domenica 26 luglio 2026

 da Mosaico di Pace di giugno 2026

...dal Sinodo della Chiesa Evangelica Luterana in Italia...

Il raccolto del Signore

di Gianluca Fiusco (responsabile della comunicazione della Chiesa Evangelica Luterana in Italia)


La terza seduta del 29° Sinodo della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, riunito a Roma dal 30 aprile al 3 maggio 2026, è stata la fotografia di una Chiesa che sta cambiando, che sa di dover cambiare, e che ha scelto di farlo senza cedere alla fretta né all’angoscia.

Un Sinodo luterano non è un consiglio di amministrazione, anche se a chi non lo conosce dall’interno potrebbe sembrarlo: si parla di bilanci, di sedi, di quote societarie. Ma la forma sinodale è, in sé, una dichiarazione teologica. Dice che le decisioni non cadono dall’alto, che la comunità è soggetto e non oggetto della propria vita. In un’epoca in cui le istituzioni faticano a giustificare la propria autorità, questo non è un dettaglio. E’ la sostanza. Il motto sinodale – “All’opera per il raccolto del Signore” (Mt 9,37-38) – è stato declinato nel culto d’apertura da Kirsten Thiele, vice decana uscente, con una franchezza raramente udita in un’assemblea ecclesiastica: “Forse abbiamo troppi bagagli. Gesù chiedeva bagagli leggeri”. Un invito non ornamentale: descriveva la condizione reale di una Chiesa che deve scegliere cosa portare nel cammino che viene, e cosa lasciare sul ciglio della strada. (…)

Comprendere la fede luterana non è semplice in Italia. Si tende a confonderla mettendo insieme tutto e tutti: il protestantesimo italiano, l’evangelicalismo americano che benedice le guerre, o il pentecostalismo che fa rumore. Non è così. I luterani hanno una storia teologica secolare, una tensione permanente tra grazia e responsabilità, una tradizione sinodale che è l’opposto del protagonismo. E portano il peso di una storia complessa – che include certo il silenzio delle Chiese tedesche di fronte al nazismo ma anche e soprattutto la resistenza di chi, come Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano, pagò con la vita la scelta di non tacere. Questa storia non viene rimossa: viene portata, come si porta una ferita che ha insegnato qualcosa di fondamentale.

Una Chiesa che non fa mistero dell’importanza che le risorse hanno per l’impegno sociale oltre che ecclesiastico, ma che parte dall’ascolto dei beneficiari dei microprogetti sociali che ha scelto di sostenere, che riduce le sedi perché la realtà lo chiede, che prega insieme alle altre Chiese cristiane – sta dicendo con i fatti cosa significa essere Chiesa oggi. Non un monolite che dispensa certezze. Ma una comunità cristiana che cammina, che prova a portare i bagagli giusti, e lascia sul ciglio della strada quelli che rischiano di appesantirne il viaggio.

al sinodo è stato eletto, tra altri, il nuovo decano pastore della comunità di Torino, Tobias Brendel.