per noi è il profeta che ci ha rivelato Dio con la sua vita, le sue scelte che lo hanno portato alla condanna e alla morte, con le parole che ci sono state trasmesse nella testimonianza e noi è questo che cerchiamo di realizzare consapevoli che la libertà ha un costo e la responsabilità è grande.

Tutto questo che cosa potrà suggerire ai cristiani di domani? C’ è un domani per la fede nel Dio di Gesù? Nel Dio oltre le religioni e fuori dai templi?


INTERVENTI LIBERI


1. O Dio di Gesù, profeta degli oppressi e delle oppresse,
Dio di tutti e di tutte, oltre i confini e i muri
accogli le nostre lacrime e i nostri sorrisi
e accompagnaci nei sentieri della condivisione.

2. Accompagnaci, accompagnaci ancora e sempre:
Tu conosci i deserti del mondo e dei cuori,
Tu trasformi la steppa in terra feconda
e fai in modo che la sabbia diventi una roccia.

1. Accompagnaci ancora e sempre
nel nostro cammino di liberazione
dai pesi delle dottrine e delle leggi.
Nel nostro rifiuto di culti sterili,
nella nostra ricerca di autenticità.

2. O Dio di Gesù, di’ ancora ogni giorno al nostro orecchio:
“Abramo, parti e va’... mettiti in cammino”.
Mettici tra le mani la chitarra e le canzoni di Miriam,
perché la nostra vita sia cammino tra la gente.


MEMORIA DELLA CENA

G.Facciamo insieme memoria del pasto che Gesù celebrò con le sue amiche e i suoi amici.

T. O Dio di Gesù, oggi ricordiamo insieme quel pane spezzato. Gesù alzò tempesta. Da Te sperava l’aiuto per affrontare l’ultima tappa del suo cammino di profeta fedele e appassionato. Spezzando ora questo pane, noi ricordiamo che Tu hai accompagnato Gesù e accompagni ciascuno e ciascuna di noi sui sentieri della condivisione. Aiutaci a “spezzare”, a condividere ogni giorno qualcosa di noi e di nostro. “Io infatti ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: ‘Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me’. Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: ‘Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me. Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga’” (1Corinzi 11, 23-26).


P. Preghiera di condivisione


COMUNIONE


PREGHIERE SPONTANEE


PADRE NOSTRO


Preghiera finale



Mai e poi mai (da "Preghiere di ogni giorno" di Franco Barbero)
Mai e poi mai
tu ci risolvi i problemi
come un giocoliere.
Non ti preghiamo perché
perché tu magicamente
intervenga
a cambiare le cose
che dobbiamo cambiare noi.
La tua presenza è vera,
ma segue un’altra strada.
Tu ci dai la luce e la forza
perché noi uomini e donne
assumiamo fino in fondo
le nostre responsabilità
e facciamo la nostra parte.

Domenica 10 Maggio 2026
Per la comunità di Pinerolo - Anna Campora e Ines Rosso